Città ospitante Eurovision 2022: ecco perché scegliere Torino


Quale città italiana ospiterà l’Eurovision 2022? In attesa di conoscere la decisione della Rai in merito, abbiamo preso in esame la candidatura di Torino, segnalando quelli che sono i punti di forza del capoluogo piemontese.

Il Pala Alpitour di Torino

Il vero punto di forza della candidatura di Torino è la sede indicata per ospitare l’evento: il Pala Alpitour, che sorge nel quartiere di Santa Rita (a sud-ovest rispetto al centro storico).

Il palazzetto è stato costruito tra il 2003 e il 2005 per ospitare le partite di hockey delle Olimpiadi Invernali del 2006. Si tratta dunque del più moderno tra i palazzetti delle quattro città che stiamo prendendo in esame (Mediolanum Forum edificato nel 1990, PalaEUR nel 1960, UnipolArena nel 1993).

Sotto l’aspetto strutturale non è secondo a nessuno. Soddisfa il requisito degli oltre 8.000 presenti (con la sua capacità da 13.437 posti con palco laterale e 15.657 con palco centrale) e quello dei 18 metri di altezza.

Volendo anche focalizzarsi sull’aspetto estetico il Pala Alpitour sarebbe un ottimo biglietto da visita. Nelle sue forme squadrate in acciaio inox e vetro, disegnate dall’archistar Arata Isozaki, ricorda alla lontana l’ultima sede dell’Eurovision – l’Ahoy Arena di Rotterdam – e inoltre si affaccia sul Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, luogo che tornerebbe comodo anche per eventi accessori, ma ci torneremo dopo.

Bisogna anche sottolineare come il palazzetto torinese sia già stato sede di eventi internazionali di musica, cultura e sport nel corso degli anni. Oltre alle Olimpiadi Invernali, per cui fu costruito, ha ospitato il torneo pre-Olimpico di basket nel 2016, i mondiali di pallavolo maschile nel 2018 e c’è già un accordo per ospitare le ATP Finals (la competizione di fine stagione che raduna i migliori 8 tennisti del mondo) dal 2021 al 2025.

Tanti gli artisti italiani e mondiali che vi hanno fatto tappa con concerti di grande successo: da Bob Dylan a Lady Gaga, passando dagli U2, Ed Sheeran, i Metallica e Rihanna. Dietro a questi grandi eventi c’è la mano di Live Nation, la promotion internazionale che ha in gestione la struttura dal 2009.

Inoltre nel novembre dello scorso anno il Pala Alpitour è entrato a far parte della International Venue Alliance, una partnership strategica tra strutture legate allo sport e all’intrattenimento della società Oak View Group che ha l’obiettivo di attrarre i grandi marche e le grandi aziende per organizzare importanti eventi nelle sedi affiliate.

L’ultimo, grande, vantaggio del Pala Alpitour rispetto alla concorrenza è l’assenza di eventi programmati nei mesi di aprile e maggio. Il 10 aprile è previsto il concerto di Tommaso Paradiso e soltanto il 17 settembre il Pala Alpitour tornerà ad essere impiegato per un expo internazionale di igienisti dentali.

Il buco tra queste due date permette di pianificare la preparazione dello stage eurovisivo con assoluta tranquillità dato che l’EBU richiede che la sede dell’evento venga messa a disposizione sei settimane prima dell’inizio ufficiale della manifestazione.

Candidatura Torino Eurovision 2022

Logo realizzato per la candidatura di Torino come città ospitante Eurovision 2022

Torino pronta già ad Eurovision dal 2017

Prima di completare il quadro riguardante i requisiti dell’EBU che la città di Torino soddisfa in pieno è bene ricordare due aspetti che rendono “politcamente” più forte la candidatura torinese. Il primo è legato alla presenza a Torino di uno dei quattro centri di produzione RAI che agevolerebbe non poco il compito della rete nell’organizzare l’evento evitando trasferte di personale e spedizione di materiale.

Questo vantaggio è condiviso dal capoluogo piemontese con Milano e Roma ma non con Bologna, che parte svantaggiata da questo punto di vista (l’ultimo centro di produzione, per dovere cronaca, è a Napoli).

