Città ospitante l’Eurovision 2022: ecco perché Roma è fuori dai giochi

Fiera Roma Eurovision 2022

Come segnalato oggi in un nostro articolo dedicato, la scorsa settimana una delegazione dell’EBU (European Broadcasting Union) e della Rai, ha visitato le sei location prese in considerazione per ospitare l’evento.

Parliamo della Unipol Arena e del Padiglione 37 di BolognaFiere per la candidatura di Bologna, del Palazzo delle Scintille e del Forum di Assago per Milano, la Vitrifrigo Arena per Pesaro, l’area Fiera per Rimini e il Pala Alpitour per Torino (il video che promuove quest’ultima candidatura).

Grande assente la nostra Capitale, che in passato ha già ospitato la rassegna, in una edizione (quella del 1991) ricordata come tra le peggiori della storia in termini di organizzazione e gestione (qui è ancora visibile l’intero show).

Roma e l’Eurovision 2022

Ma perché Roma è stata esclusa dalla lista delle città che potenzialmente potevano ospitare l’evento? Sicuramente non per questioni geografiche o per chissà quale altra teoria complottista che spesso capita di leggere sui social network.

Roma, come tutte le altre città, è passata sotto la lente di ingrandimento di EBU e RAI, con una serie di rigidi requisiti da rispettare, che riportiamo qui di seguito per i più distratti:

  • aeroporto internazionale a non più di un’ora e mezza dalla città ospitante
  • offerta alberghiera di oltre 2.000 stanze nelle aree contigue all’evento
  • infrastruttura dedicata all’Eurovision al coperto che sia dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti e sia inoltre ben perimetrabile
  • tale infrastruttura deve poter ospitare da 8.000 a 10.000 persone nella sala principale durante l’evento (cioè il 70% della capienza massima per concerti, considerando le esigenze di produzione e palco)
  • area principale che possa ospitare allestimento e gli altri requisiti necessari per una produzione di alto livello
  • altezza di circa 18 metri con buone capacità di carico sul tetto, con inoltre facile accesso al carico stesso
  • struttura logistica intorno all’area principale in grado di supportare le esigenze della produzione con
    – infrastrutture per la sicurezza
    – centro stampa per 1.000 giornalisti
    – area per le delegazioni (artisti) camerini compresi
    – strutture per personale e uffici
    – area hospitality
    – servizi per il pubblico (toilette, punti vendita di cibo e bevande)
  • la struttura deve avere aree a raso e di facile accesso, contigue e integrate nel perimetro dell’infrastruttura per il supporto tecnico-logistico di 5.000 metri quadrati
  • disponibilità in esclusiva per 6 settimane prima dell’evento, le 2 settimane dello show e quella successiva per il disallestimento.

Le criticità sono state registrate tutte sotto il profilo della location scelta. Da una parte c’era il Palazzo dello Sport (con un tetto non in grado di supportare carichi di una certa rilevanza e che quindi andava eventualmente adeguato, con costi e tempistiche incerte) e dall’altra un padiglione della Fiera di Roma.

Come riportato in serata dall’Assessore Sport, Turismo e Grandi Eventi di Roma – Veronica Tasciotti – “l’unica struttura cittadina rispondente a tutti i criteri tecnici era la Fiera di Roma, la cui altezza del soffitto non era conforme allo standard richiesto”.

Fiera di Roma

Dunque nessuna struttura al chiuso, presente nella Capitale, rispettava i requisiti per ospitare l’evento, ricordandoci ancora una volta (e non ci stancheremo mai di scriverlo) come nel nostro paese non si investa in strutture capaci di ospitare grandi eventi e un importante numero di persone (che hanno portato ad escludere di conseguenza tantissime città).

Ora la gara è rimasta principalmente tra Bologna, Milano e Torino, anche se continuano a sperare in un colpo di fortuna sia Rimini che Pesaro (qui la reazione del sindaco della cittadina marchigiana).

Chi avrà la meglio? Nelle prossime settimane la Rai comunicherà ufficialmente la sua decisione e la città che ospiterà l’Eurovision 2022 e noi non mancheremo di aggiornarvi anche su questo fronte.


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2 Risposte

  1. Franco ha detto:

    Per i carichi su tetto si sarebbero potuti costruire dei ponteggi allo scopo.
    Roba da poco, rispetto al makeover completo fatto in Germania e in Danimarca.
    Pazienza, lo facciano dove vogliono.
    Da fan dell’ESC rimane l’amarezza di non vedere l’intero quartiere Eur dedicato, per due settimane, alla celebrazione dell’Eurovision.

  2. Davide Pallotto ha detto:

    Da romano mi vergogno profondamente…un fallimento della società romana

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