Da Trieste a Viterbo: quando candidarsi per ospitare l’Eurovision diventa una barzelletta

Eurovision 2022 città Trieste Viterbo

A una settimana dal rilascio dei progetti definitivi delle 17 città candidate ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022, emergono le falle presenti nelle proposte di quelle località che hanno preso sottogamba l’impegno richiesto per mettere in piedi un’evento di tale portata.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Trieste: la candidatura presentata il 12 luglio non era stata condivisa dall’assessore ai grandi eventi Francesca De Santis e nemmeno dal primo cittadino Roberto Dipiazza.

A firmare il documento, nonostante si fosse constatato che la città non poteva soddisfare i requisiti fissati dalla RAI e dall’EBU (European Broadcasting Union) è stato il vice-sindaco Paolo Polidori perché, commenta quest’ultimo su Il Piccolo di Trieste, “il sindaco era fuori sede“.

Una circostanza grottesca confermata dalla stessa De Santis, sempre sulle colonne de il Piccolo:

Avevo valutato la possibilità di ospitare la manifestazione a Trieste e avevo contattato un’amica in RAI. […] Ho avuto un’interlocuzione con la dirigente comunale e con Promoturismo FVG  per capire se aveva senso presentare la candidatura.

Appreso che non c’erano i requisiti necessari ho deciso di non fare niente. La stessa dirigente comunale però il 13 luglio mi ha informata che la sera prima era stata inviata la candidatura.

Una pezza – peggiore del buco – a questa vicenda la mette l’assessore alle attività economiche Serena Tonel a seguito di un’interrogazione del consigliere Giovanni Barbo:

Abbiamo solo aderito a una manifestazione di interesse e non era una vera e propria candidatura.

Il caso Viterbo

Quella di Trieste dunque rimane solo un’idea abbozzata così come quella di Viterbo, anch’essa tra le 17 città presenti nell’elenco pubblicato dalla RAI lo scorso 13 luglio ma la cui candidatura sembra davvero un progetto senza capo né coda, partito con troppa leggerezza:

Sognare non costa nulla. È bastato mandare una PEC.

A commentare con questo entusiasmo pochi giorni fa la proposta avanzata dal capoluogo laziale era stato l’assessore alla cultura Marco De Carolis sul portale TusciaWeb, che continuava:

Concorriamo con città molto importanti. Qualora non dovessimo farcela, almeno ci abbiamo provato. Ora ci confronteremo con gli organizzatori e magari scopriremo che per loro l’Eurovision in grandi metropoli come Milano e Torino è troppo scontato e preferiscono affrontare una sfida come può essere quella di Viterbo. […]

I requisiti non sono così inimmaginabili. Per l’aeroporto abbiamo Roma e a livello ricettivo ipotizzo un’ospitalità diffusa coinvolgendo anche i comuni limitrofi. Per la location stiamo lavorando su un paio di idee: ad esempio costruire una struttura ad hoc a Viterbo nord, ma anche l’ex Fiera è uno spazio molto interessante.

Parole ed entusiasmo che però si scontrano con il realismo del primo cittadino della città Giovanni Arena:

La candidatura è stata presentata in maniera autonoma dall’assessorato alla cultura. Sia a livello logistico che economico vedo delle reali difficoltà, ma non per questo dobbiamo privarci dell’entusiasmo e della possibilità di volare alto.

I requisiti per ospitare l’Eurovision 2022

Questi voli pindarici termineranno, con tutta probabilità il 4 agosto, quando in RAI dovranno pervenire i progetti dettagliati delle 17 città candidate, i cosiddetti “Bid Book”.

Oltre a Trieste, che dispone di un’arena da 6.000 posti (e non almeno 8.000 come da richieste) e Viterbo, che vorrebbe costruire un edificio ex-novo per l’evento (solo l’Azerbaigian si potè permettere un lusso simile nel 2012), ci sono altre candidature traballanti.

Una di queste è sicuramente Bertinoro di Romagna che, nonostante il supporto trasversale della regione, si trova in competizione interna con Bologna e Rimini oltre ad aver studiato una proposta che prevede la sala stampa dislocata a Cesena, a 18 km da dove si svolgerebbe la gara (Forlì).

C’è poi Jesolo che al momento ha proposto l’area del Faro – ambiente all’aperto e non idoneo per l’Eurovision – e il PalaInvent che conta solo 4.000 posti.

Problemi simili rendono molto poco credibile la candidatura di Sanremo: mancano camere d’albergo (si vorrebbero coinvolgere Nizza e Genova che distano rispettivamente 55 e 147 km) e bisognerebbe bloccare il Mercato dei Fiori per sei settimane con ricadute sulla logistica legata al commercio floricolo.

E come non citare infine Palazzolo Acreide. Il piccolo paese in provincia di Siracusa vuole provare a coinvolgere l’intera provincia ma nel concreto non si è parlato ancora né di spazi né di cifre. Di sicuro il comune si è fatto notare su scala nazionale finendo, al momento dell’annuncio della candidatura, in tendenza su Twitter (e regalandosi quindi un po’ di pubblicità gratuita).

In conclusione si ritorna sempre al punto di partenza. Sono solo 4 le città ad avere concretamente i numeri per ospitare l’Eurovision Song Contest 2022: Bologna, Milano, Roma e Torino. Con Bologna l’unica a non avere un centro di produzione Rai in loco e Roma con qualche criticità legata al Palazzo dello Sport .

Tra una settimana scopriremo i progetti nel dettaglio (con, magari, qualche sorpresa) e tra un mese circa verrà annunciato il nome della città che ospiterà l’evento il prossimo anno.


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2 Risposte

  1. Danilo ha detto:

    Visto che fanno tutti a gara per essere menzionati, quale sarebbe l’appeal, la ricettività turistica, l’arena e l’aeroporto di Alessandria? E di Acireale( a parte l’aeroporto di Catania)?

  2. Danilo ha detto:

    Leggendo i nomi delle città candidate viene da pensare che più di uno abbia voluto piantare una bandierina nel deserto o pensava di organizzare la sagra della frittella con la pro loco!
    Alle 4 città da voi evidenziate come realmente candidabili a quello di cui si sta parlando, aggiungerei solo Rimini e Pesaro, ma comunque sotto a Torino e Bologna, le principali favorite a parere mio, anzi vedrei solo Torino come città ospitante ideale.
    Per il resto la follia Sanremo, che regalerebbe turisti alla vicina Costa Azzurra e Matera, che già come capitale europea della cultura verrà ricordata come l’ “irraggiungibile” Matera, Iesolo che sarebbe idonea (con Venezia a fargli da spalla) se non avesse un’arena piccola, Bertinoro che mette la sala stampa a Cesena…Firenze, Genova, Trieste, Viterbo non vanno bene. ma il primato va a Palazzolo Acreide… mah, forse per la sagra dell’arancia rossa sarebbe la location ideale! …

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