Non è un caso, e attenzione a questo punto, se già nel 2017, quando Francesco Gabbani era in testa alle previsioni degli scommettitori per la vittoria dell’Eurovision, la RAI avviò dei discorsi con il comune di Torino per organizzare la manifestazione l’anno successivo. Un precedente importante e unico su tutto il territorio nazionale, che non si concretizzò solo perché poi a vincere a Kiev fu il portoghese Salvador Sobral.

Come non citare inoltre il supporto del mondo politico alla candidatura di Torino. Il sostegno è stato trasversale da ogni forza politica comunale e soprattutto è stato sventolato con un maggior numero di dichiarazioni e mozioni rispetto alle altre 3 città che stiamo prendendo in esame, con una forza e una costanza che solo Bologna ha saputo avvicinare.

L’Eurovillage e il Red Carpet

Estendendo lo sguardo oltre il Pala Alpitour, che ospiterebbe la competizione eurovisiva, non è difficile immaginare dove potrebbero avere luogo gli eventi correlati all’Eurovision Song Contest.

Per prima cosa il Red Carpet, che negli ultimi anni ha cambiato denominazione a seconda della sede, da Blue a Turquoise. La soluzione più semplice è il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, confinante col il Pala Alpitour, ma volendo spingersi più in là ci sono due scenari ben più suggestivi.

Il primo sarebbe il Red Carpet al Parco del Valentino, con il fiume Po sullo sfondo e circondato dalla bellezza della Fontana dei Dodici Mesi e del Castello Medievale. In alternativa, organizzare questo evento in pieno centro storico in Piazza Castello o addirittura nei Giardini Reali sarebbe una vetrina di staordinaria eleganza per l’Italia e per l’Eurovision stesso.

Per quanto riguarda l’altro grande evento di contorno all’Eurovision – l’Eurovillage – rimangono disponibili altri bellissimi luoghi di aggregazione nel comune di Torino che potrebbero tranquillamente ospitarlo come le Officine Grandi Riparazioni (con i suoi 35.000 mq di superficie totale disponibile) e il Parco Dora, in particolare il Lotto Vitali già teatro di festival musicali di rilievo nazionale come il Kappa FuturFestival.

Entrambi gli spazi sono splendide espressioni di architettura postindustriale ed essendo luoghi recuperati e riqualificati da pochi anni sarebbero anche un’ottima promozione dell’Italia migliore: quella creativa e imprenditoriale.

Infine ci sono tre luoghi che rappresentano gli assi nella manica a disposizione di Torino sia per l’organizzazione del Red Carpet, per conferire ulteriore prestigio all’evento, che per i video di apertura delle varie serate: si tratta della Mole Antonelliana, la Reggia di Venaria e il Palazzo di Caccia di Stupinigi.

Collegamenti internazionali

A differenza di Milano e Roma, Torino ha un solo terminal aeroportuale su cui gli eurofan potranno appoggiarsi. Si tratta dell’aeroporto di Caselle (noto come Aeroporto Internazionale Sandro Pertini), situato a 16 km a nord-ovest dal centro cittadino.

Se paragonato all’aeroporto The Hague di Rotterdam (anch’esso l’unico cittadino), che ha ospitato l’Eurovision quest’anno, lo scalo torinese ha un traffico di passeggeri decisamente superiore, 3.952.158 contro 2.133.976 nel 2019, oltre ad un numero maggiore di rotte specialmente verso l’est Europa.

Rotterdam, però, si appoggiò anche al vicino aeroporto di Amsterdam Schiphol: Torino potrebbe fare un’operazione simile  con l’aeroporto di Malpensa, a patto di migliorare i collegamenti con lo scalo varesino per abbattere la durata del tragitto, al momento stabile intorno alle due ore.

Tutto questo a dimostrazione che avere più di un aeroporto nel territorio comunale non sia così determinante nella selezione della città ospitante.

