Dossier Eurovision 2022: il punto sulla conduzione, tra sorprese e nomi chiacchierati

Dopo avervi svelato in anteprima la scelta di portare l’Eurovision Song Contest 2022 interamente su Rai 1, semifinali comprese, e raccontato alcuni retroscena interni all’azienda, avevamo promesso una seconda parte del dossier incentrato sul capitolo conduzione.
E oggi siamo qui a fare il punto proprio sui conduttori, tra mille indiscrezioni, volti in pole position, altri in seconda fila e altri ancora dei veri e propri outsider. La questione vede dei punti fermi, ormai già noti, e altri decisamente più mobili.
La decisione finale dovrà far convivere ed equilibrare le due anime della Rai. Da una parte la volontà di Rai Pubblicità di fare cassa con gli sponsor, in cerca di nomi di richiamo, non per forza giovanissimi, meglio se individuati nel perimetro aziendale e meglio ancora se riconoscibili anche all’estero.
Dall’altra parte, la volontà di altre direzioni Rai di promuovere al contrario volti più giovani, dall’inglese perfetto e forse a meno budget, consapevoli che la conduzione dell’Eurovision è al servizio di regolamenti e gobbi, che si deve andare oltre il nazionalpopolare e che all’estero guardano l’evento nel suo insieme.
Ecco di seguito tutto quello che abbiamo raccolto in questi mesi, in attesa che annunci ufficiali giungano da metà febbraio in poi, cioè dopo il termine di Sanremo, stando a quanto dichiarato dal direttore di Rai 1 Stefano Coletta.
I più chiacchierati e possibili
Alessandro Cattelan
Congiunzioni astrali lo hanno voluto in Rai prima della vittoria dei Maneskin e, giustamente, da volto giovane, fresco, talentuoso, è il primo nome su cui si è puntato per la conduzione dell’Eurovision.
L’incidente di percorso si chiama “Da Grande”, il suo primo show su Rai 1, che non è andato tanto bene. Nessuna traccia nemmeno del suo “Una semplice domanda” previsto su Netflix. Cattelan si è volutamente un po’ eclissato, ma è una certezza per l’Eurovision, anche se non più “abbastanza”.
Se infatti in un primo momento per Cattelan si immaginavano spazi all’Eurovision per mostrare appositamente i suoi talenti, quel piano è stato scartato in favore di una conduzione corale come accaduto nelle ultime edizioni della kermesse europea. E con altri nomi di prima categoria per aiutarlo sul fronte ascolti.
Milly Carlucci
La sua è una autocandidatura e dopo i risultati sotto le aspettative di “Da Grande” la presa di posizione ha acquisito un peso maggiore, in particolare dalle parti di Rai Pubblicità che vuole nomi forti, possibilmente aziendalisti, agli occhi degli inserzionisti.
Milly Carlucci ha ottima padronanza di 4 lingue, un profilo perfetto durante le votazioni. All’EBU hanno già avuto modo di testare le sue capacità di conduzione internazionale nell’epoca d’oro di Giochi senza frontiere. A suo svantaggio c’è l’età relativamente alta (67 anni) – l’iconica Petra Mede nelle edizioni svedesi del 2013 e 2016 ne aveva meno di 50 – e la produzione de “Il Cantante Mascherato” che terminerebbe a fine marzo. Insomma, non ci sarebbe nemmeno il tempo di rifiatare. Ma Milly tutto può.
Chiara Ferragni
La giovane e celebre imprenditrice digitale sarebbe una scommessa per la Rai sebbene non abbia l’esperienza per un evento di grande portata. Il suo fenomeno è stato già analizzato dalla tv pubblica con un programma su Rai 2 di Simona Ventura. Dunque Ferragni è pienamente nel giro di Viale Mazzini, nonostante questo legame professionale sia stato minacciato dal marito Fedez che, in occasione del concertone del primo maggio, si era sentito censurato dalla dirigenza di Rai 3.
Le acque, ora, si sono calmate. Ferragni per l’Eurovision potrebbe ricoprire esattamente lo stesso ruolo svolto lo scorso anno da Nikkie de Jager (NikkieTutorials). Ovvero qualche parentesi in arena e tanta promozione agli artisti con interviste e consigli sui canali social della manifestazione. L’ostacolo principale è uno: Chiara Ferragni rientra nel budget a disposizione alla voce “conduzione”?
