La strada verso Torino e l’Eurovision 2022 passa da Sanremo: le curiosità sulla rassegna

Pronti, via. Alle 20.30 (diretta su Rai 1 e Radio Uno) si parte con l’edizione 2022 del Festival di Sanremo, che servirà anche a stabilire quale artista rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest nella finale di Torino del 14 Maggio.

Tanto Eurovision, mai come stavolta. A cominciare dall’Ariston che si è colorato con il logo dell’Eurovision, a sottolineare il filo rosso che lo legherà all’evento internazionale, tornato in Italia a 31 anni di distanza, grazie alla vittoria dei Måneskin con “Zitti e buoni” lo scorso Marzo a Sanremo prolungata poi a Maggio a Rotterdam

Sarà proprio la band romana ad aprire lo show e secondo quanto emerge dalle prime immagini delle prove, dovrebbe fare il suo ingresso a teatro a bordo di una golf car guidata dal conduttore Amadeus.

Mai così tanto Eurovision all’Ariston

Si parlerà di Eurovision quasi certamente domani sera, quando sarà ospite Laura Pausini: sarà lei, con ogni probabilità, una dei conduttori dell’Eurovision 2022 sul palco del Pala Olimpico, che verranno annunciati quasi certamente in occasione della sua presenza. Con lei dovrebbero esserci Alessandro Cattelan, di cui da tempo si parla ed anche Mika, nonostante le sue ripetute smentite.

A proposito di Eurovision, sono 6 quelli che l’hanno già fatto: Massimo Ranieri (1971 con “L’amore è un attimo” e 1973 con “Chi sarà con te”), Gianni Morandi (1970 con “Occhi di ragazza”), Mahmood (secondo nel 2019 con “Soldi”), Fabrizio Moro (2018 insieme ad Ermal Meta con “Non mi avete fatto niente”), Emma (2014, “La mia città”) e Iva Zanicchi (1969 con “Due grosse lacrime bianche”).

Proprio queste due ultime artiste hanno già espresso parere negativo o comunque interlocutorio rispetto ad una eventuale partecipazione, mentre Rettore e Ditonellapiaga, in gara insieme con “Chimica” si sono dette favorevoli.  Ai sei artisti in gara si aggiunge Francesca Michielin, protagonista nel 2016 con “No degree of separation”, che dirigerà l’orchestra proprio per  Emma.

Il Festival a girone unico

Sarà Festival a girone unico, come nel 2019 quando vinse Mahmood, la terza volta dal 1984, anno in cui è stata inaugurata la cosiddetta sezione Nuove Proposte (l’altra fu nel 2004): i tre artisti che hanno vinto il concorso lo scorso 15 dicembre (Matteo Romano, Tananai e Yuman) vanno ad infoltire la truppa degli esordienti, che saranno 13: oltre ai tre citati Aka7Even, Ana Mena, Blanco, Dargen D’Amico,  Ditonellapiaga, Giovanni Truppi, Highsnob, Hu, Rkomi, Sangiovanni.

Per la prima volta 25 canzoni concorreranno per vincere il premio principale. L’ultima volta con 25 brani è stata infatti nel 2010, ma divisi nelle due categorie classiche.  Diversi gli artisti che Sanremo l’hanno già vinto: tre volte Iva Zanicchi (1967, 1969 e 1974, tuttora la donna con più vittorie); due volte Fabrizio Moro (nel 2007 fra i Giovani e poi nel 2018); una a testa  Elisa (nel 2001 con “Luce”);  Emma (nel 2012 con “Non è l’inferno”; Gianni Morandi (nel 1987 con Ruggeri e Tozzi); Massimo Ranieri (nel 1988 con “Perdere l’amore”), Mahmood (nel 2019).

La straniera e i nuovi italiani

Ana Mena riporta una interprete straniera a Sanremo dopo 7 anni: l’ultima fu Lara Fabian nel 2015 che però con le eliminazioni in ballo non riuscì ad approdare in finale. Torna invece dopo 11 anni una spagnola: prima della giovane regina delle hit estive toccò a Raquel Del Rosario, in gara in quell’occasione insieme a Luca Barbarossa con “Fino in fondo”.

Sarà però la prima interprete solista spagnola della storia del concorso: prima delle due citate, infatti, soltanto quattro gruppi e un solista uomo: Los Bravos (nel 1967, in doppia esecuzione con Milva), Los Aguaviva, in gara in doppia esecuzione con Al Bano nel 1971, i Mocedades (1973, pochi mesi prima dell’Eurovision), Bertin Osborne (1983, con l’iconica “Eterna malattia”) e Las Ketchup (due anni dopo all’Eurovision per la Spagna), chiamate a fare poco più che da soprammobili a Danny Losito nel 2004 con la sua “Single”.

L’ultima straniera a vincere il Festival è stata però una argentina: si tratta di Lola Ponce, in coppia con  Giò Di Tonno nel 2008. Un altro straniero lo troveremo fra i direttori d’orchestra: il dj e producer tedesco di origine turca Mousse T, per Gianni Morandi, col quale anche duetterà nella serata cover. Per lui seconda apparizione al Festival:  nel 2010 fu ospite nella serata duetti (allora non cover) di Irene Fornaciari ed i Nomadi, per una versione bilingue de “Il mondo piange” ft Suzie. Risulta in gara  anche l’Harlem Gospel Choir, il coro statunitense, ospite di Achille Lauro.

In compenso, sarà un Festival davvero multietnico e rappresentativo dell’Italia moderna. Saranno in gara infatti anche due artisti con origini straniere, ovvero Mahmood di padre egiziano e Yuman, di padre capoverdiano.

Stasera subito spazio a 12 delle 25 canzoni in concorso, domani le 13 restanti, al termine delle quali sarà stilata la prima classifica complessiva.

Noi di Eurofestival News siamo pronti a seguire il Festival sui nostri social e naturalmente su questo sito, aggiornandovi su tutto quello che succederà all’Ariston in queste cinque sere che si preannunciano lunghissime, fino alla proclamazione del vincitore.

Su il sipario, dunque! Che la grande corsa di Sanremo 2022 cominci!

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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