Mazzi: “Eurovision 2022 a Verona? Difficile, vi spiego perchè”. E nel 2011…

“Organizzare l’Eurovision all’Arena di Verona? Difficile”. Gianmarco Mazzi, amministratore delegato e direttore artistico dell’Arena di Verona, a margine della presentazione del programma di eventi che saranno ospitati dalla struttura veronese, ha parlato anche di Eurovision e della candidatura della città di Giulietta e Romeo.

Il suo è un parere autorevole perché conosce la rassegna, essendo stato – in qualità di direttore musicale del Festival di Sanremo – nella commissione che selezionò il vincitore delle Nuove Proposte Raphael Gualazzi per il rientro in gara dell’Italia dopo una lunga assenza.

Ed è lui a spiegare alla agenzia Adnkronos perché in realtà le possibilità di portare lo show all’Arena sono pressoché nulle:

L’Eurovision è una macchina molto complessa e con regole rigidissime, richiede un anno di preparazione e mesi di preproduzione. Bloccare l’Arena per due mesi fino a maggio non è facile. E ci sarebbe l’incognita maltempo.

Per come è concepito il fomat dell’ESC sarebbe difficile ospitarlo in Arena. Diciamo che sarebbe possibile se, in nome di una location così suggestiva e unica al mondo, EBU accettasse di modificare il format. Ma mai dire mai.

Lo scorso anno l’Arena di Verona aveva ospitato l’esibizione di Diodato, ma si trattava dello show sostitutivo “Eurovision: Europe shine a light” e comunque un conto è ospitare una sola esibizione – in un’arena vuota peraltro – altra cosa è portare un intero show. Senza contare che l’Arena non dispone di una copertura.

La regola

Perché il nodo, che molti amministratori non hanno capito o fingono di non sapere è proprio questo: oltre ad una arena coperta, da almeno 10.000 posti effettivi, la vicinanza ad un aereoporto internazionale e ampi spazi per tutte le attività correlate, bisogna che l’arena scelta sia libera per almeno due mesi, per essere adeguata alle esigenze dello show.

Fu per questo motivo, per esempio, che il comune di Dusseldorf si accollò le spese di trasferimento della squadra di calcio, il Fortuna, nel secondo stadio cittadino, in modo da poter lasciare libera quella che sarà poi ribattezzata Esprit Arena.

Questa situazione rende per esempio molto difficile – anche progettando una copertura – l’organizzazione dell’evento all’interno degli stadi di calcio (San Siro, lo Juventus Stadium o l’Olimpico di Roma, per citare i maggiori), anche se città come Milano, Torino e Roma dispongono di stadi alternativi: il Fortuna Dusseldorf è un club di secondo piano in Germania, mentre Inter, Milan, Juventus o Roma hanno calendari molto fitti a livello internazionale.

Come abbiamo spiegato, ad oggi la corsa per ospitare l’Eurovision 2022 è ristretta a sole quattro città, le uniche che hanno tutti i requisiti.

Quella volta nel 2011

Nella stessa intervista, Mazzi torna poi sull’edizione del 2011, svelando un retroscena:

Credo di essere uno dei massimi esperti dell’ESC, perché l’accordo tra Rai e EBU che ha riportato l’Eurovision anche sulla tv italiana risale al 2011 quando ero direttore artistico di Sanremo e Gianni Morandi conduttore.

Il primo anno mandammo il vincitore dei giovani del Festival, Raphael Gualazzi, che arrivò secondo. Perché temevamo che, avendo la manifestazione perso appeal negli anni precedenti, qualche big vincitore avrebbe potuto rifiutare. Poi la manifestazione è ripartita.

La scelta di Gualazzi, come si ricorderà, si rivelò comunque felice per il secondo posto centrato dal crooner urbinate con la versione bilingue di “Follia d’amore” intitolata “Madness of love“.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

7 Risposte

  1. Danilo ha detto:

    Roma non è adatta, è caotica, come già ampiamente dimostrato nel 1991, quando l’ESC aveva la metà dei partecipanti di adesso. Poi ha già molteplici occasioni di essere sede di eventi trasmessi in Italia e all’estero. Di Milano si avrà già occasione di parlare da qui al 2026 per le olimpiadi. Punterei su Torino o Bologna, che potrebbero unire in modo indelebile il loro nome a quello dell’ESC. La Germania candido’ Dusseldorf, che non è né Berlino né Monaco, la Svezia Malmoe nel 2013 e in ultimo Rotterdam. I paesi più grandi hanno la possibilità di scegliere altre città, non solo la capitale.

