Eurovision 2022, Kirkorov produrrà la Russia: i papabili. E intanto scoppia un caso


Si preannuncia scoppiettante il percorso che porterà la Russia alla scelta dell’artista per l‘Eurovision Song Contest 2022, che si terrà in Italia dopo la vittoria dei Måneskin a Rotterdam. Ci sono infatti due notizie che riguardano il team russo, legate fra loro.

La prima è che la tv di Mosca non si farà più cogliere di sorpresa: la finale nazionale per l’ultima edizione è stata organizzata in fretta e furia e Manizha ha potuto vincerla probabilmente grazie a questo, visto che era stata invitata solo due giorni prima, dopo il ‘no’ dei Little Big a tornare in gara.  Difficilmente si ritroverà sotto i colori russi un brano così lontano dalle politiche del Governo di Mosca come “Russian woman”.

Infatti è già arrivato l’annuncio che il ‘Dream Team’ con a capo Filip Kirkorov tornerà a casa dopo il trasloco in Moldavia: sarà lui a produrre il brano per l’Eurovision 2022. Questo vuol dire,  quasi certamente che anche l’artista uscirà dalla scuderia del ‘santone’ eurovisivo di origine bulgara.

MARUV

Circolano i primi nomi e due di questi sono di primissimo piano: MARUV e Zivert. La prima come è noto, è l’artista ucraina che nel 2019 fu costretta a rinunciare a rappresentare il suo Paese dopo aver vinto la selezione con “Siren Song”, perchè aveva in programma un tour in Russia, con la quale è in corso una guerra politico-culturale sulla vicenda Crimea.

Nel frattempo, dopo aver conquistato con quel brano la vetta in cinque paesi europei, ha vinto il Best Russian Act agli MTV Europe Music Awards. Il binomio con Kirkorov è stato sancito di recente con un singolo, “Komilfo“, che fra l’altro ha riproposto il produttore come cantante (aveva rappresentato la Russia all’Eurovision 1995). Come è evidente, se la scelta ricadesse su MARUV non mancheranno le polemiche.

Zivert

L’altro nome come detto è quello di Zivert. La trentunenne moscovita è senza dubbio la cantante pop del momento in Russia. Diversi singoli al numero 1, fresca vincitrice di tre premi agli Oscar musicali russi, uno come Esordiente dell’anno, una come Interprete femminile dell’anno ed il terzo per la canzone “Life“, eletta “Canzone dell’anno”, contenuta nell’album  Vinyl #1, anche questo numero 1 in patria.

Il pubblico italiano probabilmente la conosce per averla vista nell’incredibile show “Ciao 2020”, che a Capodanno la tv russa ha mandato in onda e che parodiava in modo geniale gli spettacoli italiani anni 80: la canzone “Credo“, che in quel programma fu proposta in italiano, nella versione russa ha anch’essa raggiunto la vetta.

Jony e gli altri

Il terzo nome di cui si parla con insistenza è quello di Jony, al secolo Jahid Afrail oglu Huseynli. Nato in Azerbaigian, cresciuto a Mosca, vincitore della versione russa de Il Cantante Mascherato, è in rampa di lancio, con due album all’attivo.

Visto anche lui a “Ciao 2020”, per lui circola una doppia opzione, Russia ma anche Azerbaigian, al quale Kirkorov avrebbe voluto già proporlo nel 2020. Resta in corsa anche Sergey Lazarev, deciso ad andarsi a prendere quella vittoria che ancora gli manca e nelle ultime ore è spuntato anche il nome di  Dora, diciannovenne esplosa su TikTok pure lei vista a Gennaio nello show parodia.

Inchiesta per propaganda-gay

Intanto però Kirkorov  deve fare i conti con una inchiesta aperta dal Comitato di controllo delle telecomunicazioni russo dopo una sua performance. Sembra un paradosso per uno come lui che proprio per la sua vicinanza a Putin è stato bandito da alcuni Paesi, fra i quali la Lituania.

Il motivo? Kirkorov è apparso al fianco di un altro artista della sua scuderia, il rapper Dava, nel corso del red carpet dei Muz tv Awards, i premi musicali organizzati dall’omonima emittente, simulando quella che sembrava a tutti gli effetti una coppia omosessuale che sta attraversando insieme la passerella

Non solo. La presenza di ballerini a torso nudo, dava l’impressione del tipo di spettacolo tipico dell’addio al nubilato. Una circostanza che ha fatto scattare l’allarme del comitato di controllo, visto che la Russia attualmente non consente né riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso né le unioni civili e che dal 2013 è in vigore una legge che vieta anche la sola propaganda omosessuale.

L’inchiesta è nei confronti della tv – che rischia 90 giorni di sospensione e una multa di 14.000 dollari – ma non è escluso che possano essere sanzionati lo stesso Kirkorov e gli artisti che con lui sulla passerella hanno lanciato lo stesso messaggio, fra i quali la citata Dora, vestita con un abito per metà maschile e per metà femminile.

 

 


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Eurovision Inside

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

3 Risposte

  1. Chiappino1982 ha detto:

    Vi prego di controllare: Dora e Danya Milokhin sono due persone diverse. Oltretutto Danya è maschio.

  2. Terry ha detto:

    La foto è inequivocabile. A proposito di parodia italiana, sembra un Lele Mora d’annata. ;)

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