Eurovision 2022: cambiamenti in vista per Germania, Spagna e Regno Unito


Conclusosi l’Eurovision Song Contest 2021, tutti quanti avranno certamente notato una cosa: la grande spaccatura tra le Big 5.

Difatti, se Italia e Francia sono giunte rispettivamente alla terza vittoria ed ad un podio che mancava da esattamente trent’anni, nel fondo della classifica troviamo le altre tre maggiori contribuenti alla manifestazione, Spagna al 24° posto, Germania al 25° e all’ultimo posto il Regno Unito. Tutte e tre le nazioni hanno ottenuto zero punti al televoto, con il Regno Unito che non ha ricevuto neanche un punto da un totale di 76 set diversi, un record che difficilmente qualcuno supererà.

Dopo l’ennesimo scarso risultato dunque, le tre emittenti televisive (ARD, RTVE e BBC) hanno annunciato di recente un cambio di rotta, nel disperato tentativo di ritornare ai piani alti della classifica.

Germania

La Germania si culla tra una bottom 3 e l’altra con qualche spiraglio di luce nel 2018, anno in cui Michael Schulte portò a casa un validissimo quarto posto, a due punti dal podio. Jendrik, il rappresentante tedesco, ha chiaramente affermato di avere canzoni migliori ma che solo con la sua “I don’t feel hate” avrebbe fatto breccia nei cuori delle giurie tedesche affinché lo selezionassero per rappresentare il suo Paese.

Il sistema di selezione tedesco è identico a quello svizzero ed è stato sviluppato dallo stesso team di consulenza gestionale. Si tratta di un lungo processo con due giurie reclutate dall’emittente: una composta da professionisti della musica e una composta da spettatori dell’Eurovisione che si ritiene abbiano un potere predittivo basato sui loro gusti passati. Ha funzionato molto bene per la Svizzera – quarto posto nel 2019, terzo posto nel 2021 – mentre ha avuto meno successo per la Germania.

La stessa capo-delegazione Alexandra Wolfslast in un’intervista a ESC-Kompakt, ha affermato

Penso che sia facile capire perché sia necessario rivedere l’attuale processo di selezione, stiamo vedendo cosa possiamo fare per aspirare in futuro a risultati migliori.

Si prevedono dunque dei cambiamenti in atto in Germania, forse ritorneranno alla selezione nazionale del 2010, quella che portò una giovanissima Lena non solo al secondo trionfo teutonico, ma anche alla consacrazione artistica o a quella selezione completa che premiò proprio Schulte?

Spagna

La Spagna, a differenza della Germania, non vede una top 20 dal lontano 2014 con Ruth Lorenzo e la sua “Dancing in the Rain”, ed ha collezionato tanti, troppi risultati deludenti, tra cui due zero punti, nel 2017 in giuria e quest’anno al televoto.

 

Pochi giorni dopo aver annunciato il nuovo organigramma di RTVE,José Manuel Pérez Tornero (presidente dell’emittente in carica dal 26 Marzo 2021) ha parlato del ruolo della Spagna nell’Eurovision Song Contest dopo sei anni consecutivi di scarsi risultati:

“Prenderemo molto sul serio l’Eurovision. Siamo l’unica televisione pubblica spagnola che appartiene all’UER, siamo interessati all’evento e al contatto con i giovani nel loro contesto europeo.”

Per l’occasione, Pérez Tornero si è anche candidato per il Comitato Esecutivo della EBU, etichettando come necessaria la maggiore presenza internazionale dell’emittente RTVE.

Riportare la Spagna in auge sarebbe per l’emittente anche essere un modo per ritornare ai grandi ascolti che la rassegna fa ogni anno in terra ispanica, dopo che quest’anno è stata l’unica nazione in confronto al 2019 in cui gli ascolti sono calati, (qui il nostro approfondimento), così come erano andati già male per la microscopica selezione nazionale, atta a scegliere una tra le due canzoni proposte da Blas Cantò.

Va detto tuttavia che la Spagna nella controparte per bambini raggiunge risultati ben diversi. Dal suo ritorno nel 2019, Melani e Solea con le loro “Marte” e “Palante” hanno ottenuto due ragguardevoli terzi posti all’evento per bambini. Che sia arrivato il momento di impegnarsi anche nella gara per adulti? Di sicuro, si prevede un giro di vite sulle responsabilità di selezione.

Regno Unito

Niente top 10 dal 2009, niente podio dal 2002 e seconda volta consecutiva al ventiseiesimo ed ultimo posto, ecco a voi la tragica storia del Regno Unito all’Eurovision negli ultimi vent’anni.

