Eurovision 2022, Coletta (Rai 1): “Entusiasmo in tutti noi, inizieremo a parlarne dalla prossima settimana”

Stefano Coletta, direttore di Rai 1, è tornato a parlare di Eurovision 2022 all’interno della conferenza stampa legata a Notte azzurra, lo show che, con Amadeus alla conduzione, porterà in tv la Nazionale italiana di calcio in vista dei relativi Europei itineranti, nei quali Roma giocherà una parte importante con lo Stadio Olimpico.

Il direttore della rete ammiraglia della nostra tv pubblica aveva già detto la sua nell’immediato indomani della vittoria dei Måneskin con “Zitti e buoni”, grazie ai quali il concorso torna in Italia dopo 31 anni.

Queste le parole di Coletta:

Rispetto a Eurovision, abbiamo iniziato a muovere le prime conversazioni tra me e Claudio Fasulo nel segreto delle nostre stanze, nel senso che cominceremo ad avere degli incontri ufficiali tra qualche giorno con i vertici Rai.

Dopo 31 anni è un evento che torna e che in questo momento crea entusiasmo in tutti noi, ma anche, ovviamente, un serio rigore su un impianto che ha bisogno di una squadra di lavoro straordinaria, perché è un evento straordinario.

È bellissimo che i Måneskin abbiano realizzato questo ritorno nel nostro Paese di questo evento. Parlare di conduzioni al momento è prematuro perché, ovviamente, al primo posto c’è la realizzazione dell’impianto, il luogo dove si svolgerà.

Ne cominceremo a parlare dalla prossima settimana. Posso dire che io e Claudio siamo invasi, questo come elemento di leggerezza, di candidature sia in ambito di conduzione sia in ambito di luoghi, città, comuni che aspirerebbero ad accogliere questo evento così importante.

E questo è ancora più bello, dopo un anno e mezzo in cui tutto è stato asfittico, senza vita, e quindi sarà un’avventura bellissima, però davvero, rispetto poi alla confezione editoriale, ne dobbiamo riparlare tra un po’ di tempo.

Le parole di Coletta lasciano intuire, dunque, che le candidature di città che vogliono ospitare l’Eurovision sono molte di più di quelle di cui si è saputo pubblicamente (Trieste l’ultima in ordine di tempo). Il segno, questo, di un interesse enorme intorno all’opportunità di organizzare il concorso e darsi una vetrina internazionale di enorme rilievo.

Va comunque rimarcato come esistano dei criteri ben precisi per ospitare il concorso, tutti intrinsecamente legati a un’arena indoor. Sulle città che ad oggi possono seriamente ambire ad ospitare l’evento abbiamo avuto già modo di scrivere nei giorni scorsi con un approfondimento dedicato.


Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo).

Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.

Eurofestival News sui socialEurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!

4 Risposte

  1. Vincenzo ha detto:

    Per quanto riguarda il regista, nessun dubbio: Duccio Forzano. Per capire basta guardare qui:

    https://youtu.be/TXB5bJ2BCXc

  2. Vincenzo ha detto:

    Ecco, Coletta, mi raccomando. Niente voli pindarici. Niente studi di Cinecittà. Niente capannoni in mezzo al nulla. Niente presentatori stagionati e che parlano inglese come una vacca spagnola. Niente spettacolo pecoreccio e dozzinale, rimpinzato di comparsate varie di attori, starlette varie, con dialoghi lunghi. Niente Amadeus e Fiorello. Doppio audio con canale in inglese obbligatorio, sennò smettiamo di pagare il canone. Niente pubblicità ogni 20 minuti.

    Copiate gli altri ESC precedenti, aggiungendo stile italiano, vestiti bellissimi per (bonasera) signore e signori. Senza effetto Ferrero Rocher come la Chantal di Rotterdam. Scenografia sobria senza statue, cavalli, colonne, come quella del 1991. Look total black con grande maxischermo LED e luci stratosferiche. Effetti laser e stronoscopici.

    Distribuite il braccialetto a LED agli spettatori sincronizzato dalla regia luci per effetti speciali incredibili.
    Girate le videocartoline delle delegazioni nei musei italiani dove i cantanti camminano in mezzo ai quadri famosi, così spingiamo il turismo culturale.

    Se lo organizzerete a Milano, al Palazzo delle Scintille, mi pregusto già una sequenza video di inizio serata finale, con ripresa aerea che parte da una cima di una montagna lombarda innevata, passa al lago di Como (con George Clooney che saluta dal giardino di casa sua), passa dal Parco di Monza e Villa Reale, arriva a Milano, passa sulla zona grattacieli di Porta Nuova (Bosco Verticale, Unicredit), poi Castello Sforzesco, poi piazza Scala (magari entrando nel teatro virtualmente con un montaggio video), entra in Galleria, svolazza tra le guglie del duomo, poi tra i grattacieli di Citylife e poi plana sul Palazzo Delle Scintille entrando dalla porta principale o da una finestra planando sul palco con un tripudio di effetti pirotecnici ed impazzimento di luci e ledwall o realtà virtuale. Così facciamo vedere che Milano è una città Europea.

