Eurovision, road to Torino 2022: il punto della situazione


Se pochi giorni fa è stata annunciata Torino quale sede dell’Eurovision 2022, con date che andranno dal 10 al 14 maggio, queste ultime saranno solo le punte dell’iceberg. Il cammino della rassegna continentale, infatti, è molto più lungo e di fatto è già partito.

Torino | Credits: EBU / Samuele Giglio / eurovision.tv

Questo perché esiste una data fondamentale: quella del 1° settembre. Da questo giorno, infatti, ogni canzone può essere quella vincitrice, previo l’essere scelta internamente, tramite finale nazionale o in qualsiasi altro modo dalle televisioni nazionali dei Paesi in gara. Esiste però anche una deadline, che normalmente si attiva due mesi prima (giorno più, giorno meno) del concorso.

Finali e artisti annunciati

Finali nazionali, si diceva: ne esistono tante, e con un calendario che, a livello di rappresentanti scelti, parte solitamente a dicembre con il Festivali i Këngës in Albania, che ha una storia molto più lunga delle partecipazioni albanesi all’Eurovision Song Contest. Ad oggi non sono state ufficializzate tutte le date chiave, ma è possibile stilare un calendario di massima di ciò che si sa.

C’è però un Paese che ha già annunciato il proprio rappresentante: è il Belgio, che ha scelto Jéremie Makiese. In Italia la sua storia ha avuto un buon riscontro mediatico perché si tratta di un calciatore che ha anche un accordo annuale con l’Excelsior Virton, seconda divisione del Paese. La scelta è stata comunicata il 15 settembre, sarà resa nota (molto) più avanti la canzone.

A novembre, poi, partiranno i quarti di finale dell’Eesti Laul, autentico prologo alla stagione delle selezioni che prenderà il via in terra albanese e quest’anno si tornerà a sviluppare come da tradizione. Nel 2021 molte emittenti avevano riconfermato gli artisti del 2020, facendo crollare la quota di concorsi nazionali (hanno resistito Paesi scandinavi, Francia e poco altro, a parte sistemi ibridi). Il 2022, invece, rivedrà tante selezioni (e in diversi Paesi si sono già verificati boom di canzoni inviate alle televisioni)

Cosa sappiamo ad oggi per il 2022

Ecco cosa sappiamo, ad oggi del 2022, considerando le date delle finali e simili, escludendo dunque semifinali e simili in questa sede, ed escludendo evidentemente anche il discorso Festival di Sanremo, che meriterà un ovvio capitolo a parte che va dal 1° al 5 febbraio:

  • Entro il 2 gennaio sarà scelta la canzone della Polonia tramite una selezione interna a mezzo giurie
  • 12 febbraio: finale dell’Eesti Laul (Estonia)
  • 19 febbraio: finali di Una Voce per San Marino e del Melodi Grand Prix (Norvegia)
  • 26 febbraio: finale di Australia Decides; in questo fine settimana anche l’UMK (Finlandia)
  • 5 marzo: finale del Dansk Melodi Grand Prix (Danimarca) e del Songvakeppnin (Islanda)
  • 12 marzo: finale del Melodifestivalen (Svezia)
  • Ancora da decidere i giorni per un gran numero di finali nazionali e selezioni interne, all’interno di un quadro in movimento continuo

Tutto finito? Per nulla: in data da decidere, ma che in genere ricade nel mese di gennaio, si terrà il sorteggio delle due semifinali. I Paesi partecipanti verranno suddivisi nelle due serate di martedì 10 e giovedì 12 maggio, mentre le Big 5, finaliste automatiche, scopriranno in quale delle due occasioni avranno diritto di voto. L’Italia ricoprirà la stessa particolare posizione che la Germania ebbe nel 2011, e cioè di Big 5 e detentrice contemporaneamente, il che le avrebbe comunque garantito la finale di diritto.

A metà marzo ci sarà il meeting dei capidelegazione, all’interno del quale, dal 2013, c’è l’unica parte della finale che è decisa per sorteggio, e cioè la posizione nell’ordine di esibizione in cui si esibirà l’artista in gara per l’Italia. Può andare molto bene come molto male.

Di qui in avanti ci saranno due binari paralleli. Gli artisti faranno promozione in Europa, e si spera che possano tornare i vari eventi di avvicinamento che si sono in parte trasferiti su YouTube (il preparty di Eurovision-Spain e il nuovo Adriatic ne sono un esempio) e in parte hanno subito rinvii veri e propri (Eurovision in Concert di Amsterdam; molto più complicata è la situazione del London Eurovision Party, al momento senza sede vista la chiusura del Café de Paris).

Il PalaOlimpico e le altre strutture

L’organizzazione, invece, si dovrà muovere per quel che riguarda l’allestimento di Eurovillage, Euroclub e soprattutto PalaAlpitour, per l’occasione di ritorno alla sua definizione di PalaOlimpico. In particolare, l’arena verrà “requisita” diverse settimane prima della finale (sempre tra le cinque e le sei) per la costruzione del palco.

Per quegli artisti come Sfera Ebbasta, che aveva programmato il recupero del proprio concerto il 26 aprile, e forse Tommaso Paradiso, che vi dovrebbe teoricamente cantare il 10, dovrà essere trovata una soluzione alternativa. Va detto che questi eventi erano stati programmati prima che fosse annunciato l’approdo dell’Eurovision a Torino.

Oltre alla costruzione del palco, infatti, ci sono le cosiddette stand-in rehearsals, quelle prove cioè in cui vengono chiamate varie persone a provare le canzoni degli artisti in gara, al fine di dare già un’idea di base alla regia di come lavorare sulle inquadrature. Sono persone che possono diventare improvvisamente importanti: è diventato famosissimo il caso di Emmie van Stijn, chiamata in fretta e furia a sostituire Kateryna Pavlenko dei Go_A quando quest’ultima ha temuto di avere il Covid-19 prima della seconda prova all’Ahoy Arena (rischio fortunatamente scongiurato).

Sarebbe una bella coincidenza se l’ultimo concerto all’interno dell’arena fosse quello dei Måneskin previsto per il 3 aprile: una sorta di passaggio di consegne ideale tra la musica dei campioni in carica e quella che costruirà il tecnologico palco sul quale prenderanno vita le esibizioni degli artisti in gara.

Orientativamente tra gli ultimissimi giorni di aprile e l’inizio di maggio andrà in scena l’inizio delle prove: i Paesi semifinalisti partono da due settimane prima della finale, le Big 5 da 8-9 giorni prima a seconda del calendario che verrà stilato. Di norma, la domenica precedente (in questo caso, a meno di variazioni, l’8 maggio) c’è il Red Carpet (o di qualunque colore sia, a seconda del Paese negli ultimi anni s’è visto di tutto). Poi, la settimana nella quale tutti gli occhi dell’Europa saranno su Torino. Per intenderci, qui lo schema delle prove del 2021.


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