Eurovision 2022: anche Claudio Baglioni si candida (con Peparini) per un ruolo da organizzatore
Continua la girandola di candidature per i ruoli più vari, reali o presunti, in relazione all’Eurovision 2022. La venuta in Italia del concorso, causata dalla splendida vittoria dei Måneskin con “Zitti e buoni” sul palco dell’Ahoy Arena di Rotterdam lo scorso 22 maggio, ha dato modo a tanti personaggi di mostrare il proprio vivo interesse per il concorso.
L’ultimo in ordine di tempo a offrirsi per la causa eurovisiva è anche uno tra i più grandi della canzone italiana del dopoguerra, Claudio Baglioni, già presentatore e direttore artistico del Festival di Sanremo nel 2018 e 2019, anni in cui hanno vinto “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro e poi “Soldi” di Mahmood, poi arrivate al quinto e al secondo posto in chiave europea.
Il cantautore romano ha parlato di Eurovision Song Contest nel presentare il suo ultimo progetto che ruota intorno all’album “In questa storia che è la mia“, ma che va anche oltre, che dal 2 giugno lo vedrà protagonista in un’omonima opera-totale (come lui stesso l’ha chiamata) su piattaforma ITsART di scena al Teatro dell’Opera di Roma.
Tra degli abboccamenti con Rai1 (insieme a Pierfrancesco Favino) e qualche contatto con Mediaset, Baglioni ha anche lanciato un messaggio relativamente al concorso continentale, soffermandosi sulle prospettive e anche sull’importanza della vittoria dei Måneskin per la musica italiana nelle parole riportate da La Repubblica in modo più ampio rispetto ad altri media:
È un importante riconoscimento per la musica italiana, dopo che lo scorso anno Mahmood aveva fatto il suo exploit arrivando secondo. E’ molto rilevante, soprattutto ora che il festival ha ripreso forza dopo anni di appannamento, il suo livello spettacolare è interessante.
E poi rivela di essersi proposto come organizzatore/direttore artistico:
Io e Giuliano Peparini ci proporremo, abbiamo fatto esperienza in questo senso, non solo realizzando quest’opera concerto, ma anche i concerti Al centro negli stadi, con 400 figuranti, per non contare i brani di introduzione al Festival di Sanremo che qualcuno ha paragonato allo spettacolo durante i Superbowl. Ci siamo proposti, al massimo ci risponderanno di no.
Sebbene non sia del tutto chiaro che cosa intenda Baglioni per organizzazione e direzione artistica, è fuor di dubbio che quest’ultima, come la intende il cantautore romano, non si può fare con le stesse modalità sanremesi: laddove alla rassegna dei fiori le canzoni scelte sono effettivamente frutto di un’opera di selezione da parte di una commissione che ha un direttore artistico a capo, all’Eurovision non funziona così.
Il mix, in chiave europea, è molto semplice: si può andare per selezioni nazionali (come Sanremo negli ultimi anni, il Melodifestivalen, il Festivali i Kenges, il Festival da Cançao o altre modalità), per selezioni interne da parte delle televisioni o per ibridi particolari.
Va detto che Peparini è spesso stato al fianco di Baglioni in molte avventure, sia legate a produzioni dal vivo che televisive; inoltre ha lavorato per molti anni ad Amici, ma anche in Francia.
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“in un’omonima pera-totale (come lui stesso l’ha chiamata)”…che significa pera-totale? (è di moda ultimamente ahahaha) :))
Trattasi di perefuso corretto :) Grazie per la segnalazione!
Prima di parlare e proporre autocandidature totalmente a caso sarebbe meglio informarsi su cosa sia l’ ESC, come venga organizzato etc.
Comincio anch’ io a preoccuparmi su quello che potrebbe venire fuori se la Rai non si darà una svegliata davanti a questa straordinaria opportunità offrendo IL MEGLIO che ha a disposizione, cioè conduttori e organizzatori adatti a un contest internazionale, rapido, dinamico, tutto un altro mondo rispetto al nostro pur celebre e iconico Festival di Sanremo
Questa è gente che l’Eurovision non lo ha mai guardato e anzi lo ha sempre snobbato con schifo. Oggi la vecchia guardia Rai sgomita per accaparrarsi un posto in una vetrina sovranazionale di cui nemmeno conosce i meccanismi. Le autocandidature di Amadeus e compagnia sfiorano il ridicolo. Vogliamo riproporre a mezzo mondo il disastro Cutugno/Cinquetti. Sono passati 30 anni ma la Rai è ferma a quell’epoca lì e ha in mano una manifestazione incredibile, che relega su Rai4, che fa commentare a Insinna e Malgioglio, La Rai è una tv fuori tempo e con capacità organizzative che nemmeno la tv Moldava… (che probabilmente farebbe invece benissimo). Ricordatevi la regia di Sanremo: inquadrature senza senso e un uso della steadycam dilettantistico. Io temo seriamente il risultato…. Spiace dirlo cara Rai che mi imponi di sostenerti con il canone, ma qui ci vorrebbe Sky, senza se e senza ma.
Già… condivido. Temo che la rai sia stia concentrando molto su San Remo e poco sul Esc. Due eventi nello stesso anno con le capacità organizzative che ci ritroviamo… Mah speriamo bene. La regia della Rai è quello che più mi preoccupa. Prepariamoci a riprese di cose a caso e della troupe che saluta il cameramen, alternati a volti in primissimo piano (e quando dico primissimo significa scorgere i punti neri sotto la pelle truccata) con steadycam che ruota intorno ai cantanti. Spero solo che l’edizione del 1991 rimanga un brutto ricordo.
Ulteriore conferma che la natura, il funzionamento e la struttura organizzartiva dell’ESC, almeno in Italia, non sono affatto noti.
Stanno uscendo tutti gli scheletri dagli armadi