Le semifinali dell’Eurovision 2022 su Rai 1: le precedenti edizioni da tutta Europa dicono che sarà un successo

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Nella giornata di ieri vi abbiamo regalato una anteprima esclusiva, quella riguardante la trasmissione delle semifinali dell’Eurovision Song Contest 2022, che passeranno da Rai 4 a Rai 1.

Si tratta di una decisione non scontata ma importantissima, d’altronde l’assegnazione della 66ª edizione della rassegna continentale a Torino, grazie alla vittoria lo scorso maggio dei Måneskin, sta inevitabilmente attirando sull’evento un’attenzione sempre crescente nel nostro Paese.

Questo aumento d’interesse verso l’Eurovision, testimoniato anche dalla grande mole di ricerche web su Google nel 2021, fa ben sperare in vista di un aumento sostanzioso del numero di telespettatori e gli esempi del recente passato eurovisivo non fanno altro che ribadire quanto sia fruttuoso per il broadcast organizzatore trasmettere l’intero evento sulla sua rete principale.

Nessun paese ospitante negli ultimi anni infatti ha relegato la trasmissione delle due semifinali a qualche canale secondario, anzi ha fatto il contrario, spostando le due serate nei palinsesti delle reti principali.

In alcuni casi il broadcaster organizzatore ha anche seguito in diretta televisiva gli eventi correlati alla manifestazione, quali il sorteggio delle semifinali e il red carpet della domenica precedente, pur non essendo un obbligo, dato che vengono già trasmessi dal canale YouTube ufficiale dell’Eurovision Song Contest.

Eurovision: gli ascolti delle semifinali

Ma torniamo ai numeri – li trovate nella sezione “Ascolti” del nostro sito – che certificano il successo del passaggio delle semifinali sulle reti ammiraglie.

Partiamo dai Paesi Bassi, ultimo paese ospitante lo scorso maggio, con entrambe le serate che hanno fatto segnare oltre 2,9 milioni di spettatori. Si tratta del 50,7% medio di share contro il 43,2% del 2019 (con in mezzo l’edizione cancellata del 2020).

Nel 2019 la seconda semifinale fu seguita da più di 3 milioni di spettatori in quanto in gara c’era Duncan Laurence – poi vincitore dell’evento – mentre nel 2021 i Paesi Bassi erano qualificati di diritto in finale.

Al contrario la prima semifinale, che non interessava il rappresentante olandese, fu seguita da meno di 1,5 milioni di persone. Se la confrontiamo con la prima semifinale del 2021 si ha un aumento dei telespettatori pari al 93%.

In sostanza la trasmissione di entrambe le serate sul primo canale NPO1 (inclusi i canali in lingua dei segni e audiodescrizione) ha portato davanti al teleschermo lo stesso numero di persone in entrambe le serate nonostante non ci fosse il rappresentante locale in gara.

Quello dei Paesi Bassi non è un caso, ma l’ultimo tassello di un trend solidissimo. Voliamo a Tel Aviv (Israele): è il 2019 e KAN trasmette le due semifinali sul suo primo canale, KAN11. Il risultato sono due serate con rispettivamente 699.300 e 689.500 spettatori (41% e 40,1% di share).

Entrambi gli show superarono per pubblico la prima semIfinale dell’anno precedente, quella con in gara la favoritissima beniamina di casa Netta Barzilai, seguita da 672.900 spettatori (34,5% di share): all’epoca quel numero rappresentava il record di spettatori per una semifinale eurovisiva.

Lo stesso fenomeno si è verificato in Portogallo dove nel 2017 in 946.000 seguirono su RTP1 l’inizio della marcia trionfale verso la vittoria di Salvador Sobral ma già l’anno successivo, quando l’Eurovision arrivò in terra lusitana, furono 985.000 e 970.000 i portoghesi a seguire le semifinali, anche se in gara non c’erano le beniamine locali Clàudia Pascoal e Isaura (con uno share del 22,6%).

