Eurovision 2021, boom dei Måneskin anche nelle charts ufficiali: secondi in Europa


Le classifiche ufficiali, quelle certificate dagli enti di rilevazione nazionali (su tutte le piattaforme, più streaming e mercato fisico) incoronano i Måneskin che dunque dopo la vittoria all’Eurovision 2021, continuano la scia di successi con la loro “Zitti e buoni”. Se infatti iTunes aveva visto Barbara Pravi fare leggermente meglio, gli enormi risultati di queste settimane hanno confermato la band romana grande protagonista.

Ecco il resoconto, con alcune solite avvertenze ovvero che il Belgio è diviso in cinque classifiche: Fiandre, Vallonia, più due charts miste airplay/download nelle due aree linguistiche e una radiochart per la sola area di lingua tedesca; che nei paesi slavi, a Malta ed in Grecia le classifiche sono divise in nazionali e internazionali ed infine che in alcuni paesi le classifiche ufficiali sono quelle radiofoniche.

Måneskin

Per i Måneskin primo posto oltrechè in Italia (raggiunto prima dell’Eurovision, mentre il brano è rientrato ora in posizione 2, battuto da “Malibù” di Sangiovanni), anche in Lituania, Paesi Bassi, Grecia e nella classifica rock metal del Regno Unito. Quest’ultima non è  – va detto – la chart generale britannica, ma il primato di un brano in italiano in questa chart solitamente monolingua va assolutamente sottolineato.

Segue poi il secondo posto in Norvegia, Finlandia, Svizzera e nella classifica Europea di Billboard (dietro ai coreani BTS); terzo in Austria; quarto nel Belgio di lingua tedesca, settimo in Portogallo e nella digitale degli Stati Uniti, numero 9 in Germania, Islanda e nelle Fiandre, 11 in Israele, 12 in Irlanda, 13 nella Repubblica Ceca, 16 in Spagna (dove è uno dei due soli brani in classifica), 17 nel Regno Unito, 18 in Danimarca. Fuori dalla top 20 in Ungheria (21), che come è noto non ha trasmesso lo show, Lettonia (23), Ucraina (29), Slovenia (33), Slovacchia (37) e Nuova Zelanda (38). Va poi sottolineato che è una delle tre sole canzoni eurovisive entrate nella chart assoluta di Billboard, la più alta, al numero 26.

La classifica europea e quella generale (la celebre Top 200) di Billboard, certificano solo i brani digitali ma hanno un valore molto importante perchè sono realizzate dalla società americana Nielsen SoundScan  registrando i dati di vendita digitali di oltre 200 servizi digitali e operatori mobili in 18 paesi europei.

Sottolineando poi come in diversi paesi è in classifica gran parte della discografia dei Måneskin con l’exploit di “I wanna be your  slave” lanciata dall’esecuzione durante la WiwiJam di WiwiBloggs, merita una menzione l’incredibile risultato dell’album “Teatro d’Ira vol.1”: primo posto oltrechè in Italia, anche in Lituania, Cipro, Malta, secondo in Islanda, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Norvegia, quarto nella chart rock britannica, quinta in Svizzera, settimo in Austria, ottavo nelle Fiandre, nono nella Repubblica Ceca. Poi numero 12 in Danimarca, 14 in Slovacchia, 16 in Spagna, 18 in Germania, 29 in Irlanda, 34 nel Belgio vallone, 134 in Francia.

Gli altri primati

Il secondo posto virtuale va ai Go_A: la loro “Shum” è l’incredibile altro successo di questa edizione: primo posto in Ucraina, ma anche terzo in Lituania, quarto nella digitale Usa (è il brano più alto in classifica ed è il primo in ucraino della storia), sesto in Germania. Poi piazzamento in altri 19 paesi, in tre dei quali nella top 20, ovvero Islanda (11),  Finlandia (17), Paesi Bassi (19). Anche questo brano è nella chart di Billboard alla 7. Numero 26 in Russia, altro dato notevole visto il momento storico.

Hanno poi raggiunto il primo posto in classifica Albina in Croazia, Blind Channel in Finlandia (numero 5 in Lituania e 10 Europa Billboard e nei Paesi Bassi), Daði Freyr in Islanda (poi piazzamenti più alti numero 6 nella mista Fiandre, 8 in Finlandia, 11 in Lituania, 15 nei Paesi Bassi, 20 Europa); Destiny a Malta (poi 8 Islanda e 10 nel Belgio tedesco); Fyr og Flamme in Danimarca; Gjon’s Tears in Svizzera (5 Finlandia, 9 Lituania ed Europa, 13 Islanda, 16 Paesi Bassi), Hoovephonic nelle Fiandre; The Roop in Lituania (4 Mista Fiandre, 11 Germania, 19 Finlandia);  Tix in Norvegia ma con la versione in lingua nazionale “Ut av morket (poi 2 in Norvegia con quella inglese 14 Germania ed Europa Billboard 18 Mista Fiandre 19 Belgio tedesco 20 Finlandia); Tusse in Svezia (male in tutti gli altri paesi col picco alla 11 In Norvegia e nella mista Fiandre).

Vanno segnalati poi due risultati notevoli: il primo posto di Manizha in Russia, per nulla scontato, addirittura accoppiato col secondo posto in Ucraina e il primato di Jeangu Macrooy nel suo Suriname, mentre invece nei Paesi Bassi non è andato oltre il numero 37.

