Città ospitante Eurovision 2022, la vera corsa è a tre: Torino, Milano e Bologna


Mentre in Rai non è ancora noto se il nuovo amministratore delegato – Carlo Fuortes – sostituirà o meno i direttori delle tre principali reti della tv pubblica (a Rai 1 è stato confermato un taglio al budget per 825.000 euro), è alta la curiosità su quale delle 11 città che hanno inviato i propri progetti, ospiterà l’Eurovision Song Contest il prossimo maggio.

Eurovision 2022: Torino

Come abbiamo raccontato nel nostro speciale approfondimento, le città che realmente possono ambire ad ospitare l’evento sono quattro, ma ad oggi la vera corsa in tal senso è sostanzialmente a tre: Bologna, Milano e Torino (rimane l’incognita del Palazzo dello Sport su Roma, ma ne parliamo a fondo articolo).

PalaAlpitour

Per gli addetti ai lavori, quella di Torino sembra essere una scelta scontata, o meglio “già scritta”, perché in passato è stata la “prima opzione” messa sul tavolo da diversi dirigenti Rai in caso di vittoria all’Eurovision Song Contest, tra cui Claudio Fasulo (Vice Direttore di Rai 1). Queste le sue parole, lo scorso maggio:

Nel 2017 prima della partenza per Kiev parlammo della possibilità di ospitarlo eventualmente a Torino perché aveva tutte le caratteristiche necessarie per ospitarlo.

Dunque il capoluogo piemontese potrebbe avere già la strada spianata per l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest. Sarà così?

Eurovision 2022: Bologna

C’è poi Bologna, che nonostante tra le tre città “potenzialmente” in corsa è l’unica priva di un centro di produzione Rai (un aiuto non indifferente dal punto di vista della logistica e della gestione di centinaia di dipendenti e collaboratori della nostra tv pubblica che dovrebbero recarsi in loco per l’evento), non vuole essere da meno rispetto ai suoi “competitor”.

Il Comune e la Regione Emilia-Romagna ci credono, tanto da aver già messo in conto come potenziali location tanto la Unipol Arena quanto il nuovo padiglione 37 di Bologna Fiere (con una capienza di oltre 10.000 posti) e investimenti in comunicazione a supporto della candidatura (di cui vedremo i primi effetti la prossima settimana).

Eurovision 2022: Milano

Per la città indubbiamente più europea d’Italia la candidatura è apparsa scontata, ma da maggio ad oggi dopo le prime dichiarazioni a sostegno di Milano, tutto è proseguito molto in sordina (nonostante un consenso e supporto bipartisan da parte delle forze politiche).

Un silenzio che ha fatto pensare ad un disinteressamento da parte del comune guidato dal sindaco Beppe Sala (l’uomo del successo di Expo 2015), ma che in realtà nasconde un importante lavoro sottotraccia.

Lo staff del sindaco ci ha infatti confermato che stanno lavorando per portare in città “un importante evento internazionale come questo”.

Fonti vicine al dossier ci hanno inoltre spiegato che al momento il progetto prevederebbe come location principale scelta dal Comune il Palazzo delle Scintille, oggi utilizzato come Hub vaccinale e su cui (in accordo con la proprietà) possono essere svolti diversi lavori di adeguamento per rendere la struttura perfettamente idonea all’evento.

Palazzo delle Scintille Milano

Palazzo delle Scintille – Milano (foto: A. Fanelli)

La struttura, di proprietà dal 2019 di Generali Real Estate e recentemente ristrutturata proprio per ospitare eventi, conta fino a 13.500 posti per concerti e ha una altezza massima di 32 metri (in linea quindi con i requisiti richiesti da EBU).

Eurovision 2022: Roma

Ad oggi l’ipotesi Roma rimane una incognita. Le quotazioni risultano nettamente al ribasso dopo che è emersa l’inadeguatezza del Palazzo dello Sport, a causa  del soffitto a volta che non è in grado di supportare carichi sospesi di un certo peso (requisito indispensabile e inserito nel bando Rai).

Ma a Roma la politica la fa da padrone (come in Rai), dunque non è difficile aspettarsi anche il coinvolgimento diretto dei partiti a sostegno di questa candidatura, senza dimenticare che l’attuale direttore di Rai 1 Stefano Coletta (se verrà riconfermato dal nuovo AD), è tra i “sostenitori” dell’opzione Roma.

Non mancheremo di aggiornarvi in tempo reale sulla scelta della città che ospiterà l’Eurovision 2022, il cui annuncio è previsto per fine agosto o i primi di settembre.


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30 Risposte

  1. Renzo ha detto:

    L’Arena di Verona non può? Acustica perfetta e tiene tredicimila spettatori. Ogni anno vi si svolgono gli Music Award e tanti altri eventi…

  2. Zucchini ioselito ha detto:

    Torino è la città più indicata sotto tutti i punti di vista, è la più Papabile..in quanto in bellezza non teme confronti . Forza Torino !!

  3. Franco ha detto:

    Il tetto del Palaeur non reggerà le apparecchiature, ma nulla vieta di allestire dei ponteggi per tale scopo.