Questi numeri non sono stati più replicati, nonostante RTP continui a trasmettere tutte e tre le serate sul suo primo canale. Questo maggio la prima semifinale è stata seguita da 295.000 persone mentre la seconda, con in gara i The Black Mamba, da 744.000.

Il trend, se andiamo a scavare nel passato, non cambia. Vi sono delle parziali eccezioni come Ucraina e Svezia, dove l’anno precedente a quello in cui hanno organizzato l’evento, la semifinale con in gara il proprio rappresentante fu più seguita.

In generale, una volta vinto l’Eurovision Song Contest, si assiste sempre ad un cospicuo aumento degli spettatori con la trasmissione di tutte le serate sui principali canali.

Altro esempio interessante è quello dell’Austria, che già nel 2014 aveva seguito massicciamente Conchita Wurst durante la prima semifinale (747.000 spettatori, invogliati anche dallo speciale dedicato all’artista seguito da 400.000 persone) ma che nel 2015 seguì con rinnovato interesse le prime due serate per un totale di 770.000 e 847.000 spettatori (rispettivamente +3% e +13% rispetto alla semifinale del 2014).

L’anno successivo l’interesse resistette (630.000 telespettatori), grazie anche alla forza della proposta musicale di Zoë, prima di scemare definitivamente. Ad oggi una semifinale in Austria, seppur su ORF1, viene seguita da circa 400.000 persone.

Ma la dimostrazione più lampante di quanto influisca trasmettere le semifinali sul primo canale ce la dà la Germania, in ordine cronologico l’ultimo paese membro dei “Big Five” ad organizzare l’evento, nel 2011 (l’anno del nostro ritorno in gara).

La seconda semifinale, trasmessa su Das Erste anziché sui canali minori come Einsfestival (ora noto come One) o il privato PRO7, fece segnare 3.360.000 spettatori (12,4% di share). L’anno prima erano stati solo 640.000: un aumento del 425%.

Una percentuale spaventosa, superata solo dal boom verificatosi in Israele in occasione della seconda semifinale del 2019 che segnò un aumento del 474% di pubblico rispetto alla stessa serata dell’anno precedente (689.500 contro 118.700 spettatori).

Se, per ipotesi, questi incrementi dovessero materializzarsi anche in Italia, il prossimo maggio Rai 1 registrerebbe nelle due semifinali rispettivamente 3.070.900 e 3.185.700 telespettatori.

Sono numeri molto vicini al pubblico medio di diverse trasmissioni di punta di Rai 1 in onda in queste settimane come “Ballando con le stelle” e “The Voice Senior”, che portano a casa tra i 3,5 milioni e 3,8 milioni spettatori per puntata.

Al netto dei numeri, il passaggio sulla prima rete delle due semifinali per il paese ospitante era pura formalità dettata dal prestigio dato dall’ospitare l’evento, anche se il silenzio della Rai in merito aveva fatto sorgere qualche preoccupazione.

Non solo, fino alla decisione riportata ieri in anteprima su queste pagine, l’Italia faceva parte di un gruppo ristretto di paesi – che comprende Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito – che mandano in onda sul primo canale soltanto la serata finale.

Ma nei prossimi 6 mesi per la Rai si prospetta l’organizzazione di uno show di respiro internazionale: un’occasione per testare e, speriamo, adottare definitvamente un palinsesto più coraggioso ed “europeo”, che propone l’Eurovision Song Contest sui propri canali principali in modo da raggiungere sempre più persone, come già fa la maggioranza dei paesi in gara.

Perché gli occhi di tutta Italia e di tutto il continente si poseranno sul PalaOlimpico di Torino (o Pala Alpitour che dir si voglia) dal 10 al 14 maggio 2022. E non ci si può far trovare impreparati.

2 Responses

  1. Reflect ha detto:

    Scusate ci potreste dare news sui biglietti per l’evento? Non trovo nulla a parte un dubbio sito (viagogo) che secondo me è una truffa. Grazie

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