Eurovision 2022: analisi sugli eventi dei palasport nel prossimo maggio


Ormai è acceso il dibattito su chi dovrà ospitare l’Eurovision 2022. L’Italia ha l’onore di avere in casa il concorso musicale continentale dopo la vittoria dei Måneskin a Rotterdam con “Zitti e buoni“, che si è guadagnata il trionfo con 524 punti complessivi, record italiano con il nuovo regolamento.

Su questa scia ci sono state tante offerte preliminari, a livello di candidature, per poter organizzare la prossima edizione, la terza sul suolo tricolore dopo quelle del 1965 e del 1991. Abbiamo spiegato come ci siano quattro città che, per strutture e altri requisiti, appaiono come quelle più avanti nella chance di poter avere l’evento.

Andiamo perciò ad analizzare le situazioni legate ai palasport principali delle quattro città che – è bene ricordarlo – hanno requisiti ideali per l’Eurovision e la cui candidatura è stata avanzata.

TORINO – PALA ALPITOUR

L’arena del capoluogo piemontese è la più capiente d’Italia, in termini di posti a sedere. Già in predicato di essere sede del concorso nel caso in cui si fosse svolto in Italia nel 2018 a seguito di una vittoria di Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma” che non fu mai, è anche la più “libera” in termini di date disponibili e utili per il concorso.

In particolare, oltre ai Måneskin che saranno di scena il 3 aprile 2022, l’ultimo concerto sarà quello di Tommaso Paradiso il 10 aprile. Dopo l’ex frontman dei Thegiornalisti non c’è più nulla, e bisogna aspettare il 17 settembre per avere qualcos’altro: l’Expo internazionale degli igienisti dentali.

Una situazione perfetta per l’Eurovision, che in questo modo potrebbe tranquillamente aver luogo nella seconda metà di maggio senza che nessuno debba modificare la propria programmazione concertistica.

MILANO – MEDIOLANUM FORUM

Storicamente il Forum di Assago è il luogo che, col tempo, ha assunto il ruolo più centrale all’interno dei palasport che ospitano concerti di alto livello in Italia, come dimostra la lunghissima scia di performance di grandi artisti che si sono succeduti al suo interno in epoca pre-Covid.

Per quanto riguarda Assago ci sono due ordini di problemi. Uno è legato a tre date di concerti (non quello dei Måneskin del 22 marzo): abbiamo infatti Tommaso Paradiso il 22 aprile, Eric Clapton il 18 maggio e Liberato, del quale non sappiamo se il volto sarà stato svelato per allora, il 25 maggio. Date troppo vicine tra loro per

L’altro si chiama Olimpia Milano: la celebrata società di basket ha ormai sede proprio al Forum, dove gioca tutte le partite interne tranne quando vi sono necessità particolari. La soluzione dell’Allianz Cloud può tornare utile in campionato, ma rimarrebbe l’eventuale problema Eurolega, con l’unica alternativa (causa norme della competizione) che sarebbe quella del lontano PalaDesio. Un rebus perciò complicato da sbloccare nel periodo che va tra aprile e maggio, proprio quello infuocato.

ROMA – PALAZZO DELLO SPORT (PALAEUR)

L’impianto capitolino, dal 2003 al 2018 chiamato PalaLottomatica per ragioni di sponsor e poi tornato all’antico e anche al nome con cui Roma l’ha conosciuto e amato, è anche il più particolare per struttura. Il progetto di Pier Luigi Nervi, in piedi dal tempo delle Olimpiadi del 1960, lo caratterizza infatti per la struttura circolare.

E già questo è di suo problematico per l’Eurovision, perché mettendo il palco su una metà dell’impianto c’è sostanzialmente una metà che rimane di impossibile utilizzo. A complicare ulteriormente le cose ci pensano le date di alcuni eventi proprio nelle date di interesse continentale.

Al di là dell’ultimo concerto di Tommaso Paradiso del 7 aprile, il palasport romano è stato prenotato per quattro serate consecutive del Notre Dame de Paris, dal 12 al 15 maggio, che rendono praticamente impossibile, allo stato attuale delle cose, un tentativo di ospitare il concorso, a meno di eventi ulteriori.