    • Gabriele ha detto:

      Ci sarebbe anche il problema della forma circolare, tipica delle arene di una certa epoca. In sostanza non ci sarebbe abbastanza spazio per ospitare il palco, la greenroom etc. Le arene coperte odierne vengono progettate per ospitare eventi di diversa natura, e hanno per questo motivo un core sempre uguale: rettangolo con spalti su tre o quattro lati in parte retrattili. Il colore è quasi sempre scuro (grigio antracite o nero) a parte qualche eccezzione.

  4. Enrico ha detto:

    Mi va bene tutto, Milano, Bologna, Roma, anche Pesaro, purché non finisca a Torino. Non per la città (che comunque trovo la meno adatta e tra le più brutte del nord Italia) ma per la spocchiosità di certi torinesi che sembra gli sia dovuto tutto, come se vivessero nella città più bella del mondo. Calma, le grandi città italiane sono altre e vi battono in tutto.

    • Alberto ha detto:

      Caro Enrico. Torino fra le città più brutte del Nord Italia? Probabilmente non ci sei mai stato. Ti dicono nulla i Palazzi Reali, i parchi ad iniziare da quello del Valentino, l’architettura da capitale, quale e’ stata e il lungo Po? Per non parlare della collina. Scusa ma i milanesi se la sognano di notte. Sicuramente Milano e’ piu attiva sul lavoro, forse più intraprendente, ma più bella direi di no. Con affetto…

  5. Giuse ha detto:

    Vivo a Palermo, ma ho vissuto gli ultimi anni prima della pandemia a Milano e se c’è una città italiana a respiro europeo e che merita di ospitare l’evento è Milano, inutile fare campanilismo. Anche a me piacerebbe farlo vicino casa, in Sicilia, ma la realtà è questa.

    • Alessandro ha detto:

      Se è così, perché non è stata Milano, ma Torino, la città proposta a furor di popolo quando pensavano che Gabbani avrebbe vinto l’Eurofestival? Ora che la vittoria è un dato acquisito si scopre che in Italia non c’è altro posto dove si possa fare qualcosa che Milano… Mi pare francamente che stiate esagerando.

      • Staff ha detto:

        Alessandro, hai qualcosa contro Milano? Qual è il problema se uno o più lettori tifano per una città come tu tifi per un’altra? Ognuno ha le sue preferenze ed è libero di commentare come vuole. Tanto la decisione spetta alla Rai insieme ad EBU, quindi poco conta chi commenta… ;)

      • Marco ha detto:

        A furor di popolo cosa? Dove? Chi? Forse te e qualche altro esaltato.

  6. Marco ha detto:

    Milano, non vedo proprio altre alternative.

  7. Alessandro ha detto:

    L’autore di quest’articolo con Roma l’ha messa proprio bene, direi: se alla fine la spunta, abbiamo già tutte le ragioni belle e confezionate, non servirà neanche farsi domande. È “la politica”. La domanda sorge spontanea: doveva rinunciare in partenza a candidarsi solo per
    non dar adito a sospetti beceri? Mah…

    • steve ha detto:

      Anch’io parteggio per Roma (e abito in Lombardia)… I turisti europei che verranno respireranno storia e arte, quando gireranno per la città. Locali per tutti i generi, Postcards da sogno. Dopo 30 anni l’Eurovision torna in Italia… e’ giusto, a mio parere, che tutti gli europei e oltre vedano la capitale d’ Italia, citta’ di cultura e arte. Quando vinceremo ancora, allora si’ che si prenderanno in considerazione altre citta’…. E poi, pensateci un attimo, a Rotterdam gli ospiti hanno cantato sui grattacieli, a Roma la location dove possono esibirsi e’… il Colosseo. Direi une bella differenza….tutti a bocca aperta!!!
      p.s.: il tributo alla nostra Raffaella deve essere fatto, indipendentemente dalla host city, quindi anche da Roma (Raffaella ha vissuto 50anni a Roma). Ciao a tutti

      • Alessandro ha detto:

        Sarei ovviamente contento di avere l’Eurovision nella capitale perché, al netto di qualunque solito discorso, una vetrina come Roma di certo non teme paragoni. E in un contesto come l’Eurofestival non si può negare che l’occhio vuole la sua parte. Detto ciò, sono stato io stesso sin dall’inizio a dire che dopo Napoli ’65 e Roma ’91 sarebbe giusto questa volta, se fattibile, promuovere il Nord, quindi non parteggio propriamente per nessuna città. A patto però che la “gara” sia leale, anche nei toni di chi la commenta.

      • Gabriele ha detto:

        Adoro Roma e anche a me piacerebbe tantissimo fosse la città ospitante, ma oggettivamente, l’arena è inadeguata e non ci sono luoghi alternativi che rispettano gli standard. E triste constatare come l’Italia sia fanalino di coda – tra i big five – per numero di arene indoor. La Spagna per esempio (che ha più o meno dati demografici, economici simili ai nostri, ed è anch’essa come l’Italia periferia d’Europa), ha circa 17 arene con gli standard richiesti dall EBU, mentre in Italia, citta come Napoli, non hanno nemmeno un impianto adatto per il numero di utenza potenziale. E come riflesso a questa mancanza, l’possibilità di ospitare eventi di caratura internazionale.

