Volontari Eurovision 2022: 12.000 richieste. A Torino la discussione arriva in consiglio comunale

Continua ad aumentare vertiginosamente il numero di persone che vogliono fare da volontari all’Eurovision 2022 di Torino. Sono infatti 12.000 le richieste arrivate per i ruoli previsti.

Un quadro di enorme passione, che però dovrà essere filtrato per forza di cose: il numero richiesto dall’organizzazione è di 600, mentre per gli altri, come riporta dettagliatamente Torino Today, ci potrebbe essere l’opportunità di contribuire ai vari eventi collaterali nei progetti del Comune.

Queste le parole di Carlotta Salerno, all’assessorato dei Servizi Educativi, dei Giovani e delle Periferie, riferite insieme a Mimmo Carretta (Turismo e Grandi Eventi), riportate in maniera più o meno ampia da tutte le testate (la trascrizione qui sotto è dal Quotidiano Piemontese):

L’impegno che avranno questi volontari sarà di supporto, non ci sarà nessuna attività in autonomia o in sostituzione di figure professionali. Supporto, ad esempio, nella gestione dei flussi, nelle informazioni, che non saranno da guida turistica, nel rendere la città accogliente, e non ci sarà alcuna attività di autista.

Una serie di frasi che serve a smorzare i toni forti, anzi fortissimi, che sono emersi e purtroppo continuano ad emergere su questa vicenda, senza bene conoscere il ruolo che svolgeranno i volontari stessi.

In particolare, c’è stata della violentissima dialettica nella Quinta Commissione del Consiglio Comunale di Torino, con parole grosse volate anche dentro la stessa maggioranza. A generare la tensione il consigliere comunale di Torino Domani, il radicale Silvio Viale. Una tensione stigmatizzata da Lorenza Patriarca, che presiede la Commissione Cultura.

Due esponenti del Movimento 5 Stelle, Andrea Russi e Valentina Sganga, hanno infatti presentato un ordine del giorno nel quale si chiedeva che la città si facesse carico di un rimborso spese per i volontari Eurovision

Proprio Russi e Sganga avevano dichiarato:

Questa è una delle manifestazioni più seguite al mondo. In passato sono già stati usati i volontari, ma mai per un evento che ha caratteristiche di impresa. Quando è uscito il bando molte realtà dello spettacolo hanno scritto al sindaco per chiedere di tornare indietro: ci sono poi mansioni non compatibili con il volontariato, come garantire ordine e sicurezza. Anche Confesercenti era contraria.

C’è un piccolo, ma non indifferente problema: questa non è una cosa possibile.

E ancora Carretta e Salerno su un nodo particolare (da Torino Oggi, riportate poi con alcune differenze da Open e Metro):

È importante riconoscere il sacrificio delle persone che si mettono a disposizione della città: c’è una grande voglia di partecipare. La terminologia del bando era errata: non è opportuno parlare di turni, ma di disponibilità, evitando di contrapporre lavoro e volontariato.

Ed emerge anche un particolare interessante, ancora da Torino Today: ci sono, tra i richiedenti in relazione all’Eurovision, anche persone che diedero una mano fattiva per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, ora riuniti in associazioni.

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