Eurovision 2022: Amadeus in pole per la conduzione dell’evento?

La bomba la sgancia oggi Tv Blog: Amadeus è in pole position per la conduzione dell’Eurovision Song Contest 2022 che 31 anni dopo l’ultima volta tornerà in Italia grazie alla vittoria dei Måneskin.

Su di lui la Rai sta portando avanti un lungo tira e molla per il prossimo Festival di Sanremo 2022. L’azienda di viale Mazzini vorrebbe affidargli l’incarico per il terzo anno consecutivo nella speranza che si tratti veramente in quel caso dell’edizione della rinascita (non come quest’anno con l’Ariston deserto).

Dall’altro lato c’è la ferma volontà del conduttore di fermarsi all’edizione 2021 e riparlarne tra un paio di anni, come già espresso in una recente intervista al quotidiano Il Messaggero.

Amadeus 1

Credits: Rai

Ed è qui che entra in gioco la 66° edizione dell’Eurovision Song Contest. La Rai infatti potrebbe proporre al presentatore una clamorosa doppietta, conscia dell’interesse del conduttore per la rassegna continentale: “Sanremo-ter” con il Festival nel febbraio 2022 ed Eurovision a maggio 2022.

L’indiscrezione, che è bene sottolineare dovrà trovare conferma nelle prossime settimane (l’autore dell’articolo ha sbagliato diverse “anticipazioni” in passato), farà sicuramente storcere il naso a molti fan italiani.

Inoltre al momento le priorità sono altre, in primis la scelta della sede dell’evento tra le quattro città che attualmente rispettano i requisiti fondamentali per poter ospitare l’Eurovision 2022.

Dubbi su Amadeus alla conduzione

Una possibile designazione di Amadeus preoccupa per due motivi principali. Primo: saprà il conduttore ravennate gestire con successo una produzione dove il rispetto delle tempistiche è alla base del successo della rassegna?

Le lunghissime dirette degli ultimi due Festival di Sanremo con serate che terminavano ben oltre le 2 di notte non sono certo un bel biglietto da visita.

In secondo luogo, oltre al rigoroso rispetto della scaletta bisognerà capire la disinvoltura di Amadeus nel condurre 3 serate in cui tutti i dialoghi saranno in lingua inglese. In questo caso è noto come ci siano professionisti, anche già in forza alla Rai, che padroneggiano l’inglese meglio del conduttore de “I Soliti Ignoti”.

Soprattutto fa specie vedere come l’Eurovision Song Contest rischi di diventare una pedina di scambio per convincere un presentatore ad accettare la conduzione del Festival di Sanremo quando, senza voler peccare di presunzione ma basandosi sull’inevitabile e monstre differenza di ascolti, non ci dovrebbero essere dubbi sull’ordine d’importanza tra l’odierna kermesse della Riviera dei Fiori e l’enorme macchina eurovisiva.

La questione legata alla lingua emersa precedentemente porta inevitabilmente a parlare anche degli altri conduttori al momento accostati alla guida dell’Eurovision Song Contest 2022.

C’è Alessandro Cattelan, acclamato sui social per la sua padronanza dell’inglese e l’ottima esperienza decennale a X-Factor, che, passato in Rai a marzo 2021, davano tutti per scontato presente all’Ariston il prossimo anno.

E poi Victoria Cabello, Ema Stockholma, Milly Carlucci, Federico Russo e Mika per finire con Raffaella Carrà che hanno tutti per motivi diversi (padronanza della lingua, conoscenza del format e gestione del timing) una ragione in più per essere scelti al posto dell’ultimo conduttore del Festival di Sanremo.

Si dice che la Rai voglia affidare l’Eurovision Song Contest 2022 ad Amadeus per “chiudere un cerchio” iniziato con la selezione dei Måneskin all’ultimo Festival di Sanremo e che ha portato poi alla vittoria di Rotterdam.

Avrebbe molto più senso, volendo realmente “chiudere il cerchio” con la prossima edizione dell’Eurovision, la presenza della “Raffa Nazionale” che fu una degli sponsor per il ritorno in gara dell’Italia nel 2011.

La corsa alla conduzione della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest è ancora lunga. Vedremo se questa indiscrezione si trasformerà in realtà e come sempre non mancheremo di aggiornarvi sulle ultime novità in merito.


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10 Risposte

  1. Antonio ha detto:

    Mi domando io: nemmeno dovrebbero porsi il problema alla RAI, l’eurovision deve essere condotto in Inglese, vi ricordate le precedenti edizioni? Germania, Azerbaijan, Svezia, Portogallo e così via fino a Israele e Olanda e noi invece di andare sul sicuro con dei conduttori che parlano correntemente Inglese, no, noi Fiorello, Amadeus e vai…non è più disponibile Pippo Baudo? Incredibile, non è bastato farci ridere dietro nel 1991? No eh, forza continuiamo cosi e aggiungo che dovrebbero essere i vari Amadeus (peraltro molto bravo) a non accettare proprio per i limiti linguistici.