BOLOGNA – UNIPOL ARENA

Nato a metà degli Anni ’90 come PalaMalaguti, è il palasport che si è inevitabilmente identificato con alcuni concerti di grande successo (e grandissimi nomi: nell’estate del 2022 riusciranno a esibirsi i Queen con Adam Lambert) e con le gesta della Virtus Bologna finché la più titolata società di basket della città è stata ospitata.

I problemi maggiori, in questo caso, sono direttamente da collocare all’interno della fascia che, teoricamente, servirebbe proprio per costruire il palco eurovisivo: il 25 aprile, infatti, c’è Bologna on Ice, e questo è un problema molto rilevante; sarebbe da tenere sotto osservazione anche la doppia data di Eric Clapton del 20 e 21 maggio.

E dire che l’impianto che si situa, per l’esattezza, a Casalecchio di Reno avrebbe tutte le possibilità, almeno per spettatori potenziali quando si parla di eventi non sportivi, di dar forma a un evento come quello che riunisce davanti alle tv di tutt’Europa 180 milioni di persone.

In sostanza, il Palasport Olimpico torinese, allo stato attuale delle cose, sarebbe già pronto per ospitare l’Eurovision senza dover ricorrere a richieste di spostamenti e situazioni similari. Non così per le altre tre arene, che avrebbero bisogno di ingenti necessità di cambiamenti nella programmazione con tutti gli annessi rischi che ne possono derivare. Vale la pena infatti ricordare che le cinque settimane, oppure sei, richieste come intervallo senza arena occupata servono per costruire il palco, fare le prove tecniche con gli stand-in e poi iniziare con le prove vere e proprie.

Non sono state qui tenute in considerazioni opzioni come il Palazzo delle Scintille di Milano o la Vitifrigo Arena di Pesaro: in quest’ultimo caso, il problema è che l’arena avrebbe sì degli ottimi requisiti per ospitare il concorso, ma mancherebbe tutta la questione legata ai collegamenti internazionali, per i quali si dovrebbe fare molto affidamento sulla non lontana Rimini. Ad ogni modo, il calendario nell’arena che storicamente ospita la Victoria Libertas nel basket è sostanzialmente vuoto nel periodo “interessante”.

Vale la pena ricordare che si attende un qualsivoglia annuncio della Rai in merito alla città ospitante o a un bando per la sua selezione, e che fino ad allora parlare di questa o quella città già certa dell’organizzazione è prematuro. Del resto, escludendo il caso di Lisbona 2018 dove la sede è stata resa nota praticamente subito, c’è sempre stato un processo di selezione che ha portato all’individuazione dell’arena in tempi estivi.


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Eurovision Inside

5 Risposte

  1. Marco ha detto:

    Il palazzo delle scintille è interessante ma il soffitto è idoneo per questo tipo di evento? Il palazzetto di Torino è bellissimo ma la città non può competere con Milano, servita da stazioni ferroviarie, aeroporti, cinque linee della metropolitana…

  2. Ac ha detto:

    Ovviamente Milano…. macché Roma …negli ultimi 40 anni hanno sprecato per non costruire nulla…( vedi metro..palazzetto del nuoto e altre decine di occasioni perse) e poi ci sono i romani..

  3. Andre ha detto:

    Fate l’Eurovision a Milano. Milano sarà un esperienza migliore per chi visita dall’estero. Tanti hotel, tanti locali, una città evoluta, una grande città gay friendly, la città della moda e del design. Non è facile per l’Italia vincere l’Eurovision (vedi 2015, 2017, 2019), non lasciate perdere questa occassione per far vedere Milano al mondo. Torino sarà solo ‘ok’, mentre Milano sarà molto di più!

  4. Andre ha detto:

    Fate l’Eurovision a Milano. Milano sarà un esperienza migliore per chi visita dall’estero. Tanti hotel, tanti locali, una città evoluta, una grande città gay friendly, la città della moda e del design. Non è facile per l’Italia vincere l’Eurovision (vedi 2015, 2017, 2019), non lasciate questa occassione per far vedere Milano al mondo. Torino sarà solo ‘ok’, mentre Milano sarà molto di più!

  5. Vincenzo ha detto:

    Diciamo che Torino è l’unica possibilità.

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