Pierfrancesco Favino
Riconoscibile al pubblico nazionale come quello internazionale, Favino si è distinto per la caratura dei suoi interventi in vari programmi, Sanremo in primis e non meno Che Tempo Che Fa dove ha dato sfoggio della sua lingua inglese in una ospitata.
All’orizzonte non sembrano esserci impegni cinematografici da impedirgli di presenziare a maggio a Torino, ma mancando ancora diversi mesi potrebbero spuntare dei set in cui è coinvolto. Favino è uno degli attori più presenzialisti del cinema italiano ed è difficile vederlo a secco per lunghi periodi. Il nome fa molto gola alla Rai, in particolare all’ala culturale dell’azienda, che si esprime anche nella direzione di Stefano Coletta a Rai 1. Ha tutte le carte vincenti in regola per essere scelto, se disponibile.
Laura Pausini
Profilo internazionale, amata e premiata, figura di riferimento della musica italiana nel mondo. Ha anche avuto esperienze di conduzione in Rai con lo show Laura & Paola realizzato nel 2016 insieme a Paola Cortellesi. La Stampa così come altre voci interne all’azienda dicono che il suo nome sia lanciatissimo e al momento la diretta interessata non ha mai smentito.
Certo, sarebbe stata perfetta per un Eurovision bolognese più che torinese. Ma immaginate avere Laura Pausini alla conduzione e, insieme, Elisa in gara a Torino dopo un ipotetico trionfo a Sanremo? Sogni di una combo miracolosa.
Da sottolineare, appunto, miracolosa. E come per Ferragni, si ripropone il dilemma budget. Contro alcune malelingue, va ricordato che in inglese se la cava bene (qui un’intervista con Billboard)
Ema Stokholma
È la quota young e pop, già esperta di radio e dj set nonché commentatrice ufficiale dell’Eurovision, è stata anche modella ed è perfetta per la conduzione in francese. All’anagrafe è, infatti, Morwenn Moguerou, nata in Francia a Romans-sur-Isère nell’83.
Il pubblico italiano è già stato abituato a vederla in Rai (Pechino Express, Prima Festival, AmaSanremo) e a sentirla a Radio 2 (inconfondibile la sua erre moscia, anche oggetto di critica da certi giornalisti). Non sarà un nome di grido per Rai Pubblicità, ma il profilo da Eurovision c’è tutto e, come ci ha scherzato su la comica Emanuela Fanelli, quando non si può sforare di budget si guarda a chi lavora bene senza troppo chiedere.
Mika
Quella di Mika è una telenovela. Tirato in ballo più volte da più persone, compresa una molto vicina all’ambiente Eurovision, cioè Gabriele Corsi, Mika è stato costretto a smentire tramite il suo management. In passato ha speso brutte parole nei confronti della manifestazione. Tuttavia, non va dimenticato il grande potere contrattuale della Rai, cui alla fine Mika potrebbe cedere se in cambio dell’Eurovision ci fossero altri progetti sulla tv pubblica.
Ricordiamo che Mika ha realizzato lo show Casa Mika su Rai 2 qualche anno fa, ottenendo un grande successo e persino dei premi. Nulla da dire sul suo curriculum.
(Im)probabili sorprese
Francesca Michielin
Potrebbe essere un nome tirato a sorpresa fuori dal cilindro. Già rappresentante italiana all’Eurovision (2016), fan della manifestazione, parla bene inglese e ha avuto piccole esperienze da host per iniziative social. Prossimamente sarà alla guida di un format sull’ambiente per il canale Sky Nature.
Fa parte del management La Tarma, che piazzerà Alessandro Cattelan e – da indiscrezioni – porterà Marco Mengoni come ospite a Sanremo. Michielin potrebbe occuparsi della green room intervistando gli altri artisti suoi pari. Non menzioniamo Mengoni tra le possibili sorprese perché in inglese non è ferrato (memorabile un’intervista a scena muta sul red carpet dell’Eurovision 2013.
