Eurovision, Malta-gate: spuntano nomi e prove per le scommesse gonfiate, accusato il produttore Attard


Non c’è pace sull’isola di Malta. Continua infatti quello che abbiamo a tutti gli effetti potuto definire il “Malta-gate“, partito con le accuse di Ludwig Galea, secondo cui sarebbero stati spesi soldi pubblici dei contribuenti maltesi in maniera impropria al fine di gonfiare le quote delle scommesse, aumentare le visualizzazioni YouTube e comprare recensioni favorevoli per la rappresentante di Malta all’Eurovision 2021, Destiny.

Accuse che si sono prontamente diffuse e che hanno trovato terreno fertile, tanto da spingere il Ministro Carmelo Abela ad ordinare una attenta revisione delle spese legate alla partecipazione di Malta all’Eurovision 2021, al fine di individuare un eventuale uso fraudolento o improprio dei fondi destinati al progetto.

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Da sinistra: Anton Attard, Michela, Destiny

Inchiesta che ha già fruttato un dato fondamentale, ossia la cifra che è stata spesa da Malta per la partecipazione di Destiny all’Eurovision 2021. Sarebbero circa 650.000 euro i fondi stanziati per il progetto, ripartiti tra l’Autorità per il Turismo di Malta (350.000 euro) e la televisione maltese PBS (300.000 euro). Numeri che peraltro potrebbero addirittura avvicinarsi a 700.000 euro, includendo le ultime spese ancora da rendicontare e la tassa di partecipazione all’evento.

In queste ultime ore, tuttavia, il mistero si è infittito. Alcuni informatori anonimi del noto quotidiano maltese Times of Malta avrebbero infatti rivelato che Anton Attard – ex dirigente della PBS, membro ricorrente nel circuito eurovisivo maltese e oggi produttore televisivo – avrebbe approcciato più volte, nel 2019, il magnate del gioco d’azzardo Yorgen Fenech.

Lo scopo finale era quello di migliorare la posizione nella classifica delle scommesse della rappresentante maltese all’Eurovision 2019 Michela.

Gli informatori avrebbero portato a testimonianza alcune chat tra Attard e Fenech, dove il primo avrebbe chiesto al secondo informazioni sul budget da spendere per far scendere le quote della rappresentante maltese, facendola figurare come tra le favorite alla vittoria.

Richieste che sarebbero avvenute in più momenti, in particolare subito prima del lancio del brano che Michela avrebbe portato all’Eurovision 2019, e anche durante la permanenza a Tel Aviv, nella speranza di migliorare il posizionamento della cantante nella classifica degli scommettitori.

Nelle chat non si menzionano mai cifre esatte, ma le richieste di approntare delle stime sarebbero state insistenti: “Puoi controllare quanto ci serve per alzarla di alcuni posti?” – o ancora – “Di quanto abbiamo bisogno per portarla in alto nelle scommesse?“.

Accuse prontamente rigettate dal diretto interessato. Attard ha confermato che tutto il denaro pubblico che ha gestito è stato sempre speso in linea con gli obiettivi per i quali è stato stanziato:

Durante il mio mandato alla PBS, non è mai stato destinato denaro pubblico per scommettere o in alcun modo per aumentare le possibilità di vincita della canzone maltese. La spesa di denaro pubblico in scommesse non è solo illegale ma anche spregevole.

Ma Attard non sarebbe riuscito a dare una spiegazione convincente alla domanda riguardante gli scambi di messaggi con l’esperto di scommesse Fenech, lasciando quindi aperto un grande punto interrogativo sullo scopo dei messaggi intercettati. Un punto interrogativo i cui effetti non solo pesano sulle tasche degli ignari contribuenti, ma anche sull’onestà e grande lavoro delle rappresentanti maltesi all’Eurovision.


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