Eurovision 2022, l’Ucraina torna alla selezione nazionale


L‘Ucraina attraverso l’emittente nazionale UA:PBC ha confermato che selezionerà il proprio rappresentante per l’Eurovision 2022 a Torino attraverso una nuova finale nazionale, dopo la selezione interna effettuata nel 2021.

Si è conclusa inoltre la collaborazione di UA:PBC con il canale privato STB, che aveva realizzato il Vidbir dal 2018 al 2020 per tre anni consecutivi.

 

Pertanto, la selezione nazionale ucraina per l’Eurovision 2022 sarà organizzata dall’emittente nazionale ucraina per proprio conto, e inizierà a metà febbraio fino a concludersi nella prima metà del mese di marzo. In virtù di questa organizzazione in proprio, la futura selezione ucraina sarà trasmessa esclusivamente su UA:PBC e non su altre reti affiliate o private.

È partita inoltre la gara d’appalto per determinare la società di produzione televisiva che produrrà gli spettacoli. Nel rispetto delle regole di questo bando, la compagnia televisiva dovrà produrre la versione televisiva della selezione nazionale per l’Eurovision 2022, produrre una registrazione di backup della performance del vincitore della selezione nazionale per Eurovision 2022, oltre a garantire la massima resa audiovisiva e artistica per l’esibizione finale del vincitore della selezione nazionale per Eurovision 2022 (probabilmente affinché possa essere inviata come “video ufficiale” al canale YouTube dell’Eurovision).

La produzione televisiva della selezione nazionale si occuperà anche di selezionare in maniera preliminare gli interpreti, formazione di una giuria nazionale di selezione e garanzia di una votazione trasparente.

Sono inoltre da decidere anche le location in cui la finale nazionale ucraina avrà luogo, in che modo si potrà organizzare tutto quanto dal punto di vista visuale e scenografico (quindi eventuali ledwall e creazione del look dei partecipanti alla selezione), stilare un calendario per le prove da effettuare, produzione televisiva (compreso lo sviluppo e la produzione di brandbook e grafica) e, se necessario, la verifica della trasmissione del segnale.

Tutti coloro che desidereranno prendere parte alla prossima selezione ucraina nel 2022 potranno inviare la loro candidatura a questo link. La scadenza è fissata per il 24 ottobre.

L’Ucraina all’Eurovision

L’Ucraina all’Eurovision ha una storia di luci ed ombre. È l’unico paese dell’Est Europa ad aver vinto più di una volta la manifestazione, nel 2004 con Ruslana e la sua Wild Dances e nel 2016 con Jamala e 1944, e ad oggi è l’unico paese partecipante all’Eurovision a non aver mai mancato una finale, record stabilito quest’anno quando l’Australia per la prima volta dal 2015 non si è qualificata con Montaigne e Technicolor.

Per due anni non ha partecipato: nel 2015 per l’instabilità politica e finanziaria che il paese stava affrontando a causa della guerra in Crimea e nel 2019 perché dopo aver selezionato l’artista Maruv con Siren Song, quest’ultima rinunciò di accettare le condizioni imposte dall’emittente ucraina secondo cui avrebbe dovuto annullare un tour in Russia e avrebbe dovuto pagare diverse spese relative alla partecipazione.

Suscitarono clamore anche le proposte del 2007 e del 2016, la prima perché il titolo della canzone di Verka Serduchka (Dancing Lasha Tumbai) alludesse in realtà alle parole “Russia Goodbye”, mentre nel 2016 dopo la vittoria di Jamala molti russi contestarono questo trionfo sia perché la cantante non è risultata vincitrice in nessuno dei due set di voti (giunse seconda sia con il televoto che con le giurie nazionali, a scapito di Russia e Australia), risultando però prima per la combinazione di entrambi, sia per il chiaro contenuto politico del testo di “1944″, che narra della storia della nonna di Jamala che ha vissuto la deportazione dei Tatari di Crimea sulla pelle.

Un altro caso eclatante è stato quello della Russia all’Eurovision Song Contest 2017. Dopo le vicende di cui sopra, la Russia inizialmente decise di boicottare la manifestazione, che si sarebbe tenuta a Kiev il 9, 11 e 13 maggio 2017.

Dopo la conferma iniziale della partecipazione, la Russia rivelò la sua rappresentante: si trattò della trentenne affetta da atrofia muscolare spinale Julia Samoylova, alla quale però era stato vietato l’ingresso in Ucraina per tre anni per aver violato il divieto di entrare in Crimea direttamente dalla Russia. Ciononostante, l’EBU tentò in ogni modo di fare esibire la cantante, che fosse a Kiev o da remoto con un’esibizione via satellite.

Ciò non andò bene alla televisione russa, che il 13 aprile 2017, annunciò che non avrebbe trasmesso il concorso, determinando di fatto il ritiro della Russia. La Repubblica Federale selezionò in ogni caso la Samoylova per Lisbona nel 2018, senza però arrivare in finale (prima volta in assoluto da quando la Russia è in gara).

All’Eurovision Song Contest 2021, l’Ucraina è stata rappresentata dai Go_A (che avrebbero dovuto rappresentare il Paese nel 2020 con Solovey) con il brano Shum. Il brano ha ricevuto un ampio margine di consensi (arrivando anche in Italia) e giungendo al secondo posto al televoto dietro l’Italia dei Måneskin e quinto posto in totale.

Inoltre per la prima volta in assoluto, l’Ucraina ha schierato un brano completamente in lingua madre, che era già comparsa nel 2004 e 2005 in parte e nel 2016 (ma qui Jamala cantò il ritornello in Tataro di Crimea e non in ucraino).

Chi sarà il cantante o gruppo ucraino che rappresenterà il Paese a Torino? Lo scopriremo il prossimo febbraio!


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