Festivali i Këngës 2021, intervista agli SHEGA
Tra meno di un mese inizierà la selezione nazionale albanese – il Festivali i Këngës 2021 – che quest’anno spegne ben 60 candeline. Tra i venti protagonisti di questa edizione troviamo gli SHEGA, cinque ragazzi siciliani con la passione per la musica e un forte legame con la loro cultura, quella arbëreshe.
Grazie a Giorgio Fusco, uno dei fondatori del gruppo, si sono raccontati in una intervista esclusiva per Eurofestival News.
Come è nata l’idea di un gruppo che fa musica arbëreshë?
È stato abbastanza casuale. È il 2014 e i “The Daggs” compongono il loro primo brano (“kalivar”), ispirato alle atmosfere carnevalesche del nostro paese, Piana degli Albanesi. Da lì l’esigenza di un testo in lingua arbëreshe, la lingua che parliamo quotidianamente. Ecco dunque l’incontro con me, appassionato di lingua e cultura arbëreshe. Da quella primissima collaborazione, un po’ fortuita, non ci siamo più fermati.
Come mai questo cambiamento dai The Daggs a Shega?
Ci piaceva l’idea di avere un nome nella lingua in cui scriviamo le canzoni e nella cultura che portiamo avanti. SHEGA significa “la melagrana” e oltre a suonare dolce, rappresenta un po’ quell’idea di comunità molto cara agli arbëreshë. La pluralità dei chicchi e l’unità del frutto. Simboleggia un po’ i valori a cui tendiamo.
Ci sono artisti italiani (sia della tradizione che contemporanei) a cui vi ispirate?
Dal punto di vista musicale, un po’ tutti noi, chi più chi meno, siamo cresciuti con i grandi cantautori italiani degli anni Settanta. Dal punto di vista dell’uso della lingua, abbiamo in Italia dei punti di riferimento super contemporanei come Alessio Bondì – che scrive in palermitano – e Claudio Gnut Domestico il quale utilizza il dialetto napoletano per le sue canzoni.
Con loro condividiamo l’idea di scrivere musica intrisa di radici ma lontanissima dall’etnocentrico folklore a cui spesso si associa la lingua nativa. Un altro grande esempio in tal senso è il grande Pino Daniele.
Quanto ha influenzato gli SHEGA la cultura albanese e quella arbëreshë? Vi sentite albanesi tanto quanto italiani?
La cultura arbëreshe non solo ci influenza ma ci plasma. Dal punto di vista della scrittura, ad esempio, facciamo continui riferimenti ad elementi della cultura tradizionale, citazioni, frasi, spesso stravolte dal loro senso originale. Per quanto riguarda il senso di identità, ci sentiamo arbëreshë: è un’identità plurale, significa essere italiani, parlare arbëresh (albanese), essere bizantini dal punto di vista liturgico. E molto altro.
Diverse volte è capitato che il rappresentante dell’Albania cambiasse la canzone in inglese. In caso di vittoria al Festivali i Këngës cambiereste la lingua?
Bellissima domanda. Credo che la nostra forza, la forza degli SHEGA, sia proprio l’autenticità della lingua che utilizziamo. Se dovessimo vincere il Festivali i Këngës saremmo fieri di portare all’Eurovision la nostra piccola grande lingua minoritaria.
L’arbëreshë è lingua minoritaria ufficialmente riconosciuta dall’Italia, avete mai pensato di partecipare a Sanremo con un vostro brano? O preferireste farlo con un brano in italiano?
Credo che Sanremo non accetti lingue diverse dall’italiano, eccezion fatta per i dialetti comunque romanzi come il napoletano, il siciliano, etc. Se in futuro la nostra lingua dovesse essere accettata dal loro regolamento saremmo ben felici di presentare un brano inedito, sempre in arbëresh, anche lì.
Molti rappresentanti albanesi hanno un forte legame con l’Italia, tra cui Hersi che ha studiato all’Accademia di Santa Cecilia ed Elhaida Dani che ha vinto la prima edizione di The Voice of Italy. Voi conoscete personalmente uno dei rappresentanti albanesi?
Sì! Abbiamo avuto il piacere di conoscere Hersi ed Eugent Bushpepa, la prima in Italia, il secondo durante il nostro ultimo tour in Albania e Kosovo. Oltre ad essere grandi artisti sono persone in gamba, umili e disponibili.
Quali sono stati i vostri rappresentanti preferiti sia dell’Albania che dell’Italia all’Eurovision Song Contest?
Per l’Italia Modugno, Raphael Gualazzi e per l’Albania Hersi (al secolo Herciana Matmuja) ed Eugent Bushpepa.
Il 2021 è stato un anno in cui il mondo dello spettacolo ha ripreso fiato, come vi sentite all’idea di poter suonare dal vivo la vostra musica dinanzi ad una potenziale platea di milionI di persone?
Sarà una gioia immensa. Non vediamo l’ora.
Avete già partecipato a diversi Festival italiani, vincendone per giunta uno. Cosa portate di quelle esperienze a Tirana?
In qualche modo siamo “nati” grazie ad un Festival, cioè quello del SUNS Europe (Festival Europeo della Canzone in Lingua Minoritaria) del 2015 a Cagliari. Lo definisco il nostro “battesimo”, in quanto da lì la band ha preso consapevolezza e rinnovato entusiasmo.
L’altro invece, l’OPP! di Favara che abbiamo vinto a maggio 2017, è stato anch’esso l’inizio di qualcosa, in quanto ci ha permesso di registrare la nostra prima canzone in studio, ovvero Drita, uscita poi nell’agosto 2017. Il Festival a Tirana sarà diverso, più grande e con più riflettori, ma l’intento nostro è innanzitutto quello di divertirci e di fare squadra, come sempre.
Tra i partecipanti di quest’anno al Festivali i Këngës c’è qualcuno che vi piace più degli altri?
Nessuno in particolare, sono tutti bravissimi artisti.
Qualche anticipazione sul vostro brano? Se possibile ovviamente
Per la prima volta abbiamo scritto in un arbëreshë totalmente colloquiale, totalmente comprensibile al primo ascolto a chi parla arbëreshë. L’idea è quella di fare poesia con la lingua della vita quotidiana. È una canzone d’amore, di comunità, di un insieme che diventa uno.
Ringraziamo di cuore Giorgio Fusco e gli SHEGA per la disponibilità ed auguriamo loro tutto il meglio per il Festivali i Këngës 2021 ma soprattutto per la loro carriera musicale (e chissà che non avremo modo di incontrarli dal vivo a Torino il prossimo maggio).
Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo dove siamo presenti). Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”.
Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.
Dal 2024 abbiamo limitato al massimo l’impatto sull’ambiente investendo su server e data center alimentati esclusivamente da energia elettrica da fonti rinnovabili certificate. Scopri il nostro impegno.
Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!