Matilda De Angelis
Volto in ascesa, attrice di primo piano anche all’estero, dove si è fatta notare per la miniserie The Undoing firmata HBO affiancando niente meno che Nicole Kidman e Hugh Grant. Parla un ottimo inglese, ha una forte presenza scenica, è stata già ospite su un grande palco come quello di Sanremo e di recente ha condotto su Sky Arte la novità “Il mio nome è leggenda” su storie di illustri sconosciuti rimasti nell’immaginario collettivo. Inserita di recente nel calderone dei rumor, potrebbe rappresentare la quota “nome internazionale” ma la strada per averla all’ESC è tutta in salita.
Victoria Cabello
Lontana dagli schermi per motivi di salute, è amata dai tempi di MTV per il suo stile di conduzione ironico e frizzante. In questi mesi ha registrato la sua avventura a Pechino Express, reality che per la prima volta sarà prodotto e trasmesso da Sky.
Se a maggio non dovrebbero esserci grandi impegni per Victoria Cabello, la programmazione tv del reality è prevista in primavera, probabilmente in contemporanea proprio con l’Eurovision 2022, un volto in simulcast in aziende diverse potrebbe portarla all’esclusione dai candidati alla conduzione.
In Rai sarebbe un ritorno: ultima volta a Quelli che il calcio nel 2013.
Camila Raznovich
È un volto Rai attivo a Kilimangiaro, con un grande bagaglio di esperienze trasversali, visto che anche lei come la Cabello e Cattelan proviene da quella MTV anni 90-00 fucina di giovani talenti. Interpellata da Tv Talk si è detta a disposizione, esponendosi con una frase: “Non è nemmeno così improbabile”, ha detto in riferimento alla conduzione. Tuttavia, di fronte a una rosa di nomi ben più ampia, le possibilità di vederla a Torino si abbassano.
Andrea Delogu
Altro volto giovane della Rai è quello di Andrea Delogu, in azienda dal 2014, dove è molto attiva in radio come la sua amica Stokholma, dove ha seguito tanti Sanremo. Proprio con la Stokholma, nel 2017 ha commentato le semifinali dell’Eurovision su Rai 4. La ricordiamo inoltre per Stracult su Rai 2, come giurata di Sanremo Giovani nel 2015, per La Vita in Diretta Estate su Rai 1 e lo show Ricomincio da Raitre.
Finora il suo nome non è mai stato associato alla conduzione dell’edizione torinese, e proprio perché non bruciato potrebbe acquisire forza. Non ci è dato sapere il suo livello di inglese o francese.
Gabriele Corsi
Commentatore apprezzato dell’Eurovision 2021, portafortuna con il suo “non succede, ma se succede”, pluri-impegnato nella conduzione di varie trasmissioni, conosce molto bene il francese, la seconda lingua dell’EBU. È però legato a un contratto di esclusiva con Discovery che, in questi anni, gli ha concesso diverse incursioni in Rai, non ultima lo show Prodigi a novembre.
Corsi stesso sa bene di essere un estremo outsider in questa corsa e, anzi, il rischio di non ritrovarlo al commento per i già citati cavilli contrattuali è molto alto.
Federico Russo
Per tanti anni commentatore dell’Eurovision, ha mancato l’appuntamento con il 2021 vincente quando invece avrebbe fatto meglio a timbrare il cartellino. E un po’ dispiace, come accaduto per l’uscita di Nicola Caligiore, ex Head of Delegation, proprio a un passo dalla vittoria. Di solito, quando si pensa a chi far condurre l’evento in casa, un pensiero va certamente ai passati commentatori.
Purtroppo Russo appare in questo momento un po’ fuori dal giro e sembrerebbe difficile vederlo ripescato all’improvviso per la conduzione, nonostante dalla sua abbia età, l’inglese e la questione budget. Appartiene, inoltre, anche lui alla generazione MTV che ha formato tanti. Ultima apparizione, da inviato e commentatore sportivo, a Quelli che in prima serata su Rai 2 (declinazione chiusa per flop).