Piazzamenti in top 5

Deludente, a conti fatti, il risultato di Barbara Pravi. La Francia è mercato storicamente difficile per le canzoni eurovisive e la classifica è ancora indietro ma il fatto che “Voilà“, trionfatrice su iTunes sia invece appena alla numero 24 e che il secondo brano più alto sia “Zitti e buoni” in posizione 116 è piuttosto indicativo. Possibile che li vedremo salire nelle prossime settimane, ma non sono attesi exploit.

Il brano della chanteuse è andato discretamente fuori dai confini nazionali: numero 3 nei Paesi Bassi , 4 in Lituania, 8 in Islanda, 10 in Finlandia, 18 in Svezia, 19 in Norvegia e Islanda a cui seguono altri 12 piazzamenti, oltre a quello nella chart europea di Billboard (3).

Posizione numero 2 per Eden Alene in Israele, Anxhela Peristeri in Albania e per la cipriota Elena Tsagrinou nella mista delle Fiandre. “El Diablo” ha però raccolto alcuni piazzamenti inattesi nella top 20 (7 Finlandia, 8 Lituania, 10 Grecia, 13 Norvegia, 14 Islanda, 20 Svezia). Da sottolineare che in Grecia è invece praticamente ‘not charted’ (appena alla 35) Stefanìa (a testimonianza del valore nullo discograficamente di quel genere di brani: anche Victoria e Roxen sono state ignorate)

Può dirsi soddisfatta anche Efendi, che raccoglie alcuni discreti piazzamenti col picco della numero 6 nella mista delle Fiandre. Unico altro brano in top 10 quello delle Hurricane in Serbia (6). Gli Hooverphonic piazzano in vetta l’album “Hidden stories” nelle Fiandre, alla 2 in Vallonia.

James Newman se la cava solo grazie al digitale: appena numero 42 in patria, il discreto risultato online (migliorato in queste due settimane) gli consente di agguantare la posizione 6 in Europa su Billboard.

La nota di merito

Lontani tutti gli altri, va segnalato il discreto risultato di Senhit: è sempre molto difficile per San Marino piazzare un brano in classifica e comunque alla cantante bolognese resterà l’onore di essere quella che ha fatto meglio. “Adrenalina” è entrata in classifica in 7 paesi,  col picco della 29 nella mista Fiandre. Posizioni di assoluto rincalzo, certamente, ma Valentina Monetta nell’anno della prima finale (2014) era arrivata molto più indietro.

Male le altre big, l’ Italia ignora l’Eurovision

Jendrik e Blas Cantò completano la disfatta eurovisiva:  il tedesco e lo spagnolo non sono nemmeno entrati nelle classifiche domestiche. Mai negli ultimi anni era successa una cosa simile.

Chiusura con una nota di tristezza: nell’anno della vittoria eurovisiva nessun brano straniero entra nella nostra classifica Fimi, nemmeno nelle posizioni di rincalzo. Siamo tornati di colpo al 2011.


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Eurovision Inside

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. Marco Poebener ha detto:

    Sono convinto che il successo di una produzione musicale sia determinato in larga misura dalla frequenza di passaggi in radio. Ed è notoria una certa puzza sotto il naso, che rasenta il boiccottaggio”, da parte dei nostri DJ nazionali, quasi riuniti in una sorta di “pool discografico” alle dipendenze di qualche “capo imperante” e tutti protesi a “passare” solo pezzi già “predestinati o precedentemente decisi “. Non è solo il caso dell’ESC ma anche di tanti cantanti italiani che “de facto” nelle radio non vengono trasmessi. Onestissima la dichiarazione di Carlo Conti in una recente trasmissione televisiva in cui ha dichiarato di sentirsi in qualche modo responsabile del boiccottaggio, negli anni ’80 in cui era DJ, di alcuni cantanti nazionali, E non aggiungo altro ma il discorso potrebbe essere molto più complesso e articolato.

  2. Chiappino ha detto:

    My 2 cents. Penso che finalmente, siamo arrivati alla fine. 10 anni fa chi seguiva l’Eurovision era visto come uno di nicchia, di difficile comprensione fra “canzonette” e spettacolo Kitch.
    Vedere ora tutti parlarne, la condivisione e la gioia per la vittoria dei Maneskin, una trasmissione da oltre 4 mln di spettatori… è qualcosa di incredibile.
    E’ vero, per noi della “vecchia leva” tutto questo fa storcere il naso come puristi…. ma in fondo non è ciò che volevamo? Una settimana di pura attesa e follia, da condividere tutti. Erano anni che non si vedeva un sentimento unitario del genere.
    Non importa, dal mio punto di vista, che si salga tutti sul carro dei vincitori, anche chi ha dato del carrozzone e deriso fino a pochi anni fa.
    Abbiamo un’opportunità unica di organizzare il tutto, ora è il momento di spingere, di andare avanti e di solidificare la posizione.
    Ps. un pensiero a Nicola Caligiore, che in 9 anni si è sbattuto per far crescere questo programma e, pur avendolo sfiorato, non è mai riuscito a vincere.
    Penso che tanto di questa vittoria sia merito suo.

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