I collegamenti con la città sono multipli e validi: esiste una linea ferroviaria che arriva fino al Parco Dora e un servizio bus con collegamenti alle stazioni ferroviarie di Porta Susa e Porta Nuova. Se queste ultime sono nel cuore di Torino, per spostarsi da Parco Dora verso il centro vanno utilizzate le linee tramviarie oppure il Dora Bus Express.

Inoltre le stazioni di Porta Susa e Porta Nuova sono i terminal principali per raggiungere il capoluogo piemontese via treno da tutte le altre grandi città italiane. Il tutto in tempi rapidi grazie all’alta velocità, l’ideale per gli eurofan che vorranno fare una gita in Italia prima o dopo l’Eurovision Song Contest.

In qualunque caso, il viaggio dall’aeroporto al Pala Alpitour non supera i 35 minuti di durata, rispettando dunque il vincolo dei 90 minuti imposto dall’EBU. Partendo dalle due stazioni ferroviarie sopracitate invece, la durata del tragitto scende a 10 minuti.

Capacità ricettiva

Con la sua superficie di 130 km2 Torino può mettere sul piatto circa 38.000 posti letto distribuiti su poco meno di 18.000 camere. Con questi numeri la città soddisfa ampiamente la richiesta di 2.000 camere fatta dall’EBU. Al 2019 (dati ISTAT e ultima annualità “normale”) Torino ha fatto segnare più di 3 milioni e 600 mila presenze.

Tifi per Torino come città ospitante per l’Eurovision 2022? Condividi sui tuoi profili social questo articolo e fai conoscere a tutti il tuo sostegno. Se invece vorresti l’evento in un’altra delle città che rispettano tutti i requisiti richiesti, leggi i nostri speciali su  BolognaMilano o Roma.


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10 Risposte

  1. Mark ha detto:

    Fatto proprio di recente Malpensa Torino in bus (tramite BusExpress), io vivo a Zurigo, e devo dire che i bus sono comodi direttamente dal Terminal dell’aeroporto (da qui l’alternativa è andare a Francoforte e poi da lì a Caselle, improponibile). Le tempistiche dei bus sono comunque quelle, 2 ore piene (anzi qualcosina di più salvo ritardi o traffico), oltre al fatto che in base alla compagnia che scegli ti lasciano ognuna in diverse zone della città, quindi va anche verificato questo aspetto e che altri mezzi prendere in città.

  2. Miamtec ha detto:

    Continuo a pensare che Torino sia la città più adatta ad ospitare l’ESC per diverse ragioni. Non che le altre città non sarebbero ottime location, semplicemente non le trovo altrettanto ottimali.

  3. Luca ha detto:

    “Confermato da foto trovate su internet”. L’affidabilità delle foto trovate su internet. Sei mai stato dentro una arena durante un Eurovision? Hai visto quanto è grande la cupola del Palazzo delle Scintille? Non avrebbe alcun problema né di altezza né a sorreggere pesi, visto che è una struttura metallica. Va bene il campanilismo, ma a leggere tutti i tuoi commenti su questo sito, è palese che sei giusto appena di parte (ma appena eh!).

  4. Vincenzo ha detto:

    La scelta di Torino sarebbe decisamente la migliore. Bisogna anche dire che fuori dal Pala Alpitour ci sono spazi sia cementati che verdi per la costruzione di tensostrutture o un padiglione temporaneo prr la sala stampa, la sala conferenze. Guardando anche le foto dell’interno durante dei concerti passati è quello col miglior colpo d’occhio e con il soffitto più adatto al montaggio di americane per luci ed effetti speciali. Non è altissimo, è di soli 18 metri, ma è il minimo indispensabile. E poi sono d’accordo con voi esternamente è il più moderno ed avveniristico. Palazzo delle scintille di Milano e Padiglione 37 della Fiera di Bologna non sono sufficientemente alti. Il Palazzo delle Scintille ha una altezza di 32 metri, ma solo centralmente, visto che ha un soffitto a cupola metallica e quindi ai lati e troppo basso per montare il palco (confermato da foto trovate su Internet). È dall’inizio che dico Torino (o il Forum di Assgo, anche se esteticamente l’esterno fa schifo ed ha una altezza di 15 metri.

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