    Il pink carpet (perchè hanno fatto quasi tutti i colori e gli manca solo quello) organizzato tra Galleria Vittorio Emanuele (se piove) e/o Piazza Duomo (se c’è il sole) con un po’ di fans che salutano i cantanti. Rendiamolo una cosa, viva, non quel mortuorio di Amsterdam. Insomma, si accolgono gli ospiti nel salotto buono di Milano.

    Come presentatore professionista maschile, voto per uno a scelta tra Alessandro Cattelan, Livio Beshir (per rispettare la multiculturalità del pubblico italiano ed europeo), Federico Russo o altri. Presentatrice professionista femminile: Vittoria Cabello, Filippa Lagerback, Michelle Hunziker, Virginia Raffaele, o altre. Poi un paio di cantanti co-presentatori che parlino “perfettamente” inglese e che sappiano sorridere e leggere il gobbo senza intoppi. Non vedrei male Diodato, Damiano David (sarebbe un catalizzatore per i suoi fans europei se fosse sul palco a presentare), Tiziano Ferro, Marco Mengoni o altri, per i maschietti. Nina Zilli, Laura Pausini, o altre per le femminucce. Magari se ci fosse anche uno o una non eterosessuale sul palco non sarebbe male, per fare un evento inclusivo. Interviste in sala stampa e sul red carpet il giorno dell’arrivo delle delegazioni, affidate a Livio Beshir e ad Andrea Delogu o Ema Stockolma (ma bisogna vedere se ha l’accento francese anche quando parla inglese, se ce l’ha, non va bene perchè sennò gli Inglesi ci sparano).

    Per le interviste “fashion” o revival da pubblicare su Youtube, vedrei Malgioglio (se parla inglese,ma rischiamo di creare incidenti diplomatici se si vuol scambiare i pantaloni con qualcuno), Costantino della Gherardesca, Raffaella Carrà e la Ferragni (se la RAI avrà firmato un accordo stragiudiziale con Fedez, sennò ciccia). La Carrà potrebbe fare dei duetti di sue canzoni con cantanti stranieri in francese, inglese, spagnolo o italiano.

    Invitati italiani in un medley di canzoni eurovisive italiane e straniere: Diodato (che merita un po’ di visibilità perchè, poverino … e poi è molto apprezzato), Mahmood, Gabbani (che vestirei da scimmia e lo farei uscire mentre canta, tipo Cantante Mascherato), Nina Zilli e Michielin. Come cantanti stranieri che hanno vinto, propongo Jamala (per ringraziare l’Ucraina dei 24 punti di quest’anno), poi Alexander Rybak. Conchita Wurst no perchè la CEI ce la censura. Dana International c’è già stata nel 2019 con una magnifica kiss cam.

    Poi i Maneskin che canteranno una versione diversa di Zitti e Buoni in semifinale ed un nuovo pezzo travolgente in finale. Raffaella Carrà da qualche parte la metteremo, magari come statua sul palco o come inviata jolly in Green Room assieme ai cantanti, per fare domande. 12 serate in piedi sul palco, sinceramente, non ce la vedo.

    Io vedrei bene anche un flash mob danzereccio con ballerini professionisti e pubblico, registrato nelle piazze più famose d’Italia, sullo stile di quanto fatto a Oslo nel 2010, su musica dance o tecno.

    IMPORTANTE: alla delegazione olandese, solo pizza e sambuca, a colazione, pranzo e cena per tutti i giorni che rimarrà qui. Così si ubriacano e ci togliamo di torno una delegazione antipatica che non ci ha dato nemmeno un voto. Alla delegazione danese, dovremo fargli imparare tutti gli scioglilingua in italiano più difficili, inclusi quelli in barese, siciliano, friulano e sardo. Devono pagare per non aver dato punti ai Maneskin.

    Accetto critiche ed integrazioni al programma dell’ESC 2022.

    Apro il sondaggio per il motto da usare ed il logo. Come logo, sfere (a Vienna), farfalle e bruchi (a Stoccolma), triangoli (a Tel Aviv), cavallucci marini (non ricordo dove) sono già stati usati.

    Come motto io proporrei “Jaja Ding Dong”. E’ perfetto. Oppure Enjoy the life. Dopo un anno e mezzo, quasi due, di pandemia, ci starebbe bene. E per l’Italia, patria della bella vita, sarebbe perfetto.
    Ho finito. Scusate per lo sproloquio.

    • Vincenzo. ha detto:

      Ah, dimenticavo, se qualcuno della RAI o dell’organizzazione mi vuole assumere con contratto COCOCO, COCOPRO (ma mi sa che questa è una gallina che ha appena fatto l’uovo), o CHICCHIRICCHI, per mettere in pratica queste idee e tante altre che ho, io sono disponibile. Sono idee maturate in 30 anni di depressione causa assenza di ESC in Italia. :-)

      • Vincenzo. ha detto:

        Dimenticavo, alla delegazione francese nascondiamogli cocaina nel loro camerino e mandiamoci la polizia antidroga durante la serata finale, prima che cantino il loro pezzo. Un arresto in diretta sarebbe fantastico. Audience all’88% in tutta Europa.