Junior Eurovision 2021: il boicottaggio della tv azera alla entry armena

Ancora una volta le vicende geopolitiche europee (o nella fattispecie, eurasiatiche) entrano a gamba tesa sull’Eurovision.

In questo caso poi, per la prima volta, lo fanno nell’ambito di quella che nello spirito dovrebbe essere una festa per i bambini ed i ragazzi, lo Junior Eurovision.

Un documento esclusivo di ESCDiscord, un account Twitter molto attento a tutte le vicende eurovisive anche a margine, ha svelato come gli strascichi del mai sopito contrasto fra Armenia ed Azerbaigian per il controllo della Repubblica dell’Artsakh, il territorio corrispondente al Nagorno-Karabakh di lingua e cultura armena ma ufficialmente parte dell’Azerbaigian, siano purtroppo entrati anche nella manifestazione.

Nello specifico è successo che Ictimai TV, la tv nazionale azera, abbia trasmesso l’esibizione di Malena Fox, la rappresentante dell’Armenia, coprendo la performance con le parole per l’intera durata del brano.

Una situazione espressamente vietata dal regolamento della EBU che impone la trasmissione integrale di tutte le entry in gara, senza che vengano disturbate, al fine di poter essere votate. La norma vale per tutti i concorsi eurovisivi, quindi anche per lo Junior Eurovision.

Potete vedere qui sotto la performance come è stata in onda:

Per quanto concerne invece la proclamazione della vincitrice, si sentono distintamente i commentatori pronunciare il nome della cantante, ovvero Malena, senza però nominare mai l’Armenia (“Ermenistan” in azero e turco), mentre si ascolta in parte la reprise del brano, perché ovviamente a questo punto lo show è finito e quindi non bisogna più votare.

Perché Armenia ed Azerbaigian si contendono un territorio

Non è purtroppo la prima volta che succede una cosa del genere. Armenia ed Azerbaigian si considerano nemici e si evitano quanto più possibile (per esempio, entrambe le federazioni calcistiche hanno chiesto ed ottenuto di non affrontarsi mai) e quando non è possibile, la situazione quasi sempre trascende.

Il contrasto muove come detto dal controllo di quella zona, un territorio in tutto e per tutto armeno ma che fu assegnato arbitrariamente da Stalin nel 1920 all’allora repubblica sovietica dell’Azerbaigian, insieme ad un altro territorio di lingua e cultura armena, il Nakhicevan.

Nel 1988 la popolazione del territorio denuncia i ripetuti tentativi di azerificazione dello stesso da parte delle autorità di Baku e nel 1991, quando si dissolve l’Urss, la regione del Nagorno-Karabakh si autoproclama indipendente, col nome di Repubblica dell’Artsakh.

Cartina Nagorno Karabakh

Da allora Armenia e Azerbaigian sono in perenne guerra per il controllo della zona: un conflitto mai realmente concluso e che anzi periodicamente si riaccende con grandi spargimenti di sangue: l’ultima volta è successo fra settembre e novembre 2020, con gli azeri che sono usciti vincitori.

Da allora l’area di confine è controllata dalle forze russe, garanti del fragilissimo “cessate il fuoco”, con l’area dell’Artsakh adesso interamente circondata dall’Azerbaigian eccezion fatta per lo stretto collegamento garantito dal Corridoio di Laçın che la unisce all’Armenia.

La Repubblica dell’Artsakh è riconosciuta esclusivamente dall’Armenia (dalla quale ha mutuato parte della bandiera) ed ovviamente la narrazione del conflitto – che qui abbiamo fatto seguendo quella dei media internazionali – è molto diversa sui due fronti.

Dal 1991 in Azerbaigian è però vietato trasmettere programmi  “a contenuto armeno” e questa cosa ha creato non pochi problemi anche in chiave Eurovision.

Cosa è successo all’Eurovision in questi anni

Il simbolo del contrasto, all’Eurovision, è la celebre scultura in tufo denominata “We are our mountains” situata a Stepanakert, capitale dell’autoproclamata repubblica, sventolata a turno come un vessillo anche sul palco eurovisivo, ma i precedenti sono tanti e diversi.

Apre le ‘danze’, se così si può dire, l’Armenia, che nel 2006, per il suo esordio nel concorso propone Andrè, un cantante nato a Stepanakert. La tv azera, che ancora non è in concorso, ma osserva e trasmette, fa trapelare il suo disappunto.

Identico disappunto quando sempre l’Armenia vince nel 2010 lo Junior Eurovision con un altro cantante di Stepanakert, Vladimir Arzumanyan.

Nel 2009 la cartolina di presentazione di Inga & Anush, in gara per l’Armenia presenta proprio la montagna incriminata.

La tv azera si infuria, la EBU toglie la montagna dalla cartolina quando viene ripresentata per la finale ma ad Ictimai TV non basta. Vorrebbe non trasmettere l’esibizione delle due artiste ma violerebbe il regolamento e così al momento della loro esibizione distorce il segnale.

