Torna il Festival di Benidorm, sarà la selezione spagnola per l’Eurovision 2022


Sanremo ha fatto scuola per l’Eurovision. Sembra incredibile dirlo, ma evidentemente sull’onda del successo dell’Italia con i Måneskin, ma anche guardando lo score del nostro paese, che è da quando è tornato in concorso solo due volte ha mancato la top 10 e per quattro volte è andato sul podio, compresa la vittoria del 2021, alcune Big 5 si stanno decidendo a fare sul serio.

Come del resto ha fatto anche la Francia, tornata l’anno scorso al concorso di selezione, che le è valso il secondo posto. Così anche la Spagna, lontana per troppo tempo da posizioni minimamente dignitose, ha deciso di resuscitare il glorioso Festival di Benidorm e lo userà per selezionare l’artista che rappresenterà la RTVE in Italia il prossimo maggio.

Ruth Lorenzo a Benidorm (foto dal profilo twitter di Eurovision Spain)

Festival di Benidorm

Il Festival di Benidorm, esattamente come l’Eurovision, nasce nel 1959 su ispirazione del Festival di Sanremo per promuovere la musica e la cultura spagnola e per molti anni è stato l’appuntamento dell’estate spagnola, celebrato nella località marittima omonima, parte della Comunidad Valenciana.

Sospeso nel 2006, nel corso degli anni ha incoronato vincitori nomi importanti della musica non solo spagnola: fra loro l’italiano  Tony Dallara (1967), Raphael (1962, poi due volte rappresentante all’Eurovision),  Julio Iglesias (1968) che due anni dopo spiccherà il volo verso una carriera internazionale grazie all’Eurovision e nelle ultime due edizioni Coral Segovia, più volte in gara alle selezioni spagnola e La Decada Prodigiosa, rappresentanti spagnoli all’Eurovision 2008 con “La chica que yo quiero (Made in Spain)”

RTVE ha annunciato che il Festival sarà organizzato su due semifinali ed una finale ed il vincitore rappresenterà la Spagna all’Eurovision 2022. Non è stato precisato se lo farà con la canzone del Festival – che nel corso degli anni ha sempre proposto brani inediti – o con una diversa.

La Spagna punta a vincere

Alla conferenza stampa svoltasi in riva al mare ed aperta dall’esibizione di Ruth Lorenzo, il cui decimo posto del 2014 con “Dancing in the rain” è tuttora l’ultimo piazzamento in top 10 del Paese, hanno preso parte oltre alle autorità civili anche i vertici di RTVE.

José Manuel Pérez Tornero, presidente di RTVE ha spiegato:

Siamo venuti qui per vincere il maggior evento musicale d’Europa. Quando si gioca, bisogna puntare a vincere.

 Amalia Martínez de Velasco, direttore dei contenuti di RTVE ha spiegato:

Questa scelta rappresenta un cambiamento nel modo di eleggere il rappresentante della Spagna per l’Eurovision, una svolta che testimonia quanto sia per noi importante la manifestazione.

È uno degli eventi musicali più importanti nell’Unione Europea e per RTVE, uno degli eventi con il pubblico più vasto ed è il modo per connettersi con il pubblico giovane.

Il nostro compito ora è prenderci cura del format, farlo crescere, dargli amore, concentrazione, dedizione, desiderio e ambizione perché, con l’Eurovision, vogliamo porci ad un altro livello rispetto al passato.

A secondo quanto indicato da Martinez De Velasco, RTVE sembra intenzionata a lavorare come la RAI con Sanremo, cioè cominciando a pensare all’edizione successiva del Festival già dal giorno seguente alla conclusione della precedente.

Vogliamo concentrarci sulla promozione del talento musicale, delle buone canzoni con artisti credibili, grande spettacolo visivo nelle performances, scommettendo su un sound attuale.

In RTVE andremo a creare un gruppo di lavoro che sarà composto da esperti interni, e ci affideremo anche a consulenti esterni, soprattutto in tema di musica.

Non resta quindi che attendere per conoscere l’esatto format e gli artisti che accetteranno di mettersi in gioco. Certamente sembra una svolta importante.

Con la Germania che continua ad alternare selezioni interne e concorsi, nella speranza di ritrovare piazzamenti decenti, solo in Regno Unito continua a non prendere sul serio l’Eurovision. Settimane  fa alla BBC erano arrivate le autorevoli bacchettate di The Spectator. Chissà se qualcosa cambierà anche da quelle parti.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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