Eurovision 2022, scommesse: Italia prima ma mancano 32 canzoni all’appello

In questi giorni uno degli argomenti ricorrenti in tema di Eurovision 2022 è quello legato alle scommesse. La storia del concorso insegna che queste, soprattutto a febbraio, sono da prendere per quello che sono, cioè con estremo beneficio d’inventario.

Non fa eccezione quest’anno. Ed è per questo che il primo posto dell’Italia, con Mahmood e Blanco che saranno in gara a Torino con “Brividi”, va preso con estrema cautela, per molti motivi.

Mahmood Blanco video Eurovision

Una scena dal video di “Brividi” di Mahmood e Blanco

Eurovision 2022: scommesse e variabili

Sono state rese note solo 9 canzoni fino a questo momento, e quelle che vedremo in gara al PalaOlimpico sono ben 41. Questo vuol dire, tradotto, che ne mancano ben 32 all’appello, un numero enorme e troppo grande per pensare di poter fare una reale previsione ora, all’8 febbraio.

Per rendere l’idea dell’attuale poca attendibilità delle scommesse, basti pensare che le proiezioni vengono fatte sulla base di ciò che ci si aspetta dai vari Paesi. Così si spiegano la Svezia seconda, la Polonia terza e l’Australia quarta.

Paesi che non solo non hanno ancora artista e canzone designati, ma spesso non conoscono neanche tutte le proposte in campo per andare in Italia.

L’Australia, in particolare, sa chi gareggerà, ma non ha svelato ancora tutti i brani in concorso. In Svezia si è svolta lo scorso sabato la prima semifinale del Melodifestivalen, che ha alzato le quotazioni (interne) di Cornelia Jakobs.

In Polonia, invece, ci sarà una finale a dieci con almeno due canzoni che potrebbero fare molto bene a Torino secondo le opinioni di molti.

scommesse 9 febbraio

Eurovisionworld (ore 10:45 del 9 febbraio 2022)

Di recente è risalita la Grecia, che schiererà Amanda Tenfjord, su basi che non si conoscono (o sulla presunzione che abbia una canzone di valore adeguato per il concorso o per poter andare ai piani alti).

Per trovare una canzone già nota, al momento, bisogna scendere fino al 14° posto, quello del quale viene accreditata la Spagna con “SloMo” di Chanel. Il resto sono tutte sostanziali proiezioni basata su un mix di storia nel concorso, possibilità nell’anno in essere e potenziali prospettive.

Per fare un esempio ulteriore, senza conoscere le altre canzoni, si ritengono praticamente spacciati gli Intelligent Music Project con “Intention” per la Bulgaria, inseriti desolatamente in ultima posizione in termini di chance di vittoria.

Va rilevato, inoltre, che a oggi sono solo sei le agenzie di scommesse che offrono, del tutto o in parte, scommesse sull’Eurovision. Molte appariranno direttamente a marzo. Inoltre, gli aggiornamenti sono spesso abbastanza lenti.

Questo significa che eventuali movimenti legati a nomi di candidati vari possono variare perché alcune agenzie reagiscono meno velocemente rispetto ad altre. Questo è anche il caso di San Marino, che ha scombussolato i piani di molti in virtù dei nomi presentati, da Achille Lauro, Ivana Spagna e Valerio Scanu in giù.

Attualmente, oltre allo storico tabellone di Eurovisionworld, c’è anche la possibilità di scommettere tramite la Snai, che offre una sua prospettiva sul concorso, anche se non è (e non sarà) l’unica.

Eurovision e scommesse: storie dagli ultimi anni

Facciamo qualche esempio pratico di come si muovono le scommesse: quando Il Volo vinsero Sanremo e andarono all’Eurovision, con “Grande amore“, balzarono quasi immediatamente al primo posto. Era metà febbraio, anche qui con pochissime entry scelte. In quel 2015, però, c’era anche Måns Zelmerlöw per la Svezia.

Quando questi vinse il Melodifestivalen con “Heroes“, balzò al comando e non lo mollò più, confermando poi la vittoria finale; nelle prove emerse la Russia, con Polina Gagarina che salì seconda e lì restò con “A million voices” resa viva sul palco di Vienna.

Molti italiani ricordano bene l’Eurovision 2017: Francesco Gabbani, con “Occidentali’s Karma“, appena fu annunciato portò l’Italia al secondo posto. Non al primo, perché il popolo degli eurofan trepidava per “Statements” di Loreen, che però fu eliminata nell’Andra Chansen del Melodifestivalen svedese.

Risultato: Italia prima nelle scommesse fino a due giorni dalla finale, quando il Portogallo si prese il “momentum” e completò la rimonta. Salvador Sobral andò poi davvero a vincere con “Amar pelos dois“.

Storia nota è anche quella delle canzoni totalmente sottovalutate che fanno poi benissimo: è il caso, sempre nel 2017, di “Hey, Mamma!” dei SunStroke Project, non “vista” da nessuno e che fu invece in grado di dare alla Moldavia il primo e unico podio nella storia eurovisiva del paese.

Ed è anche noto che canzoni inizialmente date in alto, per un motivo o per un altro, hanno fallito clamorosamente l’appuntamento. “Sognu” (Francia 2011, Amaury Vassili) ne è il più grande esempio, vista l’impressionante sequela di errori fatti dal team francese e la conseguente discesa dallo status di favorita alla metà destra della classifica.

Le scommesse dell’Eurovision dipendono anche dal tipo di aspettative che si creano nel tempo. E nessuno ebbe più aspettative di Sergey Lazarev nel 2016: fu praticamente sempre in testa, con soli veri brividi quando la Polonia sembrava poter portare “Cool me down” di Margaret (cosa poi non accaduta) e poi con l’ascesa di Amir per la Francia.

You are the only one” vi rimase fino alla fine della finale, quando furono poi Ucraina e Australia a beffare la Russia.

Il caso dell’Eurovision 2021

Nel 2021 la sequenza è andata così: quando Gjon’s Tears rilasciò “Tout l’univers” per la Svizzera, questa fu subito data come favorita per la vittoria. Una conseguenza naturale del fatto che l’anno prima “Répondez-moi“, prima della cancellazione, aveva ottenuto ottimi riscontri, svelando la fenomenale voce di Gjon Muharremaj all’Europa eurovisiva.

In seguito “Je me casse” di Destiny, per Malta, ottenne molta fiducia, duellando a lungo (in seguito si sarebbe scoperto come) assieme alla Svizzera, con Francia e Italia quasi in lista d’attesa.

Siccome, però, sono le prove sul palco dell’Eurovision quelle in cui cambia tutto, i Måneskin presero forza da lì, guadagnarono la vetta e non la mollarono più, nonostante le quote più alte mai registrate negli ultimi 10 anni, segno di un Eurovision molto incerto.

La verità, però, la decide il palco. Che sovverte spesso e volentieri i pronostici. Come Salvador Sobral, emerse Conchita Wurst nel 2014, prima delle prove data attorno al 15esimo posto dalle agenzie.

Nel 2018, invece, al sorpasso di Eleni Foureira su Netta del lunedì precedente non corrispose identico riscontro nella classifica finale, che rimise a posto le cose per com’erano state da marzo alla prima settimana di maggio. 2012, 2013, 2015 e 2019 videro invece conferme su tutta la linea del vincitore.

Tutto questo per ribadire il concetto: le scommesse, a febbraio, non sono attendibili in maniera sufficiente. Bisogna aspettare. Sì, i segnali sono buoni, ma tra segnali di fumo e segnali di fuoco passa il portarsi dove stiamo a galla.

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