Sanremo 2022: cosa accadde all’Eurovision 1971 e 1973 con Massimo Ranieri

Massimo Ranieri fa parte di una cerchia molto esclusiva: è infatti, con Domenico Modugno, Claudio Villa, Gigliola Cinquetti, Al Bano & Romina Power e Mia Martini, uno dei sei tra artisti e sodalizi artistici ad aver rappresentato per almeno due volte l’Italia all’Eurovision Song Contest.

Ma, partecipando a Sanremo nel 2022, potrebbe ottenere qualcosa che solo Modugno, il padre putativo di tutta la canzone italiana moderna, è riuscito ad ottenere: una terza partecipazione. Cosa che, come vedremo, per un breve momento è stata già una concreta possibilità.

Ma partiamo dall’inizio. E cioè dal 1971. In quel momento Massimo Ranieri, all’anagrafe Giovanni Calone, smessi i panni di Gianni Rock, sta diventando famosissimo, e senza aver nemmeno compiuto vent’anni può vantare esperienze di enorme rilievo tra Sanremo, Canzonissima/Scala Reale, Cantagiro e chi più ne ha più ne metta. “Rose rosse“, “Se bruciasse la città“, sono solo alcuni dei grandissimi successi che si sono tramandati fino a oggi.

Ma la canzone che porta, da sempre, nel cuore, come ha affermato nello scorso maggio a Rolling Stone, è un’altra. Cinquant’anni prima che quattro ragazzi di Roma incidessero un pezzo con quello stesso titolo, anticipatore di quanto accaduto negli ultimi dodici mesi, è Massimo Ranieri che interpreta l’età che ancora non ha: “Vent’anni“. “Mi emoziona sempre“, racconta l’artista.

Con “Vent’anni”, Ranieri diventato Massimo (perché all’inizio c’era solo l’uno, l’altro glielo aggiunse la CGD dopo le prime incisioni) è vincitore a Canzonissima in un’edizione fortissima, con praticamente tutti i grandi nomi dell’epoca, emergenti o meno che siano.

Eurovision 1971

Fast forward. Festival di Sanremo 1971. Vincono Nada e Nicola Di Bari, con quella “Il cuore è uno zingaro” ancora oggi celebratissima. Nada, letteralmente, si autocandida a rappresentare l’Italia all’Eurovision con l’obiettivo dichiarato di ripetere quello che fece Gigliola Cinquetti sette anni prima: vincere.

Nonostante le sue volontà (riportate da Stampa Sera), e nonostante la deadline (a differenza del 1970) sia successiva alla rassegna dei fiori, Nada non ci va. Motivo? Il festival comincia un periodo di declino e la Rai designa Canzonissima come selezione.

Questo significa, in poche parole, che “Vent’anni” apre le porte dell’Europa a Massimo Ranieri. La canzone che va a Dublino, però, non è quella, ma un’altra, intensa produzione Polito-Bigazzi-Savio che ricanta volentieri (l’ha fatto anche a “Qui e adesso”, su Rai3 un anno fa).

Si chiama “L’amore è un attimo”. In quel momento, Ranieri stabilisce un primato che non è ancora stato battuto: è il secondo più giovane rappresentante dell’Italia ad aver mai calcato il palco eurovisivo dopo la citata Gigliola Cinquetti, la cui leadership non è praticamente battibile.

Le cronache del tempo riportano di un Ranieri non nell’ambito dei favoriti. A Napoli ci credono, in Italia pure. La canzone è di quelle belle, potenti, perfette per la sua voce, e viene particolarmente apprezzata anche sul posto. Lui, dal canto suo, a La Stampa dichiara prima dell’evento:

Vado a Dublino con una nuova canzone che si intitola “L’amore è un attimo”, mi è stata cucita su misura da Polito, da Savio e da Bigazzi: tre specialisti che mi hanno fatto già vincere alla lotteria di Capodanno. Però Dublino è lontana, là c’è la nebbia, mi dicono, e potrebbe darsi che alle giurie sfugga il “calore” delle mie canzoni. Ma chissà, potrei anche farcela e ripetere il successo della Cinquetti.

Un sogno, questo, che per un attimo sembra realizzarsi: a un certo punto, dopo la serie di votazioni di Germania, Svizzera e Spagna (allora votavano due giurati per Paese, ciascuno con voti da 1 a 5, mostrati a gruppi di tre), Ranieri è infatti in testa a quota 39, e là rimane con 56 punti quando si esprimono Francia, Lussemburgo e Regno Unito.

Deve cedere il passo, però, poco dopo: finisce comunque ottimo quinto, con 91 punti, in quella che sarà l’unica vittoria di Monaco. (Nel filmato qui sotto, la cartolina dell’Italia al minuto 6:08)

Eurovision 1973

Due anni dopo, stesso percorso per tornare in Europa, stavolta in Lussemburgo. “Erba di casa mia“, un altro pezzo di storia della discografia di Ranieri, è stavolta la chiave per l’ingresso nel continente di un uomo che a neanche a 23 anni sta raggiungendo vette elevatissime.

Ed è anche la canzone che, probabilmente, il pubblico vorrebbe, dopo che aveva ottenuto lo scopo dichiaratamente voluto dal cantante, e cioè quello di vincere Canzonissima.

Anche stavolta, però, c’è il cambio. Si passa a “Chi sarà con te”, quasi scanzonata, ma che l’Europa non reputa allo stesso livello della precedente, per di più in un anno veramente forte tra la francese Anne-Marie David e il gruppo spagnolo dei Mocedades.

Stavolta la entry italiana si perde un po’ nel mucchio, finendo tredicesima con 74 punti (anche se i margini di classifica sono ridottissimi: 15 punti in più e c’è il 7° posto, 11 in più e c’è l’8°). Il tutto in anni in cui anche la concorrenza interna inizia a farsi spaventosamente forte, dopo gli anni della rivalità (finta) con Gianni Morandi.

Quella volta che…

Le questioni eurovisive, però, non sono certo finite qui. Esiste una coda finale, ed è datata 1988. Chiunque senta nominare quest’anno e Massimo Ranieri insieme pensa a una sola cosa: “Perdere l’amore“. L’aveva portata ai provini di Sanremo 1987 Gianni Nazzaro, era stata respinta. Con la voce di Ranieri fa Sanremo.

Immaginate una scena del genere: Giampiero Artegiani vuole far cantare “Perdere l’amore” a Ranieri. Ma a una condizione: che vada al Festival. Lui non ci vuole andare. Sta portando in scena “Rinaldo in campo”. Il pressing continua. Il cantante accetta. Prima serata. Esibizione. Canta. Se ne vuole andare. “Ma che stai a dì? Tu devi ricantare dopodomani”, gli fa il produttore del tempo. Ricanta. Entra nella terna finale. Vince. Tutte queste vicende Ranieri le ha raccontate a Rolling Stone, nell’intervista citata più sopra.

Eppure, la storia racconta anche di una potenziale una coda europea. Sarebbe la terza volta. Ranieri, in effetti, è il designato iniziale dalla Rai per andare a Dublino (di nuovo). Il pezzo c’è già, è ancora una produzione Artegiani-Marrocchi e si chiama “Il canto libero del mare“.

Un’altra canzone d’atmosfera, bella, che si eleva sulle note della voce dell’interprete. Il quale, però, ha già interrotto una volta la rappresentazione di “Rinaldo in campo”. Non lo fa una seconda. In Irlanda ci va Luca Barbarossa.

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