Eurovision 2021, Malta-gate: parte indagine sulle spese pazze per gonfiare scommesse e favorire Destiny


Dopo la denuncia di Ludwig Galea di un paio di giorni fa, scoppia ufficialmente quello che potremmo realmente definire il Malta-gate.

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Poche ore fa, Carmelo Abela, Ministro del Governo attualmente in forza a Malta guidato da Robert Abela, ha confermato che le spese di Malta legate alla partecipazione all’Eurovision 2021 sono attualmente sotto inchiesta in seguito alle accuse secondo cui fondi pubblici sarebbero stati spesi per gonfiare le scommesse della rappresentante Destiny in gara alla kermesse europea.

Il Ministro Abela, infatti, avrebbe ordinato una indagine approfondita per valutare tutte le spese legate alla partecipazione di Malta all’Eurovision 2021, in quanto diverse segnalazioni avrebbero confermato come parte del budget destinato all’Eurovision sarebbe stato speso per scommettere proprio sulla figura di Destiny quale possibile vincitrice dell’Eurovision, facendola così apparire tra i favoriti al trionfo.

I soldi, inoltre, non sarebbero solo stati spesi per questo improbabile scopo, ma anche per acquistare recensioni favorevoli e spazi promozionali, sempre al fine di sostenere la candidatura di Destiny.

Malta-gate: il sospetto

Il sospetto nasce dal fatto che – nonostante la medaglia di bronzo nella classifica degli scommettitori – Malta abbia portato a casa solo un “misero” settimo posto, peraltro a causa di una forte penalizzazione da parte del pubblico, che le ha attribuito solo 47 punti in finale. Lo stesso pubblico che – invece – avrebbe fortemente scommesso sulla sua vittoria.

malta 47 punti eurovision 2021

Un corto circuito che ha fatto storcere il naso a molti, compreso l’ex rappresentante maltese Ludwig Galea, che in un lungo post Facebook aveva denunciato quella che lui definisce la “Social Media Formula”, atta a creare un hype ingiustificato attorno al rappresentante maltese (spesso esso stesso vittima di questa pratica) creando ingiuste illusioni.

Spese pazze che non sarebbero così estranee alla partecipazione maltese: già in passato erano sorti dubbi e quesiti riguardo la gestione del budget destinato all’Eurovision, non tanto per la effettiva partecipazione della isola mediterranea – che è fuori discussione – quanto per la trasparenza nella gestione del denaro stesso e l’effettivo uso corretto dei fondi.


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