Eurovision 2022: Islanda, decise le date del Söngvakeppnin

Si muove anche l’Islanda, che torna alla sua nota selezione nazionale, il Söngvakeppnin, in vista dell’Eurovision 2022 in scena a Torino dal 10 al 14 maggio. La RUV, la televisione nazionale islandese, ha infatti determinato le date di svolgimento del concorso.

Credits EBU / Thomas Hanses

In particolare, le due semifinali si terranno il 19 e il 26 febbraio, con la finale prevista per il 5 marzo, in sostanza nella penultima settimana prima della deadline per le canzoni in gara in terra piemontese.

La struttura: ci saranno cinque canzoni in semifinale, ne passano due per ciascuna più una salvata, tra l’una e l’altra serata, dalla giuria. In finale, le cinque interpretazioni qualificate si sfideranno con votazione al 50% della giuria e al 50% del televoto; due artisti si qualificheranno per la superfinale, in cui sarà solo il televoto a risultare determinante per decidere chi andrà al PalaAlpitour (PalaOlimpico).

Tranne rari casi negli anni, da quando l’Islanda partecipa, e cioè dal 1986, il Söngvakeppnin è tradizionale concorso di selezione, con il fulcro di tutto che si svolge a Reykjavik, la capitale del Paese.

L’ultima edizione si era svolta nel 2020, con la vittoria molto netta dei Daði & Gagnamagnið e della loro “Think about things“. Il pezo era dato tra i favoriti per la vittoria in quel di Rotterdam, ma intervenne la cancellazione del concorso.

Il gruppo di Daði Freyr è stato poi riconfermato per il 2021, e non c’è stato così bisogno di mettere in piedi il concorso nazionale. “10 Years“, all’Ahoy Arena, è giunta al quarto posto, ma in finale l’Islanda si è esibita con il video della seconda prova generale. Questo perché, dopo di essa, membri del gruppo sono stati trovati positivi al Covid-19 e pertanto sono finiti in isolamento, non potendo più entrare nell’arena.

L’Islanda all’Eurovision

Si è trattato del secondo miglior risultato dell’Islanda (o terzo, a seconda dei punti di vista) dietro alle due piazze d’onore di Selma con “All out of luck” nel 1999 e di Yohanna con “Is it true?” nel 1999. Il quarto posto dei Daði & Gagnamagnið ha eguagliato quello di Stjórnin con “Eitt lag enn” nel 1990. Curiosamente, anche quello fu anno di vittoria dell’Italia. Da Toto Cutugno ai Måneskin, in sostanza, c’è anche la costante islandese oltre a quella francese.

Dal 1999, anno in cui è stato abolito l’obbligo di cantare in lingua nazionale, l’Islanda ha quasi sempre portato canzoni in inglese. Fanno eccezione “Ég Á Líf” (Eythor Ingi Gunnlaugsson – 2013) e “Hatrið mun sigra” (Hatari – 2019). “Je ne sais quoi” di Hera Bjork (2010) ha soltanto il titolo e “Pourquoi” in francese, il resto è nella lingua della terra d’Albione.

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