Junior Eurovision 2021 e la criticità del voto online

Maléna Junior Eurovision 2021

Lo Junior Eurovision Song Contest 2021 si è ufficialmente concluso con la vittoria dell’Armenia, rappresentata da Maléna (Arpine Martoyan) con il brano Qami Qami, ma non si placano le discussioni sulla classifica finale e in particolare sui risultati del voto online – che per il quinto anno di fila è stato utilizzato dall’EBU per rappresentare la componente del pubblico nel computo della graduatoria finale.

A differenza di quanto avviene all’Eurovision “dei grandi” (dove gli spettatori di ogni nazione sono chiamati ad esprimere la propria preferenza tramite il televoto per gli altri stati in concorso) allo Junior Eurovision è possibile votare per la propria nazione: il regolamento prevede che si possa farlo sia prima della competizione, guardando un video-recap tratto dall’ultima prova generale, che al termine delle esibizioni.

Va da sé che minare alla base un cardine del meccanismo base dell’Eurovision – ovvero il dover riscuotere consenso fra i paesi avversari per piazzarsi in alto – ha portato alla trasformazione dello Junior Eurovision in un concorso dove mobilitare i sostenitori della propria nazione è diventato quasi imprescindibile.

Il fenomeno è apprezzabile ormai da qualche anno e riguarda soprattutto le nazioni in cui lo Junior Eurovision va in onda sul primo o secondo canale nazionale.

Questo ovviamente amplia la propria platea di spettatori e quindi di televotanti, al contrario di quanto avviene in contesti come quello italiano (lo Junior Eurovision va storicamente in onda su Rai Gulp, un canale tematico della galassia Rai che consente ascolti esiziali e in ogni caso mai sopra al punto percentuale di share) o tedesco (dove accade lo stesso con KiKA, emittente gestita da una partnership fra ARD e ZDF e dedicata a un pubblico di minori).

Altre nazioni scelgono la strada della fidelizzazione del proprio pubblico, in particolare di bambini e preadolescenti, tramite una finale nazionale per selezionare i propri rappresentanti: la più longeva è il Junior Songfestival, organizzato dal canale olandese AVROTROS con più o meno le stesse modalità a partire dalla primissima edizione del 2003.

Guardando le nazioni che si sono piazzate in top 5 del voto online per ogni anno a partire dal 2017, vediamo immediatamente che a ripetersi sono più o meno gli stessi: la Francia, tornata dal 2018 e sempre in onda su France 2, ha centrato questo risultato in 4 occasioni su 4 non facendo mai peggio del quarto posto.

Sono entrati tre volte in top 5 la Polonia (con due primi posti), il Kazakistan, i Paesi Bassi e l’Ucraina, mentre figurano due volte in questo computo la Spagna (su sole tre partecipazioni), l’Armenia e la ritirata Bielorussia.

Diversi altri paesi non riescono a sfondare il muro delle prime 5 posizioni in nessuna occasione: una di queste è l’Italia, che con Marta Viola nel 2019 si ferma subito sotto piazzandosi al sesto posto. E non è un caso che il Portogallo sia appena riuscito ad abbandonare questo club sfruttando la vetrina del primo canale nazionale RTP1, portando il proprio portacolori Simão Oliveira a un onorevolissimo terzo posto nell’edizione appena conclusa.

L’occasione del contest 2021 offriva una grande opportunità ai nostri colori: dopo la vittoria dei Måneskin a Rotterdam, lo Junior Eurovision poteva essere il passo successivo per continuare ad espandere il brand Eurovision nel nostro paese e sfruttare l’onda lunga dell’entusiasmo maturato a maggio.

La Rai ha provato a capitalizzare su questo fattore, promuovendo la partecipazione di Elisabetta Lizza tramite ospitate in svariati programmi di Rai 1 (da I soliti ignoti alla finalissima dello Zecchino d’Oro 2021) e richiamando il pubblico al voto spiegando il meccanismo tramite uno spot dedicato. Niente di tutto ciò è bastato a migliorare i risultati degli ultimi anni, ottenuti peraltro con molta meno promozione e meno interesse da parte del pubblico medio.

Al comando della gara lo Junior Eurovision resta una lotta tra chi riesce a vincere in modo più efficace la propria “campagna elettorale”, mobilitando il proprio pubblico tramite i social e gli endorsement di figure conosciute e legate alla bolla.

Non è insolito vedere i partecipanti alla competizione promuovere dei veri e propri tutorial su come votare tramite la “modalità incognito” del proprio browser per superare il limite di tre votazioni previsto dal regolamento (limite che ieri, come da diverse testimonianze, sembra essere stato tolto durante la sessione di voto) e addirittura suggerendo di inserire nella rosa di tre nazioni richieste le canzoni ritenute “meno competitive” in ottica vittoria finale.

In un contest a cui partecipano ragazzini fra i 10 e i 14 anni, questo sistema di voto porta indubbiamente ad un impoverimento dei valori promossi dall’Eurovision: è vero che la classifica vale giusto il tempo delle considerazioni finali e lo scopo ultimo della manifestazione resta il promuovere l’amicizia europea e la comunione di intenti fra le nazioni in gara, ma proprio perché esiste una classifica credo sia necessario dare a tutti i concorrenti la possibilità di giocare sullo stesso piano.

Da una soluzione che consenta di esprimere un voto gratuito tenendo presente la nazione di origine del televotante (come ad esempio un’applicazione per smartphone con geo-blocking su base geografica) dipende a mio avviso il futuro e la sopravvivenza di un contest che faticosamente ha saputo ricavarsi una propria dignità ma allo stesso tempo, continuando su questa strada, rischia di trasformarsi in un monologo tra pochissimi “soliti noti”.

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Una risposta

  1. Elena ha detto:

    Devo dire che sono rimasta perplessa dal fatto che sulla scia della vittoria dei Maneskin la rai non abbia deciso di mandare in onda la finale dello Junior eurovision almeno su rai 2, dove praticamente sono andati in onda tv movie, non fanno neanche più Quelli che il calcio che fino a poco tempo fa andava in onda la domenica, quindi non c’era nessun programma da spostare per far andare in onda lo jesc su rai 2, capisco l’anno scorso in cui l’Italia non ha partecipato, però quest’anno dopo poi il successo alla gara classica dell’Italia