  2. Danilo ha detto:

    Ma lo hanno capito in RAI che lo spettacolo deve durare tassativamente 2 ore nelle semifinali e un po’ meno di 4 ore nella finale, che non può andare oltre l ‘una di notte? Lo hanno capito che non servono le battute “all’ italiana”, magari di Fiorello & company, che capiamo solo noi provincialotti del mondo, che crediamo di essere sempre i migliori? Lo hanno capito che ci vuole qualcuno che sappia perfettamente l’inglese e sappia tradurre altrettanto perfettamente i nomi dei paesi in gara in francese, possibilmente non confondendo Latvia con la Lituania? Lo sanno che a Roma non ha nessun senso logico riproporre l’Eurovision dopo la “memorablie” edizione del 1991?
    Siamo sulla buona strada per farci di nuovo ridere dietro da tutto il mondo…

  3. Marino celi ha detto:

    É il momento giusto di dare spazio a presentatori e presentatrici giovanni che parlino bene l’inglese, e mi raccomando niente comici che da ridere non hanno niente!! Questo spettacolo sará e dará all’italia una grande e importante immagine!!

  4. Andre ha detto:

    Amadeus secondo me no, ma tutti tranne Mika. Mika è molto sopravalutato in Italia. Pure non è Italiano e non è un fan del Eurovision, e ha parlato male del Eurovision nel pasato. Con Mika I stranieri peneseranno que non ci sono presentatori italiani che possano condurre e parlare l’inglese e che Italia ha dovuto ripescare una pop star di due decade fa perche in Inghliterra e quasi tutti i paesi dell Europa lui era conosciuto nei 2007-2008. Cattelan sarebbe la scelta migliore per gestire lo show e sarebbe buono con lui Milly Carlucci che è capace e parla bene l’inglese o la grande Raffa che è amatissima in Spagna, Grecia e un mito.

  5. steve ha detto:

    io penso che la carta “Amadeus” per l’Eurovision sia una boutade. Il Sig Stefano Coletta (che io considero un ottimo Direttore di Rai1) il giorno dopo il trionfo a Rotterdam ha dichiarato che aveva già in mente due nomi come presentatori. Amadeus, (faccia il terzo Sanremo, perche’ ha fatto bene) potrebbe benissimo fare il commento in italiano dell’Eurovision insieme ad un altro asso di Rai1(Conti o Carlucci) per attirare il pubblico piu’ agee, poco incline all’Eurovision. Sul palco di Eurovision servono 2 o 3 presentatori che parlino fluentemente inglese (ce ne sono tanti, basta pensarci un attimo), e, come scrive l’autore dell’ articolo, Donato Cafarelli, per “chiudere il cerchio” e’ indispensabile la presenza della nostra Raffa Nazionale, anche come madrina…..io la vedrei bene, per esempio, al voting in cui parla con gli spokepersons con la sua empatia, con la sua simpatia e la sua risata caratteristica . Per tutto quello che ha fatto Raffa a sostegno e supporto dell’ Eurovision, lei si merita piu’ di tutti di essere presente.Tra l’ altro , oggi 18 giugno, Raffaella compie gli anni. AUGURI, RAFFAELLA !!!!!!

  6. Chiara ha detto:

    Ci manca solo che lo mettano a condurre l’Eurovision anche in coppia con Fiorello e possiamo scordarci di riscattarci dalla famosa edizione del 1991

  7. Lorenzo Celli ha detto:

    Piuttosto che farlo condurre ad Amadeus lo condurrei io

  8. Vincenzo ha detto:

    Insuccesso e prese per i fondelli europee assicurate. Già l’idea della RAI di usare l’ESC come merce di scambio per convincere Amadeus a rifare Sanremo la dice tutta su come la RAI sia partita col piede sbagliato, come temevo, considerando l’ESC non come uno spettacolo internazionale, ma come una propaggine di Sanremo da usarsi per fare audience. Si dovrebbero vergognare. Spero che Draghi spazzi via questo management indecente prima che faccia altri danni. Stefano Coletta sta giocando col fuoco. Se poi lo organizzano pure a Roma inventandosi qualche sede alternativa, sarà la riedizione del flop 1991. Pensino invece a come rendere memorabile queato ESC, portando magari l’orchestra dal vivo per accompagnare l’interval act col medley delle canzoni Italiane degli ultimi 10 anni. Se fossero accompagnate con l’Orchestra di Sanremo, Sanremo avrebbe la sua visibilità. O per un inizio con l’orchestra come ha fatto Vienna 2015, uno degli inizi più belli ed epici che mi ricordo.

  9. Vartroud ha detto:

    Sarebbe il primo di una serie di problemi che preferirei non conoscere. Da sempre ho visto un’ipotetica vittoria italiana da due punti di vista: la soddisfazione di vedere l’Italia vincere accompagnata, però, dal terrore di come la stessa Italia organizzerà l’evento l’anno successivo. No grazie, servono presentatori con ottima conoscenza d’inglese e non necessariamente giovani; esempio è Petra Mede, come Amadeus ha superato i 50 anni, con l’unica differenza che la presentatrice svedese parla inglese.

    • Vincenzo ha detto:

      Avercene di Petra Mede. Ironiche, scherzose e professionali. Ed apprezzate in tutto il mondo. Noi ci dobbiamo, mettere Amadeus, che guarderà gli spettatori con gli occhi sbarrati facendone scappare la metà.