Pensare che il Paese con più podi in assoluto alla rassegna (23 per l’esattezza, di cui cinque medaglie d’oro) e avente uno dei maggior mercati di musica al mondo raccolga ogni anno le briciole (e quest’anno neanche quelle) fa molto riflettere. Quest’anno poi come abbiamo spiegato, si è toccato il fondo perchè “Embersè diventata la peggior canzone di sempre in termini di punteggio nella storia del concorso.

C’è chi ha pensato ad un possibile coinvolgimento politico, ne ha parlato anche Fraser Nelson, editore di Spectator (nato come quotidiano, oggi prestigioso settimanale, il più antico del mondo, fondato in questa veste nel 1828). Nelson ha affermato che non ha alcun senso dare colpa alla politica nel momento in cui ci sono state semplicemente cantanti e nazioni che si sono impegnate di più, e che quindi il Regno Unito è stato punito per aver portato una canzone che non è arrivata nè al pubblico nè alle giurie, tutto qui.

Anche Cheryl Baker, rappresentante per il Regno Unito nel 1978 con i Co-Co e poi 1981 insieme ai Bucks Fizz, vincitori quell’anno, ha detto la sua a BBC Breakfast:

“Abbiamo bisogno di una grande produzione. Questo è quello che vogliono in Europa. Grande produzione, grandi canzoni, grandi voci, questo è quello che dobbiamo fare.”

La stessa BBC in un recente articolo ha fatto una domanda che tutti si farebbero, chi potrebbe rappresentare il Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2022?

Diversi nomi sono stati fatti, proposti da utenti di Twitter o proposti di propria spontanea volontà, ne citiamo alcuni:

BILL BAILEY, comico inglese, ha detto di essere pronto a prendere parte alla rassegna a gamba tesa. L’attore e cantante britannico aveva già provato a rappresentare il suo Paese nel 2008, poi allontanato da una “cerchia” non ben definita.

UNITED KINGDOLLS, gruppo di drag queen concorrenti alla scorsa edizione di RuPaul’s Drag Race UK. Loro sono state proposte a gran voce dal popolo di Twitter anche dopo il successo di un loro singolo intitolato UK Hun, in cui citano anche la rassegna europea. Il loro singolo ha raggiunto la posizione 27 lo scorso dicembre, hanno pubblicato il loro album di debutto lo stesso mese, ed il suo principale compositore è abbastanza fiducioso che l’Eurovision sia qualcosa a cui pensare seriamente. A tal proposito è anche partita una petizione online che ha raggiunto le 11 mila firme in poco tempo.

Una possibile rock band? Quando I Måneskin vinsero domenica, Damiano David proclamò a gran voce: “Il rock and roll non muore mai!” E l’anno prossimo, come risultato del loro successo, probabilmente vedremo più band all’Eurovision.

Il produttore rock britannico Romesh Dodangoda, che ha lavorato con gruppi come Motorhead, Bring Me The Horizon e Funeral For a Friend, ha già offerto la sua disponibilità twittando:

“Voglio una rock band all’Eurovision l’anno prossimo, io produrrò la canzone. Quale sarà la band?”

Poi c’è chi, come il critico musicale del Telegraph Neil McCormick, vuole osare molto, ma molto in alto:

Il critico britannico scomoderebbe Paul McCartney e Adele, per vedere se davvero il Regno Unito è così odiato come taluni dicono.

Il grosso problema, tuttavia, dello scomodare nomi di un certo livello, è che non si può mai sapere come potrebbero andare. Negli anni il Regno Unito ha portato artisti ben conosciuti, racimolando risultati non sempre soddisfacenti, tra cui l’undicesimo posto dei Blue nel 2011 (comunque tuttora il miglior risultato degli ultimi 10 anni…) e il diciannovesimo posto di Bonnie Tyler nel 2013.

Nonostante la tristezza dei fan britannici, il Regno Unito e la BBC hanno bistrattato più volte l’Eurovision, trattandolo come uno scherzo per decenni. Molti degli ex-rappresentanti non vogliono neanche più essere associati all’Eurovision, dopo l’umiliazione ricevuta.

Quindi la domanda è se gruppi di successo come gli Steps pensano che l’Eurovision è un rischio troppo grande, cosa ne penserebbero star mondiali del calibro di Ed Sheeran, Dua Lipa o la sopracitata Adele?

