Intervista ai Miodio: “Quei minuti prima dell’esordio all’Eurovision 2008…”. Il retroscena su Labiuse

Nell’attesa di Una voce per San Marino, avuto modo di intervistare i Miodio, rappresentanti di San Marino all’Eurovision 2008 col brano “Complice”, e in gara tra i big proprio nel concorso poi vinto da Achille Lauro, insieme a Fabry e Labiuse col brano “Blu”.

Nel corso dell’intervista – il nostro interlocutore è il chitarrista Paolo Macina – hanno parlato della loro esperienza nel 2008 e ci hanno svelato qualche retroscena curioso.

Com’è nata l’idea di questo progetto e da dove nasce il pezzo che portate in gara?

Ci siamo conosciuti grazie a una canzone, un pezzo realizzato da un collettivo di artisti sammarinesi tra cui anche Valentina Monetta che conoscete molto bene. Abbiamo scritto questo pezzo, ci è piaciuto tanto e abbiamo coinvolto anche Fabry e Labiuse.

Labiuse, hai una storia particolare con l’Eurovision: una voce di corridoio ti voleva sul palco eurovisivo al posto di Valentina Monetta con “The Social Network Song”. Confermi?

Sì, sì, è vero, confermo!  Ma come l’avete scoperto? [ride, ma poi non ci spiega perché non l’ha più cantata ndr.]

Per voi, Miodio, non si tratta di un esordio: avete già partecipato all’Eurovision nel 2008. Che emozione si prova a salire su un palco così importante?

Nel 2008 eravamo molto più giovani, l’abbiamo vissuto come dei ragazzi di 20 anni, andando in un mondo che non sognavamo neanche. Abbiamo  vissuto tutto con tanta gioia, felicità, amore per la musica, divertimento, in maniera assolutamente positiva.

Poi nel 2008 l’Eurovision non era neanche trasmesso in Italia, quindi ci siamo ritrovati tuffati in un mondo che era completamente nuovo. In Italia pochissimi conoscevano l’Eurovision, è stata quindi una sorpresa scoprire questo mondo. L’artista che fa l’Eurovision è come un cavaliere scelto dalla televisione, e quella del 2008 era anche la prima partecipazione per San Marino quindi è stata una sorpresa anche per loro.

Secondo voi cosa è cambiato dal 2008 a oggi nell’Eurovision?

Oramai l’Eurovision è diventato qualcosa al di fuori del normale, c’è sempre più qualità, sempre più sonorità che emergono anche a livello europeo o mondiale. Inoltre, si è anche allargato fuori dall’Europa quindi adesso ha una potenza mediatica ancora più imponente.

Per una realtà anche piccola, come la nostra piccola Repubblica, è un’opportunità gigantesca e credetemi quando dico che all’interno della Repubblica di San Marino ci sono delle realtà musicali che sono veramente di altissimo livello come per esempio Fabry e Labiuse. Questa è una grande opportunità, è un modo per entrare in contatto con un pubblico europeo e attraverso l’arte,  che è quello che più ci interessa.

La più grande novità che c’è stata poi negli anni è stata ovviamente la partecipazione dell’Italia, che ha cambiato radicalmente le cose. L’Italia non è un paese qualunque, è uno stato membro dei Big 5 e fondatore dall’ESC, ha tanta musica da dare e le aspettative sono alte.

Questo ha anche allargato tantissimo l’Eurovision a livello extraeuropeo. Mancano ancora degli ingredienti: per esempio Il Regno Unito partecipa, ma non lo prende troppo sul serio. Se lo facesse credendoci – e chi conosce la musica sa che se vuole il Regno Unito può fare sul serio –  allora crescerebbe ancora di più.

Avete un aneddoto legato alla vostra prima partecipazione da raccontarci?

Uno no, cento sì. Quei minuti prima di salire sul palco, per esempio, quando sai che tutta l’Europa ti sta guardando, sono intensissimi: sai che partecipi per il tuo paese, ho visto ragazze e ragazzi che piangevano prima di me, prima di entrare sul palco, con la truccatrice che rifaceva il make-up perché dovevano salire e fare la loro performance.

Noi come Miodio eravamo degli scudieri, perché andare in guerra insieme è sempre più facile, ma quel momento prima di salire, quando tutto si spegne e dici “adesso tocca a noi” è molto difficile perché poi è un Sanremo all’ennesima potenza.

Duecento milioni di persone in quel momento stanno guardando quella performance, e tu sai che quella canzone l’hai fatta tu, è la tua canzone, la presenti all’Europa e al mondo intero. Non è una cosa facile, però a noi è andata bene ed è stata un’emozione fantastica.


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