        • Alessandro ha detto:

          A me risulta che in Italia vengano continuamente ospitati eventi di ogni sorta senza che la mancanza di “palazzetti” chiusi rappresenti un problema, dato che abbiamo tradizioni e alternative all’aperto che se nel caso specifico si potessero usare, non saremmo neanche qui a discutere. Mi sembra abbastanza chiaro che qui il problema, se così si può definire, sono le necessità del tutto particolari dell’Eurovision… e mi permetterò di dire che la cosa mi sembra, per un evento del genere, alquanto limitante e limitata. Poi ovviamente la nostra cultura auto-denigratoria ci porterà a liquidare la questione come una nostra mancanza a prescindere, ma francamente me ne importa ben poco. Nessuno mi ha ancora spiegato perché un festival non possa e non debba fare a meno di un tetto.

          • Staff ha detto:

            Il fatto di organizzarlo al chiuso ti evita qualsiasi rischio in caso di condizioni climatiche avverse, ma a parte questo, ogni evento ha le sue regole. Hai mai domandato perché l’Eurolega richieda impianti con capienza di almeno 10.000 posti? Sono decisioni prese da chi organizza, per i più svariati motivi, se ti interessa esserci ti adegui, altrimenti no.

    • Staff ha detto:

      Nessuno ha scritto da nessuna parte che una città o l’altra non doveva candidarsi, nell’articolo sono riportate le ultime informazioni note sulle candidature e chi ha più chance e chi meno in base ai requisiti previsti dall’EBU (salvo appunto, come scritto, qualche “sorpresa”, che può sempre arrivare). Inoltre, Napoli e Roma hanno già ospitato la rassegna in passato, non c’è niente di male nello sperare si svolga in una città diversa dalla Capitale.

  8. Cristian ha detto:

    Con tutta la simpatia per le altre città, visto che dobbiamo mostrare il volto più moderno ed Europeo del nostro bel paese, Milano è la più indicata.

    • Vincenzo. ha detto:

      Il Palazzo delle Scintille non è adeguato. Non ha spazi esterni per realizzare sala stampa, servizi tecnici, ecc. Ed anche internamente ha un soffitto a cupola, basso nella parte dove dovrebbe essere costruito il palco. E non è alto a sufficienza dove si devono costruire le tribune. L’unica soluzione era il Forum di Assago anche se ha il problema della altezza di poco inferiore ai requisiti ed alla capienza attorno ai 12800 spettatori, ma senza palco costruito.

      • Luca ha detto:

        Non mi risulta non sia adeguato, ha tutti i requisiti richiesti ed è vuoto, quindi allestibile come gli pare e piace.

        • Gabriele ha detto:

          Concordo con Luca. Inoltre il MICO dista qualche centinaio di metri dal palazzo delle scintille, all’interno del quale si possono allestire sala stampa, servizi etc. C’è uno shopping center antistante, e il distretto è collegato benissimo. Per concludere, ha dalla sua anche fattore estetico, che non è di certo secondario.

  9. Irina ha detto:

    Penso che Bologna e la cita giusta. Non e molto grande e affollata però nel suo piccolo e molto accogliente e capiente per fare questo evento. Non ci sono tantissimi turisti come in grande cita e questo sarebbero meglio in situazione in qui viviamo purtroppo ancora di pandemia. Molti cantanti di grande livello sono nati li. Penso che Raffaella Carrà sarebbe stata contenta🙏❤️

  10. Alessandro ha detto:

    X staff: se voi doveste scommettere attualmente su dove verrà svolta la manifestazione quale città indichereste? Grazie.

  11. Bobo ha detto:

    Ma chi ha confermato il Palaeur di Roma come sede eventuale per l’evento? Ci sono i padiglioni della Fiera che si prestano benissimo ad un evento come questo che è prettamente televisivo e l’acustica del luogo passa in secondo piano.
    Tra l’altro la location è servita da autostrada, ferrovia metropolitana e si trova a 5 minuti dall’aeroporto di Fiumicino e da diversi hotel 4 stelle con centinaia di stanze. Utilizzando due padiglioni affiancati ecco risolto il problema del media hub. Diposi che come fatto con gli MTV Europe Music awards del 2004, si può montare un palco sotto il Colosseo per le esterne o per l’ interval Act.
    Comunque vedremo i dossier di candidatura, senza dare un’occhiata a quelli è prematuro dire che Roma sia fuori dai giochi.

    • Vincenzo ha detto:

      La altezza dei padiglioni non penso consenta di costruire tribune adeguate per 10000 persone e di avere tutta la apparecchiatura sospesa. Anche la portata del tetto deve essere adeguata. Non tutti i padiglioni sono adeguati sotto questo aspetto.

  12. Olivier Rocher ha detto:

    E Genova, col Nuovo Palasport da aprire in April, non è una possibilita?

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