Eurovision 2022, tra Unipol Arena e Fiera, la candidatura di Bologna dedicata alla Carrà

E se l’Eurovision 2022 in Italia diventasse un modo per celebrare a livello europeo (e, perché no, anche mondiale) la figura di Raffaella Carrà, venuta tristemente a mancare di recente, proprio mentre il direttore di Rai1 Coletta pensava di offrirle un ruolo non solo a Sanremo, ma anche per la kermesse europea?

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A pensarci é stata Bologna, una delle diciassette città candidate ad ospitare l’Eurovision 2022 che si terrà proprio nel nostro paese in seguito alla vittoria dei Måneskin, ormai star internazionali indiscusse.

La candidatura della città è gestita da Andrea Camporesi, patron della società di eventi Free Event, che per conto del Comune di Bologna sta seguendo la progettazione delle idee che il capoluogo emiliano-romagnolo presenterà alla Rai entro il prossimo 4 agosto.

Sulle colonne del Resto del Carlino, viene proprio lanciata l’idea dell’utilizzo dell’evento come volano per un tributo a Raffaella Carrà, di origini bolognesi ma di fama indiscussa non solo a livello italiano, ma anche a livello mondiale, essendo particolarmente amata in Spagna e in gran parte dell’America Latina, oltre che dal pubblico degli eurofans.

Un omaggio che speriamo possa prendere forma in ogni caso, indipendentemente da quella che sarà la città scelta dalla Rai per ospitare l’Eurovision 2022.

Eurovision 2022 a Bologna: Unipol Arena o Fiera?

Tra le idee creative da presentare alla Rai, Bologna proporrà non una ma ben due strutture per ospitare l’Eurovision 2022. A partire dalla “scontata” Unipol Arena, struttura che rispetterebbe tutti i requisiti del bando e con una ottima capienza di pubblico, oltre che a una area circostante attualmente in fase di totale ristrutturazione (i lavori finiranno a Dicembre 2021) per portare l’intero complesso ad un livello superiore.

Ma se per qualsiasi motivo l’Unipol Arena non andasse bene, c’è anche la disponibilità delle istituzioni a valutare come alternativa le Fiere di Bologna, che offrono ampi spazi che potrebbero essere riconvertiti in un tempio della musica grazie alla loro flessibilità.

Una soluzione non lontano dalla realtà, in quanto le Fiere di Bologna ospitano da Settembre 2020 la Virtus Segafredo Arena, un’arena coperta temporanea con quasi 10.000 posti a sedere che ospita le partite in casa della nota squadra di pallacanestro.

Studi di fattibilità che, dunque, riguarderanno entrambe le soluzioni, e che saranno disegnati da un team particolarmente esperto in materia di Eurovision e di grandi eventi.

5 Risposte

  1. steve ha detto:

    D’accordo con tutti voi, bravi.
    Tanto amore per Raffaella.

  2. Danilo ha detto:

    Fino a pochi giorni fa pensavo che Torino non avrebbe avuto rivali. Ma il binomio Bologna – Carra’ effettivamente potrebbe essere un valore aggiunto per la città emiliana. Concordo che Raffaella andrà celebrata a prescindere dalla città scelta

  3. Gabriele ha detto:

    Al di là della probabile strumentalizzazione dell’articolo de Il Resto del Carlino, che cita il legame tra la poliedrica e immensa Raffaella nazionale e Bologna, penso che la città in questione sia una delle migliori candidate per l’evento. Soprattutto l’opzione fiera (che a molti eurofan non piace) trovo sia migliore rispetto a quella dell’arena, sicuramente capiente e rodata a concerti, ma così lontana dal centro e con nulla, o quasi, intorno. Gli spazi della fiera si prestano benissimo a essere la sede per eventi di questo tipo. Penso inoltre che la vera competizione, per l’aggiudicazione dell’evento, sarà tra Torino e Bologna.
    Per concludere, concordo con il suddetto: la regina della TV italiana e promotrice del ritorno eurovisivo italiano, non può che essere ricordata con un omaggio all’altezza qualunque sia il luogo scelto.

  4. Miamtec ha detto:

    Sa un po’ di strumentalizzazione ma vabbè.
    Il tributo alla Carrà spero venga fatto a prescindere dalla location finale.

    • Staff ha detto:

      È quello che ci auguriamo e che abbiamo scritto anche noi, il tributo alla Carrà dovrebbe esserci indistintamente da questo. Un tributo che non sia legato alla città che ospiterà l’evento.

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