L’EBU blocca a 44 il numero dei paesi partecipanti all’Eurovision 2022

Eurovision 2021 palco

L’EBU (European Broadcasting Union) è pronta a tornare ad una “selezione all’ingresso” dei paesi in gara all‘Eurovision Song Contest 2022 se dovesse ricevere più di 43 richieste di partecipazione, fissando a 44 il numero dei partecipanti.

La notizia trapela spulciando fra le righe del documento Strictly confidential” – come si legge testualmente – che è stato reso pubblico, forse per errore, dalla tv islandese e che contiene anche alcune informazioni sin qui note soltanto alle emittenti.

Fra le quali appunto anche questa, la quale di fatto sancisce che – salvo ripensamenti dell’ultima ora – il record di 43 paesi già raggiunto più volte potrà essere superato soltanto di una unità.

Nel documento, del quale Eurofestival News è venuto in possesso, nella sezione dedicata alle iscrizioni, alla voce “Communication deadline and waiting list” si legge infatti:

Se più di 43 paesi chiederanno di partecipare all’ESC, il Reference Group deciderà quali di questi avranno priorità di partecipazione. Un criterio potrebbe essere quello di dare precedenza a quei Membri che hanno partecipato più spesso alle precedenti cinque edizioni dell’ESC.

I paesi rimanenti saranno posizionati in una lista di attesa e questo sarà a loro notificato. Se dovesse diventare disponibile un posto in una delle semifinali, il Reference Group deciderà, preferibilmente con un sorteggio, quale Membro avrà diritto a partecipare.

In un precedente passaggio si specifica poi che “sono ammessi in concorso un massimo di 44 paesi”

Dal documento non si capisce però se questa della selezione ‘all’ingresso’ sia una norma introdotta in questa edizione o meno, visto che nel regolamento generale si parla genericamente di 44 paesi come limite massimo. Quel che è certo è che prendendo come base l’ultima edizione, al momento sarebbero dunque disponibili solo quattro posti.

Eurovision, il precedente

Si tratta di una norma che in parte ricalca quella che l’EBU fu costretta ad introdurre nel 1994, di fronte all’incremento delle richieste di partecipazione seguito alla nascita di nuovi stati indipendenti dopo la dissoluzione di Yugoslavia e Unione Sovietica.

In quella occasione si decise inizialmente di escludere dall’edizione successiva le ultime sette classificate, numero che poi in effetti variò a seguito di rinunce e sostituzioni.

Dopo la clamorosa esclusione della Germania dall’edizione 1996, per la quale fu organizzata una preselezione audio che “Planet of blue” di Leon non superò, dal 1997 la regola fu modificata escludendo dall’edizione successiva le ultime  classificate sulla base della media punti ottenuta nei cinque anni precedenti.

Anche in questo caso il numero di partenza sarà poi effettivamente variabile. Nel 2000, ancora per preservare i paesi maggiori, sempre sul filo dell’esclusione, viene introdotta la qualificazione automatica degli allora Big Four” (oggi “Big Five”, Francia, Germania, Italia, Spagna e UK, ovvero i paesi che più contribuiscono a sostenere economicamente l’Unione Europea di Radiodiffusione).

Il criterio della media punti decadrà a partire dall’edizione 2004, anno di debutto della semifinale (prima una, poi due), con i soli “Big” qualificati direttamente alla finale, oltre naturalmente al paese ospitante.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

4 Risposte

  1. Antonella Billocci ha detto:

    Mi piacerebbe assistere alla partecipazione del Kazakhstan.

  2. Antonella Billocci ha detto:

    Vorrei vedere la parte spazio e del Kazakistan

  3. steve ha detto:

    Spero che a Eurovision 2022 ci sia il ritorno della Turchia e dell’ Armenia , e l’ arrrivo , come al JESC, del Kazakhstan (assiciato EBU).

  4. Simone ha detto:

    Il limite di 44 paesi pare ci fosse già per Rotterdam, a giudicare da https://eurovision.tv/about/rules. Certo, è un limite fino a un certo punto: quando mai si arriverà a così tanti paesi? :(

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