Alessandro Borghese
Un’altra autocandidatura, ben meno modesta. Prima della partenza su TV8 di Game of talents, a domanda di un giornalista, Borghese ha affermato che si vedrebbe bene alla conduzione dell’Eurovision perché sa parlare bene l’inglese. La risposta è stata in parte una scherzosa battuta e in parte un lancio nel buio. In ogni caso, Game of talents non ha fatto faville e Borghese è in onda quasi tutto l’anno su più reti concorrenti.
Fuori gara
Stefano De Martino
C’è chi a sorpresa lo ha nominato. È stata, ancora una volta, la trasmissione Tv Talk di Rai 3, ma il diretto interessato ha risposto “no, grazie” perché non parla bene inglese e “ci sono altri bravi conduttori che sanno tradurre in simultanea”. Il nome di De Martino non è comunque mai stato sul tavolo.
Amadeus
Il direttore artistico di Sanremo per la terza volta di fila, in estate era stato buttato nel calderone delle indiscrezioni da blog televisivi. Amadeus stesso ha compreso la tipologia di evento e di conduzione e ha preferito tirarsene fuori per impegni ben più patriottici. E forse anche per problemi con la lingua inglese. Il suo no è stato categorico alla Milano Music Week.
Carlo Conti
Anche lui si è chiamato fuori dalla corsa alla conduzione, preferendo un futuro Sanremo. Lo ha fatto in occasione della conferenza stampa dei Seat Music Awards insieme a Vanessa Incontrada, anche lei oberata di impegni, per altro più in cabina Mediaset per questa stagione 2021-2022. Dunque entrambi fuori discussione.
Serena Rossi
Già commentatrice dell’Eurovision nel 2018, è tra le figure della Rai del futuro. Ha condotto Canzone segreta, non un vero e proprio successo, ed è stata ospite di Sanremo.
Serena Rossi però è anche una bravissima attrice (su Rai 1 a breve con la miniserie La Sposa) e a maggio sarà impegnatissima con le ultime riprese della seconda stagione di Mina Settembre. Motivo per cui non farà di nuovo Canzone segreta e possiamo di conseguenza escluderla anche per l’Eurovision.
Alessia Marcuzzi
Più che un nome fuori gara è una incognita dello spettacolo. Uscita da Mediaset la scorsa estate, nel frattempo è stata corteggiata da qualsiasi gruppo televisivo. Pier Silvio Berlusconi compreso, che la rivuole in scuderia e sembra ci stia riuscendo. C’è chi, invece, giura che la vedremo sul palco del Festival di Sanremo.
Eppure non è tra le 5 donne scelte da Amadeus. Altri dicono torni a febbraio con Le Iene dopo tutto il caos. L’opzione Eurovision c’è mai stata? Nessuno sa nulla di concreto sul destino della Marcuzzi.
Michelle Hunziker
Nata in Svizzera, parla 5 lingue e ha una doppia carriera di conduttrice: in Italia è volto di punta in Mediaset (All Together Now, Striscia la Notizia), mentre in Germania ha lavorato a vari format sia per tv pubblica che privata, in particolare a guida di Wetten, dass? (Scommettiamo che?) e Big Performance.
Inutile elencare tutte le sue qualità di fronte a pubblico di casa e internazionale. C’è però un ostacolo all’apparenza insormontabile: la Hunziker è prevista sul bancone di Striscia la Notizia, in coppia con Gerry Scotti, da marzo a giugno. Quando condusse Sanremo 2018 con Baglioni, il suo ruolo a Striscia era terminato da soli due giorni. Può accadere l’impossibile?
Flavio Insinna
Dicevamo che spesso per la conduzione si guarda ai commentatori del passato. Insinna ha fatto coppia con Federico Russo per varie telecronache dell’Eurovision. La sua è una presenza e una conduzione molto italian style e sul palco di Torino, nel contesto di respiro internazionale, quello stile non è adatto.
Ogni giorno, poi, è impegnato con il preserale de L’Eredità, ma arrivato maggio potrebbe aver già terminato le registrazioni. In mancanza di Gabriele Corsi, è invece molto probabile un ritorno di Insinna come commentatore, al fianco di Cristiano Malgioglio che dovrebbe rimanere saldo al suo posto.
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