    • Vincenzo ha detto:

      Ecco, spiegalo a Coletta della RAI. Bisogna considerare anche la capacità alberghiera e la presenza di un aeroporto internazionale. Sia Torino che Bologna ce l’hanno, anche se quello di Bologna è più piccolino e collega meno destinazioni europee.

  2. A ha detto:

    Da persona che è tornata a casa dall’arena causa pioggia varie volte direi che è da folli il solo contemplarne la candidatura.

    • Vincenzo ha detto:

      Eh, ma in Italia abbiamo tanti politici che venderebbero la mamma pur di raccattare qualche voto elettorale.

  3. Marco Poebener ha detto:

    Da veronese quale sono mi spiace molto che ESC 2022 non possa trovare ospitalità nella mia città , ma sono altrettanto contento che un esperto e autorevole professionista come Mazzi abbia espresso la non adeguatezza di Verona e delle sue strutture per tale evento. Bisogna essere onesti e corretti. Verona non sarebbe in grado di accogliere ESC 2022 per come è strutturato. E invito altri professionisti / politici / amministratori locali alla responsabilità di evitare di candidare città inadeguate..Se le uniche città sembrano essere Torino e Milano (per inciso, Dott. Coletta di Rai1 non ti sognare nemmeno lontanamente di proporre Roma – del resto impara da Amsterdam che ha ritirato la candidatura lasciando spazio a Rotterdam) si assegni ad una di loro l’evento. Se i turisti vorrano poi visitare l’Italia si prenderanno qualche altro giorno e andranno dove ritengono opportuno. Ma per favore organizziamo l’evento come si deve e non in modo raffazzonato e “all’italiana”. Altrimenti passerano credo davvero 60 anni prima che l’evento possa ritornare in Italia..

    • Vincenzo ha detto:

      Parole sante. Chissà se il Dottor Coletta la ascolterà. Quello che non mi quadrà è che nel 2017 la RAI aveva opzionato il Pala Alpitour di Torino in caso vincesse Gabbani. Ora, non ho capito perchè, prima ancora di ricevere la cartelletta portata in dote dalla Dott.ssa Martorelli, abbia già detto che lo vuole organizzare a Roma. Tra l’altro la dirigenza RAI è agli sgoccioli. Speriamo che Draghi si sbrighi a sceglierne una nuova e temo che la dirigenza nuova sarà di tecnocrati (speriamo svincolati dai partiti, ma, temo, con la forbice per i tagli sempre attiva). E speriamo che non decidano di tagliare proprio sull’ESC. Perchè un cambio di dirigenza a metà preparativi dell’ESC lo vedo male. In ogni caso se la RAI sceglierà alla finenRoma (non so dove) sarà l’ennesima scelta centralista e politica (che la RAI compie spesso), oppure perchè le professionalità per lavorare su questo show sono a Roma e non a Milano o Torino, ed una RAI al massimo risparmio non vuole pagare vitto, alloggio e indennità di trasferta a centinaia di persone. A questo punto che cedano in subappalto tutte le varie attività ad aziende esterne basate nella città dove si terrà l’evento e fine del cinema. La RAI si occuperà solo di definire parte artistica, progetto scenografico ed illuminotecnico.

  4. Vincenzo ha detto:

    Finalmente qualcuno che scrive le cose chiare. Bisognerebbe spiegarlo a quei sindaci che, per motivi elettorali, presentano candidature totalmente dissennate. Non basta solo l’arena, servono anche un padiglione abbastanza grande per la sala stampa, uno più piccolo per le conferenza stampa, e tanto spazio per stoccare tutti gli apparati scenici delle varie delegazioni. Solo Torino ha spazi immensi fuori dove poter montare delle tensostrutture vicine all’arena. Anche perchè i giornalisto devono essere vicini. Anche il forum di Assago andrebbe bene, anche se i suoi problemi sono la capienza a palco montato e l’altezza del soffitto che non raggiunge i 18 metri. Il Palazzo delle Scintille a Milano non ha molto spazio libero in prossimità. Si potrebbe usare il centro congressi MiCo. Ma è a 800 metri. Sennò rimane la unipol Arena, che ha dei parcheggi dove poter montare delle tensostrutture. Altro non esiste. A meno di realizzare il tutto ex novo il qualche padiglione di qualche fiera. Ma in tal caso si devono sbrigare e costerà di più.

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