Eurovision 2022: i 7 brani in corsa per rappresentare la Finlandia

Sono stati presentati nel corso di questi giorni i sette brani che concorreranno per lo Uuden Musiikin Kilpailu 2022, il concorso di selezione nazionale della Finlandia che assegnerà un posto per l’Eurovision Song Contest 2022 in programma a Torino dal 10 al 14 maggio prossimi.

The Rasmus, la band nettamente più celebre fra i nomi in gara, divenuta nota anche in Italia nei primi anni 2000 grazie al successo delle hit “In the shadows” e “First day of my life“, si confronteranno con una selezione di buon livello dove la differenza la farà probabilmente il live.

Già lo scorso anno, con la clamorosa sconfitta dei Teflon Brothers nel momento in cui erano primi in classifica, la rassegna ha infatti dimostrato che non basta la popolarità.

Per i The Rasmus la sfida sarà importante anche perché questa partecipazione segna il loro rientro dopo cinque anni di silenzio discografico e due album che non sono stati all’altezza della popolarità che comunque è ancora molto alta in tutta la Scandinavia.

Ecco di seguito i 7 brani in gara nella finale secca del 26 febbraio prossimo:

Farà molto discutere “Thank God I am an Atheist”, il brano di Olivera, che proprio per la sua specificità è al limite del regolamento eurovisivo che – lo ricordiamo – prevede la citazione di elementi o espressioni riconducibili a credi religiosi ma non la citazione delle religioni stesse.

L’ateismo, in un certo senso, è anch’esso una religione (precisamente la negazione della stessa), ma il testo, che è una esplorazione della vita dopo la morte, lascia spazio ad interpretazioni.

La Finlandia verso l’Eurovision 2022

La Finlandia marca la cinquantacinquesima partecipazione all’Eurovision 2022 a Torino. Tra le nordiche è la nazione che insieme all’Islanda ha ottenuto i risultati peggiori con ben nove ultimi posti dei quali tre con nul points e uno con appena 1 punto.

Un solo podio, quello che li portò alla prima storica vittoria nel 2006 con i Lordi e la celebre “Hard Rock Hallelujah” (appunto, come si diceva sopra, una grande preghiera nella quale l’attinenza religiosa è evidente nel testo, senza che però vengano fatti espliciti riferimenti a un credo specifico) con 292 punti, in anni in cui l’Est Europa aveva il sopravvento su un Occidente disinteressato.

Proprio l’Islanda e la Finlandia hanno visto la luce allo scorso Eurovision a Rotterdam, nel quale si sono dimostrate le migliori nordiche con il quarto posto dell’islandese Dadi Freyr e il sesto posto dei Blind Channel e “Dark Side”, con la quale hanno stregato il pubblico da casa che ha regalato loro 218 punti a fronte degli 83 delle giurie.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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