Måneskin, nomination in Danimarca per “I wanna be your slave”. E l’album è oro in Svezia

Sempre più Måneskin in giro per l’Europa. Arriva infatti anche la nomination per i Danish Music Awards, i massimi riconoscimenti all’interno del panorama musicale danese, per l’International Hit of the Year. Che, in questo caso, è “I wanna be your slave“, una delle due canzoni in inglese dell’album “Teatro d’ira – Vol. I” (l’altra è “For your love“).

Backstage Maneskin

Credits: EBU / Andres Putting

Sono stati solo due i nomi danesi legati all’Eurovision a comparire nelle liste degli Awards. Uno è quello di Birthe Kjaer, in gara nel 1989 con “Vi maler byen rød“, ma già al tempo con una fama che la precedeva. Nel 2002 e 2004 ha vinto i premi con gli album “Længe leve livet” e “På en fransk altan“.

L’altro, inevitabilmente, è quello degli Olsen Brothers, i fratelli in grado di dare la seconda vittoria eurovisiva al Paese (e prima dopo 37 anni) con “Fly on the wings of love“. La canzone fu premiata nel 2001, dato che lo spostamento da inizio a fine anno è arrivato solo nel 2010.

Il gruppo formato da Damiano David, Victoria de Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio è dunque il primo eurovisivo non danese a ricevere una nomination per questi Awards. La particolarità, chiaramente, riguarda il singolo, che non è “Zitti e buoni“, ma quello la cui fama è partita da un video della Wiwi Jam at Home di Wiwibloggs, che dal 20 maggio scorso ha fatto le fortune della band romana. Il tutto senza dimenticare che la stessa Victoria ha origini danesi, e che lo stesso nome del gruppo è danese.

E la notte che verrà sarà ancora più intensa per coloro che regnarono a Rotterdam: apriranno infatti, in quel di Las Vegas, non un concerto qualsiasi, ma quello dei Rolling Stones, un obiettivo straordinario raggiunto in così poco tempo. E nel frattempo si sta riempiendo l’agenda per il 2022.

Ma non è finita qui: sul finire di ottobre è arrivata un’altra soddisfazione per il gruppo di Roma: l’album “Teatro d’ira – Vol. I” è stato certificato disco d’oro in Svezia, il che significa che ha venduto più di 15.000 copie in detto Paese. L’obiettivo era già stato raggiunto in Polonia. Parliamo del primo album di vincitori dell’Eurovision dai tempi di “The Arockalypse” dei Lordi, datato 2006, ad avere certificazioni anche estere. La grande differenza, in questo caso, è che i territori dei riconoscimenti sono molto lontani dal Paese d’origine.


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