L’Eurovision 2021 e la rivincita delle lingue nazionali: giù l’inglese dal podio


C’è un dato che salta all’occhio guardando la classifica dell’Eurovision 2021: nessun brano in inglese è sul podio, dove ci sono invece tre canzoni e due lingue, ovvero l’italiano (per i Måneskin) e il francese (per Barbara Pravi e Gjon’s Tears).

Una circostanza che non si verificava dal 1995 quando il podio fu occupato da tre canzoni rispettivamente in norvegese (“Nocturne” dei Secret Garden), spagnolo (“Vuleve conmigo” di Anabel Conde) e svedese (“Se på mig” di Jan Johansen).

Non solo: con il quinto posto dei Go_A con la loro “Shum“, sono in una lingua diversa dall’inglese quattro brani dei primi cinque in classifica.

Un dato ragguardevole se si considera che il concorso è ormai divenuto in gran parte anglofono e che da quando è stato tolto il vincolo di esibirsi in una delle lingue parlate nel paese che si rappresenta, ovvero dal 1999, soltanto tre artisti sono riusciti a vincere la rassegna cantando nella propria lingua.

Si tratta di Marija Serifovic, che si impose con “Molitva” nel 2007 per la debuttante Serbia; Salvador Sobral con “Amar pelos dois” nel 2017 e appunto in questa edizione i  Måneskin, con l’unica piccola incursione della lingua tatara all’interno del brano in inglese di Jamala nel 2016.

Nella finale dell’edizione 2021 sono entrati in finale tutti i brani in lingua nazionale con l’eccezione di “Øve os på hinanden” dei danesi Fyr & Flamme, undicesimi nella seconda semifinale (quindi 8 su 9, non conteggiando nel computo i paesi dove l’inglese è lingua nazionale e considerando anche “Russian woman” che è quasi interamente in russo). Sono inoltre  5 quelli piazzatisi nelle prime 10 posizioni.

Una vera e propria rivincita per le lingue nazionali che speriamo incoraggi ad incrementarne l’utilizzo in futuro, riportando il contest a quella dimensione di Babele musicale che è stata fino agli albori del nuovo millennio.

La regola della lingua: la Svezia rompe la tradizione

All‘Eurovision Song Contest come detto, c’è libertà di lingua nelle canzoni dal 1999, ma in realtà su questo fronte si è variato spesso. Anche perché in realtà, agli albori del concorso il vincolo non c’era ed il fatto che fino al 1964 tutti si fossero esibiti nelle lingue dei paesi di rappresentanza era puramente una “consuetudine”.

A rompere il muro fu la Svezia nell’edizione di Napoli 1965, quando al tenore Ingvar Wixell fu affidata “Absent friend“, interamente in inglese. Questa scelta spinse la EBU ad inserire il vincolo a partire dall’edizione 1966, situazione che restò in vigore fino all’edizione 1973.

Il vincolo tornò ancora nel 1977, con una deroga per quei paesi che al momento della decisione avevano già selezionato la canzone ed appunto restò in vigore fino al 1999, anno in cui uscì di scena anche l’orchestra.

Le lingue “nascoste” nell’edizione 2021

Nell’edizione appena conclusa sono  complessivamente 15 le lingue che si rintracciano con almeno un verso nei brani in concorso: Italiano, Inglese, Francese, Russo, Ucraino, Danese, Russo, Croato, Serbo, Azero (un verso nel brano di Efendi), Ebraico (alcuni versi nel brano di Eden Alene), Tedesco (il parlato è parte del brano di Jendrik), spagnolo, albanese e sranan tongo.


Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e seguici su Twitter e Facebook o nella nuova community dedicata all’Eurovision. Ti ricordiamo che Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone.

Eurovision Inside

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Commenta questa notizia...