Eurovision 2022: Torino, storia di musica, Italia e rappresentanti

Torino Eurovision 2022

Torino non è solo la città che ospiterà l’Eurovision 2022. Nel capoluogo piemontese, che fu anche prima capitale d’Italia, la vita musicale è spesso stata particolarmente ricca nell’ultimo secolo. Stanno lì a dimostrarlo i tantissimi nomi di grande fama che vi sono nati, dei quali andiamo a ricordarne alcuni.

In stretta relazione all’Eurovision ce ne sono non meno di tre. La prima, anzi, è anche una delle due prime rappresentanti dell’Italia: parliamo di Tonina Torrielli. Pur non essendo torinese di nascita (è di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria), l’interprete di “Amami se vuoi“, canzone che le valse anche la nomea di grande rivelazione del 1956, lo divenne de facto. In Piazza Castello 43, per oltre quarant’anni e fino al 2003, era situato un negozio di dischi e strumenti musicali che gestiva insieme al marito.

Il secondo è Renato Rascel, per il quale però Torino è soltanto il luogo di nascita. Si trovavano lì, infatti, i genitori, il cantante d’operetta Cesare Ranucci e la ballerina Paola Massa. Era in corso una tournée della loro compagnia d’arte e fu questa la ragione che lo vide nascere in una città in fondo non sua, perché lui era e si sentiva di Roma, da sette generazioni. Lo fu fin dagli inizi, negli Anni ’30, alla fine, passando per quel 1960 in cui la sua storia s’incrociò anche con l’Europa tramite la celebre “Romantica“.

Il terzo, infine, è inevitabilmente Umberto Tozzi. Lui sì, torinese doc, cresciuto tra Borgo San Paolo e il quartiere Cenisia, all’ombra del fratello Franco, per poi uscirne e diventare una delle più grandi stelle della musica pop italiana dagli Anni ’70 in poi. Spopolarono fino in America (grazie a Laura Branigan) “Ti amo” e “Gloria“. Sono diventate famose anche altre grandi canzoni, tra cui quella “Gente di mare” che portò lui e Raf al terzo posto nel continente nel 1987.

Sono differenti le storie legate al Festival di Sanremo. Tonina Torrielli non lo vinse mai (due volte seconda, perché oltre al 1956 lo fu nel 1958 con “L’edera” in doppia interpretazione con Nilla Pizzi, Rascel lo vinse in quell’unica occasione, ma la fama di “Romantica” si deve soprattutto a Tony Dallara), Tozzi invece se lo portò a casa nel 1987 con “Si può dare di più” insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri, entrambi poi passati dai palchi eurovisivi.

Nessun altro torinese, Tozzi a parte, è riuscito più a trionfare a Sanremo, ma due piemontesi sì: Gilda nel 1975 con “Ragazza del sud” e Mino Vergnaghi nel 1979 con “Amare“.

In fatto di musica, però, Torino ha dato tanto all’Italia nel citato ultimo secolo. Ai nomi di Alberto Pestalozza e Carlo Tiochet si associa la canzone “Ciribiribin“, diventata talmente famosa da godere delle reinterpretazioni di Frank Sinatra, Claudio Villa ed Ennio Morricone tra gli altri. Da Torino nacque l’idea del Trio Aurora, in contrapposizione al Trio Lescano, ma questo fu nulla di fronte a qualcuno che, negli Anni ’50, sarebbe stato l’idolo di mezza Italia.

Forse il cantante torinese dall’aura di leggenda più importante in Italia – Fred Buscaglione – fu letteralmente il mito di una generazione. La sua morte improvvisa, il 3 gennaio 1960, scosse a tal punto da far partecipare ai suoi funerali un quantitativo di persone nell’ordine delle decine di migliaia.

Da non dimenticare tra gli artisti famosi nati a Torino anche Rita Pavone, che ebbe un mezzo flirt con l’Eurovision (“Dieci cuori” – 1979, quarta nella selezione svizzera) e nemmeno quei Righeira che hanno fatto ballare giovani a volontà con le loro canzoni estive.

E a proposito di musica da ballare, se il filone disco italiano ha assunto una fama pressoché infinita lo si deve a due entità musicali originate a Torino a minima distanza temporale. In principio furono gli Eiffel 65: Jeffrey Jey, Maury e Gabry Ponte con “Blue (Da Ba Dee)“. Era il 1999 e la canzone ebbe una tale fama da arrivare fino alle nomination per i Grammy Awards come Best Dance Recording.

Attivo da più tempo, Gigi D’Agostino non stette lì a guardare: già noto per “Bla Bla Bla“, portò “L’Amour Toujours (I’ll Fly with You)” a raccogliere un successo sensazionale in tutta Europa prima e nel mondo poi. Ancora oggi la si riconosce come una delle canzoni che hanno sostanzialmente definito un intero genere.

Intorno a loro, la scena torinese è cresciuta esponenzialmente lungo numerosissimi generi: dai Subsonica ai Perturbazione fino a Frankie hi-nrg mc. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla crescita dei rapper, tra i quali si ricordano Willie Peyote e Shade, mentre più di recente stanno cercando di farsi strada gli Eugenio in Via di Gioia, i cui ultimi tweet in materia di sostegno alla candidatura eurovisiva di Torino dicono tutto.

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