La riposta è si, potrebbero vincere senza aggiungere niente di che alla loro già blasonata carriera, ma potrebbero anche fare capitomboli, screditando in seguito la manifestazione.

Dunque le tre Big 5, dopo il grande successo di Francia e Italia quest’anno, cercano il grande riscatto. Che il 2022 sia finalmente la svolta di tutte le Big 5?


Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e seguici su TwitterFacebook e Instagram o nella nuova community dedicata all’Eurovision.

Eurovision Inside Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone.

5 Risposte

  1. Danilo ha detto:

    Speriamo di fare una bella figura da ospitanti, con una canzone che possa piacere e ricevere molti voti. È una specie di tradizione che, salvo eccezioni, chi vince cerchi di non rivincere, anche l’Irlanda anni 80 provo’ a non rivincere, ma le andò male e vinse ancora. Nel nuovo millennio ricordo che siano andate bene poche canzoni ospitanti (Lena per la Germania e la Svezia). L’Austria dopo Conchita prese zero punti. Un’idea per il Regno Unito: cantino I una lingua diversa dall’inglese, anche come forma di “protesta” contro l’abuso della loro lingua all’ESC. Ma ci vogliono anche delle canzoni che colpiscano, non completamente anonime come quest’anno.

  2. R ha detto:

    Ciao, volevo far notare un piccolo errore, il gruppo che canta UK Hun dell’ultima edizione di RuPaul’s Drag Race UK di chiama United Kingdolls. Il gruppo Frock Destroyers è composto da concorrenti della prima stagione, nonostante questo entrambi i gruppi sono stati proposti più volte sui social.

  3. Elena ha detto:

    In pratica se Regno Unito, Germania e Spagna non fossero state nelle Big 5 assicurandosi la finale e fossero passate per le semifinali con tutta probabilità non le avrebbero passate… Il Regno Unito è da un po’ che ha risultati insoddisfacenti, mi è sembrato più volte che pensassero ad un ritiro per prendere una pausa, sicuramente non lunga come quella dell’Italia che non ha partecipato per altri motivi, non penso c’entrino fatti politici, la Germania nell’ultima edizione del 2019 aveva preso 0 punti al televoto se non ricordo errato anche, la Spagna va così da un po’. Non so se per il Regno Unito influisca anche il fatto che ormai quasi tutti i Paesi portino prettamente canzoni in lingua inglese e non nelle lingue nazionali, non sarebbe male se si mettesse una regola che se proprio si vuole portare in inglese la canzone si può cantare la canzone metà in inglese però il resto della metà nella propria lingua nazionale… come quasi sempre nelle ultime edizioni anche il Paese ospitante non arriva bene in classifica, come questa edizione se non erro il Portogallo nel 2018 Paese ospitante è arrivato ultimo, non bene anche Israele nel 2019 e in questa edizione i Paesi Bassi, forse perché il Paese che ospita l’evento passa in secondo piano e l’attenzione va scemando negli interessi dei telespettatori e delle giurie è presto per pensarci però sarebbe bello che l’Italia nella prossima edizione nostrana arrivi almeno nella top 10 sdoganando che sia quasi automatico che il Paese ospitante arrivi ultimo. Grazie per il vostro lavoro un saluto allo Staff

    • Antonio Adessi ha detto:

      La Svezia nel 2016 arrivò al quinto posto da ospitante, e visti gli ottimi risultati portati a casa grazie a Sanremo voglio ben sperare che questa “tradizione” venga interrotta da noi l’anno prossimo :)

      • Elena ha detto:

        Grazie non ricordavo 🙂 un pochino di speranza, mi sono balzati all’occhio i risultati delle classifiche degli ultimi tre anni, deludenti dei Paesi ospitanti. L’Italia invece da diverse edizioni è appunto sempre nella top 10, diverse volte anche sul podio per il televoto, però facendo i conti con il voto delle giurie, siamo finiti nel gradino più basso del podio o poco fuori, come Ermal Meta e Fabrizio Moro nel 2018, terzi per il televoto però 17esimi per le giurie, quindi quinti nella classifica finale, o Il Volo che aveva preso tantissimo al televoto però è arrivato terzo, speriamo che il buon riscontro con il pubblico continui. L’Italia viene anche premiata per la qualità e l’originalità che mandiamo ogni edizione senza ripeterci, pop, lirica, trap, rock… Fiduciosa come dici tu di spezzare la tradizione come ha fatto la Svezia e avere anche noi un’ottimo posto nell’edizione nostrana 🙂

Commenta questa notizia...