“Lukashenko ci tiene in ostaggio”: Angelica Agurbash (Eurovision 2005) rischia 12 anni di carcere

Continua l’azione di repressione del presidente bielorusso Lukashenko contro tutti coloro che ne osano contestare l’operato e soprattutto contestano la sua rielezione per la sesta volta consecutiva dopo un voto non riconosciuto limpido dalla comunità internazionale.

Dopo il “ban” già inflitto ad artisti come Naviband, Val, Litesound, adesso il Governo bielorusso si spinge oltre: ha chiesto infatti alla Russia l’estradizione per Angelica Agurbash, la cantante che nel 2005 rappresentò il Paese all’Eurovision col brano “Love me tonight”.

Le accuse

La cantante, che da agosto 2020 è in prima fila nel movimento pacifico per la democrazia in Bielorussia, è accusata fra le altre cose di “insulti pubblici al presidente” e “ostilità sociale”, proprio per le sue prese di posizione.

Si tratta di due reati inseriti recentemente nel “Codice criminale bielorusso” che prevedono una pena fino a 12 anni di carcere. Nello specifico, secondo il procuratore generale della Repubblica, la cantante è accusata di produrre a mezzo social, insieme ad altre “non identificate persone” post nei quali accusa il presidente Lukashenko di “commettere crimini estremamente gravi”.

In effetti il suo canale Instagram la vede sventolare la bandiera bielorussa e più volte incitare la gente a proseguire la protesta pacifica. In uno dei messaggi si legge:

Lukashenko ha preso in ostaggio il Paese e la gente ed ha avviato una crudele macchina repressiva che non risparmia nessuno

L’artista, che vive a Mosca ed ha anche passaporto russo, ha partecipato alla protesta davanti all’ambasciata bielorussa a Mosca ed è tra i primi firmatari di una lettera con la quale si chiede una nuova elezione presidenziale e la cessazione delle violenze.

Recentemente sempre su Instagram ha dato il via alla creazione di un gruppo di lavoro per chiedere un referendum costituzionale che provi a ristabilire la democrazia nel Paese.

Parlando al sito indipendente russo Lenta.ru, ha sottolineato:

[Se potessi dire qualcosa a Vladimir Putin in questo momento], allora gli chiederei davvero aiuto e gli chiederei solo di aiutare e proteggere il popolo bielorusso da quella quantità di terrore, ingiustizia, illegalità e aggressione, che si verificano ora in Bielorussia …

Questa macchina repressiva distrugge solo i bielorussi, i migliori rappresentanti, il patrimonio genetico della nazione.

Vendette, sequestri e derisioni

Intanto, proseguono gli attacchi agli oppositori. Ad Evgenyi Perlin, conduttore più volte delle finali eurovisive bielorusse, che ha deciso di lasciare BTRC dopo la sua deriva autoritaria è stata recentemente vandalizzata l’automobile.

E per una ulteriore macabra vendetta, tutto l’arredamento dello show di successo che conduceva è stato utilizzato per girare il video di Ya nauchu tebya, la canzone dei Galasy Zmesta, poi non ammessa all’Eurovision perché dileggiava i manifestanti, compresi quelli in carcere.

Denis Dudinsky, già commentatore eurovisivo, ha subito una perquisizione dal servizio fiscale bielorusso che gli ha sequestrato tutti i dispositivi elettronici, tanto da costringerlo a rifugiarsi con la moglie a Kiev.

La tv bielorussa che incita alla forca per i Naviband

I Naviband sono stati recentemente attaccati dallo stesso conduttore che aveva definito i Måneskin “pervertiti ed omosessuali”: il duo è stato apostrofato con identiche accuse omofobe, “decorato” dell’ “ordine di niente” e ritratto vicino ad una forca, con un cappio al collo.

Proprio di recente, la tv bielorussia è stata espulsa dal consorzio dell’Eurovisione per le continue violazioni alla libertà di espressione e l’utilizzo del mezzo pubblico per mostrare la repressione violenta del dissenso e le confessioni estorte dei prigionieri politici.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. Nicola ha detto:

    Che schifo!
    Andatevene da quella sottospecie di paese. Nazione indietro di almeno 1000 anni.

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