Sanremo 2022, Coletta: “Mahmood e Blanco all’Eurovision saranno una bella vetrina per l’Italia”

Cala il sipario sulla 72esima edizione del Festival di Sanremo. La conferenza stampa è stata un modo per tirare le somme su quanto accaduto non solo quest’anno, ma in generale nei tre anni di conduzione e direzione artistica di Amadeus.

Presenti al tavolo, insieme al direttore artistico, l’amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, il direttore di Rai 1 Stefano Coletta e il vicedirettore Claudio Fasulo, il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, la direttrice di RaiPlay Elena Capparelli, il direttore di Rai Pubblicità Gian Paolo Tagliavia e la direttrice di Rai Radio 2 Paola Marchesini. A moderare, come sempre, è stato il direttore dell’ufficio stampa Rai Stefano Marroni.

Ha parlato per primo l’amministratore delegato Carlo Fuortes:

È un piacere essere qui. Amadeus non lo ringrazio, voglio fargli un peana, un canto di vittoria. Grazie alla squadra che ha fatto un lavoro fantastico, l’azienda è molto grata. Consentitemi di citare il valore più straordinario e inaspettato: il pubblico giovane.

Rai riceve il canone dai cittadini, quindi ha il dovere di parlare ai cittadini. Il dato è stato raggiunto grazie alle scelte artistiche, la qualità è stata la chiave del risultato. Il festival si è totalmente rinnovato ed è rimasto se stesso, ha mantenuto la sua identità. C’è chi consiglia di sostituire il cavallo morente con una statua equestre per Amadeus.

Rispondendo a una domanda, Fuortes ha aggiunto di desiderare un quarto festival con la conduzione e la direzione artistica di Amadeus.

È stata dunque proiettata una clip con i momenti significativi di questo festival, dalla durata di circa un minuto, al termine della quale ha preso la parola il direttore Coletta:

È talmente straordinario quello che è avvenuto che credo sia successo fuori dallo schermo. A vincere è stata la direzione artistica di Amadeus. Ama ha vinto grazie alla sua autenticità, ogni ospite voleva essere abbracciato da lui. Ha vinto anche la sua filosofia di vita, non solo il suo stile di conduzione.

Siamo molto contenti della vittoria di Mahmood e Blanco, che rappresenteranno il nostro paese all’Eurovision. Saranno una vetrina molto importante di quella che è la musica e anche di com’è l’Italia, con una canzone d’amore interpretata da due uomini.

Ha dunque parlato Amadeus, che per tirare le somme ha ricordato anche le sue precedenti edizioni del festival e si è lasciato andare a una serie di ringraziamenti:

È una giornata speciale, una di quelle che voglio ricordare per sempre. Questi tre anni, il triplete, è una sensazione particolare. Il 2020 era il compleanno del Festival, il Sanremo dei sogni. Il Sanremo dell’anno scorso è stato molto importante perché è stata la svolta musicale. Ho deciso di dare al pubblico e ai giovani il loro festival, ho dato priorità ai giovani più che a tutte le altre fasce d’età. In un anno di tristezza è chiaro che non hai la testa per seguire, poi però ci sono stati i Måneskin e anche le aziende hanno capito che sono i giovani ad andare avanti.

Quest’anno ho avuto grande affetto, una dimostrazione di stima enorme. Tutti erano felici di essere al Festival, da lì ho capito che erano loro, i cantanti in gara, i miei superospiti.

Ringrazio tutti i reparti della Rai, i miei amici Rosario, Checco e Lorenzo, un ringraziamento speciale a Ciuri che mi ha aiutato a partire bene facendo qualcosa di sensazionale. Ringrazio gli autori, il mio ufficio stampa, tutti voi giornalisti. Ogni volta che facevo il tampone uscivo dalla stanza e sembrava che avesse segnato Lautaro.

Ringrazio l’amministratore delegato Fuortes, che mi ha detto “Ho piena fiducia in te, fai il festival che vuoi fare. Condividilo con il direttore Coletta ma fai ciò che vuoi”. Ringrazio il direttore Coletta che ha condiviso con me ogni momento, la redazione, Gianmarco Mazzi, i ragazzi della ArcobalenoTre e il mio amico Lucio Presta.

Mi sono segnato una frase che diceva Vittorio Salvetti, ideatore del Festivalbar che per me è stato come un padre e per primo mi ha messo su un palcoscenico: “Ricordati che noi non ci occupiamo di cose serie in modo leggero, ma di cose leggere in modo serio”.

Chiudo con un’altra citazione, questa volta mia: “Il mio primo festival ha fatto rumore, il secondo ha fatto stare zitti e buoni ma il terzo ha fatto venire i brividi”. Grazie di cuore a tutti.

Rispondendo a una domanda sulla canzone vincitrice, Amadeus ha risposto:

Brividi l’ho ascoltata per la prima volta in studio a volume altissimo e mi sono venuti i brividi. È stata scritta benissimo, è di un’eleganza… Non ho pensato subito alla vittoria, che è meritatissima, ma ero sicuro che fosse una delle canzoni più belle dei miei tre festival.

È stato dunque il turno di Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai 1, che in un intervento molto breve si è soffermato sul podio:

È bene sottolineare l’importanza del podio di ieri sera, simbolicamente il più rappresentativo di questo Festival, eterogeneo per generi ed epoche musicali. Questo per me è stato il tredicesimo festival, ma continuo a divertirmi come se fosse il primo e ne sono molto felice.

Va dunque in archivio con successo l’edizione 2022 del Festival di Sanremo: adesso (anche per la Rai) testa all’Eurovision.

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