Sanremo 2022: quanto Eurovision sul palco dell’Ariston e non solo!

Festival di Sanremo 2022 ed Eurovision Song Contest: un legame, quello di quest’anno, che forse mai in tempi recenti è stato così grande, e non solo perché il vincitore all’Ariston andrà a Torino a rappresentare l’Italia.

Damiano Maneskin

Ci sono, infatti, tantissimi riferimenti alla storia eurovisiva tricolore che passano davanti agli occhi, alla luce dei nomi che si succederanno sul palco dal martedì al sabato. Andiamo a riepilogarli tutti.

Iva Zanicchi

L’Aquila di Ligonchio ha rappresentato l’Italia all’Eurovision nel 1969 con “Due grosse lacrime bianche”, chiudendo al 13° posto su 16 partecipanti.

Gianni Morandi

L’eterno ragazzo si è esibito sul palco continentale nel 1970 con “Occhi di ragazza”, uno tra i suoi pezzi più celebri, terminando all’8° posto su 12 concorrenti. Ha inoltre fatto parte della commissione artistica preposta a selezionare, secondo i criteri del tempo, il cantante in gara per l’Italia nel 2011 a Dusseldorf (Raphael Gualazzi) e nel 2012 a Baku (Nina Zilli).

Massimo Ranieri

L’artista napoletano, all’anagrafe Giovanni Calone, è stato in gara nel 1971 con “L’amore è un attimo”, arrivando 5° su 19 partecipanti con 91 punti, e nel 1973 con “Chi sarà con te”, ottenendo il 13° posto con 74 punti su 17 concorrenti.

 

Emma

La cantautrice pugliese è stata scelta internamente dalla Rai nel 2014 e ha ottenuto con “La mia città” il 21° posto su 26 partecipanti alla finale. Nel 2012 avrebbe potuto rappresentare l’Italia, ma non lo ha fatto.

Francesca Michielin

La cantante e musicista veneta, presente in qualità di direttrice d’orchestra per Emma, ha preso parte al concorso nel 2016, facendo registrare con “No degree of separation” (versione molto italiana e poco inglese di “Nessun grado di separazione”) il 16° posto su 26 partecipanti alla finale.

Fabrizio Moro

Il cantautore romano ha gareggiato in Europa nel 2018 in coppia con Ermal Meta eseguendo “Non mi avete fatto niente”, raggiungendo il 5° posto su 26 partecipanti all’ultimo atto.

Mahmood

L’artista milanese, quest’anno di scena in coppia con Blanco, ha rappresentato l’Italia all’Eurovision nel 2019 con “Soldi”, arrivando 2° su 26 concorrenti nell’atto conclusivo e ottenendo un rimarchevole successo discografico in Europa.

Måneskin

La band romana, formata da Damiano David, Victoria de Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, sarà ospite nel corso della prima serata. L’Italia, con loro, ha vinto nel 2021 a 31 anni dall’ultima volta con “Zitti e buoni”.

Adriano Pennino

Dirigerà l’orchestra per Massimo Ranieri. Nel 2012 è stato produttore e arrangiatore di “Korake ti znam”, in gara per la Bosnia&Erzegovina nella voce di Maya Sar, e che aveva altre due versioni, l’inglese “The steps I know” e l’italiana “I passi che fai”.

Roberto Casalino

Quest’anno collabora con Le Vibrazioni per “Tantissimo”. Nel 2013 è stato tra gli autori di “L’essenziale”, che nella voce di Marco Mengoni vinse Sanremo e chiuse al 7° posto l’Eurovision.

Fabio Ilacqua

“Lettera di là dal mare” di Massimo Ranieri è sua, sia nel testo che nella musica. L’autore varesino ha già avuto una canzone in gara in Europa: “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, al 6° posto nel 2017.

Federica Abbate

Sono ben tre le canzoni di questo Festival che portano anche la firma della coautrice di “No degree of separation”/”Nessun grado di separazione”: si tratta di “Duecentomila ore” (Ana Mena), “Miele” (Giusy Ferreri), “Inverno dei fiori” (Michele Bravi).

Cheope

All’anagrafe Alfredo Rapetti, anche lui coautore per Francesca Michielin nel 2016, a Sanremo mette anche lui le mani su “Inverno dei fiori” di Michele Bravi.

Dardust

All’anagrafe Dario Faini, ha avuto un ruolo rilevante nella nascita di “Soldi” di Mahmood. Quest’anno sono tre le canzoni con il suo marchio: “Ogni volta è così” di Emma, “Virale” di Matteo Romano, “Ti amo non lo so dire” di Noemi.

Edwyn Roberts

La sua è in realtà una vicenda eurovisiva particolare, perché “Fai rumore”, il pezzo di cui fu coautore con Diodato, che vinse Sanremo e che avrebbe dovuto gareggiare all’Eurovision 2020, il palco di Rotterdam in realtà non lo vide mai. Il concorso, infatti, subì la cancellazione per gli iniziali effetti della pandemia di Covid-19.

Merita una menzione d’onore anche Enrico Melozzi, poiché è stato il direttore d’orchestra dei Måneskin nei giorni della loro vittoria sanremese. Va senz’altro a lui una buona parte del merito: molto acclamata, infatti, fu la parte di violino in quell’arrangiamento di “Zitti e buoni”. E fu anche richiesto a gran voce dagli eurofan. Ma anche senza, come si è visto, a Rotterdam l’Italia ha vinto lo stesso.

Non viene incluso in questo elenco neppure Leonardo de Amicis, di questo i più attenti se ne saranno accorti senz’altro. C’è una ragione: è vero che fece parte del team autoriale di “Tu primo grande amore” di Vincenzo Cantiello nel 2014, ma in questo caso ci riferiamo allo Junior Eurovision, che pure vinse, e non alla manifestazione maggiore.

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