Finita? Nemmeno per idea. ARM Tv, risponde allo sgarbo: quando i conduttori si collegano con Erevan per il voting Sirusho, la portavoce armena, finge di leggerli da una cartellina sul cui dorso c’è la ormai celebre montagna. Che viene anche proiettata con immagini multiple a tutto schermo alle sue spalle.

I due paesi da sempre si ignorano anche nel voting e le rispettive giurie nazionali posizionano all’ultimo posto il brano del paese “rivale”. Sempre in quella edizione, però, 43 azeri decidono di televotare l’Armenia. Il Governo di Baku lo scopre attraverso la compagnia telefonica e li convoca, interrogandoli come “potenziali nemici dello Stato”.

L’anno seguente Eva Rivas è in gara per l’Armenia con un delicato brano dal titolo “Apricot stone” che fa riferimento al nocciolo d’albicocca simbolo dell’Armenia ed agli armeni esuli nel mondo.

Il messaggio con il quale l’accompagna sui social è assolutamente non equivoco. Chiede infatti di votarla “per non far vincere l’Azerbaigian o la Turchia (….) È giunto di nuovo il momento per l’unificazione e la vittoria”.

Nel 2012 come è noto, tocca a Baku ospitare l‘Eurovision Song Contest, dopo la vittoria di Ell & Nikki: dopo un lungo tira e molla, ARM Tv – che già si era iscritta all’ultimo secondo – si ritira fuori tempo massimo, ufficialmente per motivi di sicurezza, nonostante le rassicurazioni giunte da Baku sotto la pressione della EBU.

Il tema della diaspora ritorna sul palco eurovisivo nell’edizione 2015 che si svolge a Vienna: in quell’anno ricorre infatti il centenario di quello che la storia ricorda come il genocidio del popolo armeno da parte dell’Impero Ottomano nel 1915, che ha poi originato la diaspora stessa

ARM Tv allestisce per l’occasione un sestetto vocale denominato Genealogy composto da cantanti di origine armena provenienti da tutto il mondo.

Il titolo del brano è “Don’t deny” (Non negare), con chiaro riferimento al genocidio. Gli azeri, turcofoni per lingua e cultura, come la Turchia, contestano questa narrazione e chiedono ed ottengono il cambio del titolo. Il brano così diventa “Face the shadow”. Nient’altro che una frase del testo: “Face every shadow you denied”.

Più recentemente, è andato in onda lo scontro a distanza fra Iveta Mukuchyan e Samra, entrambe in gara nell’edizione 2016. La cantante armena in green room sventola una bandiera dell’Artsakh, vietata dal regolamento in quanto Paese non riconosciuto. La collega azera, dal canto suo, rifiuta di rispondere ad una domanda su Iveta stessa.

Per chiudere il cerchio è interessante notare che fra i primi a congratularsi con Malena Fox sia stato Tural Gəncəliyev, deputato e capo della comunità azera del Nagorno Karabakh, originario di Xankəndi che è il nome azero di Stepanakert: “La musica è universale, complimenti a Malena“, scrive attraverso un suo assistente.

Cosa rischia l’Azerbaigian allo Junior Eurovision

In tutto questo, cosa rischia la tv azera? Probabilmente poco. ARM tv, quando si ritirò fuori tempo massimo fu obbligata a pagare per intero la quota di partecipazione ed a trasmettere l’evento (questa seconda cosa poi non avvenne).

Per la violazione della privacy dei televotanti Ictimai Tv se la cavò con 2700 euro di multa grazie ad un baco del regolamento che allora non prevedeva la responsabilità oggettiva della tv sulla questione specifica. Il fatto servì però ad introdurre questa clausola a partire dal 2010.

La distorsione del segnale non fu invece punita perché appunto, benché distorta, l’esibizione fu comunque trasmessa. Nel caso relativo allo Junior Eurovision 2021, invece, c’è stata violazione del regolamento, dunque si attendono eventuali riscontri (sul sito della tv azera il podcast non c’è), ma è probabile che possa cavarsela con una multa e una diffida.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. nirtad pazardo ha detto:

    Emanuele, mi spiace per te-
    Per quello che hai scritto e per la correttezza delle informazioni espresse
    è evidente che sei tra i pochi giornalisti che non ricevono prebende azere .
    Così facendo ti prepari ad una carriere di coerenza e onestà, che fa però fa rima con povertà.
    comunque grazie, da chi è originario dalla parte sbagliata del caucaso, dove la ricchezza del paese
    non è nel sottosuolo, ma sopra, a testimonianze di millenni di cultura e ricchezza intellettuale.
    Ti confesso l’eurovision la considero alla stregua dei vari festival , pallosa e scadente, facciamolo pure vincere gratis agli azzzeri