Melodifestivalen 2022: i ricavi del televoto della semifinale saranno donati all’Ucraina

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Per la seconda settimana consecutiva il Melodifestivalen svedese si fa promotore di una iniziativa lodevole: il denaro ricavato dal televoto durante la semifinale di sabato sera sarà interamente devoluto alla popolazione ucraina, dilaniata dal conflitto in corso.

Il Melodifestivalen da più di vent’anni collabora con Radiohjälpen, organizzazione svedese di raccolta fondi per iniziative benefiche, tramite il televoto. Il pubblico da casa quando vota utilizzando il numero di Radiohjälpen (e non con il numero legato alla manifestazione) va a sostenere le cause dell’organizzazione.

In queste due settimane il denaro raccolto tramite il numero di Radiohjälpen viene destinato agli aiuti umanitari per l’Ucraina. In particolare questa settimana gli operatori telefonici locali hanno rimosso gli oneri di loro competenza (il 7% più IVA), quindi l’intero costo del voto (9,90 corone svedesi pari a 0,92 euro) va in beneficenza.

La scorsa settimana sono stati raccolti, tramite il televoto del Melodifestivalen, 1,4 milioni di corone svedesi (pari a 129.618 euro). Questa cifra è quattro volte superiore alla cifra raccolta nella stessa serata del 2020 e due volte superiore rispetto al 2021.

Parallelamente all’iniziativa legata al Melodifestivalen, Radiohjälpen ha raccolto ad oggi 13 milioni di corone svedesi (1.200.000 euro) per l’Ucraina.

Il sostegno del mondo eurovisivo all’Ucraina

Questo non è che l’ultimo atto di solidarietà che i paesi Europei in gara al prossimo Eurovision Song Contest stanno portando avanti in favore del popolo ucraino.

L’iniziativa svedese, che è già in corso dalla scorsa settimana, si aggiunge ad una lista di prese di posizioni e manifestazioni simboliche di vicinanza di tante altre nazioni.

Sempre lo scorso sabato alcuni artisti, come Haffi Haff e Sigga, Beta & Elin, in gara nella semifinale del Söngvakeppnin, in Islanda, avevano lanciato messaggi di sostegno all’Ucraina.

Questo fine settimana Jamala, che vinse l’Eurovision Song Contest 2016 con la struggente “1944”, il cui testo ora più che mai è attuale, sarà ospite in Germania e Romania durante le rispettive finali nazionali per raccontare la drammatica situazione del suo paese.

Anche Mahmood, in gara nel 2019 e tra pochi mesi con Blanco a Torino, ha testimoniato la sua vicinanza al paese, esibendosi all’EXPO di Dubai con la bandiera dell’Ucraina. Messaggi di contrarietà alla guerra e di sostegno agli ucraini sono arrivati anche dai Måneskin.

Prima ancora i lettoni Citi Zēni, i georgiani Circus Miscus e i broadcaster di Danimarca, Islanda, Svezia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Finlandia ed Estonia si erano espressi per una esclusione della Russia, paese invasore dell’Ucraina, dall’Eurovision Song Contest dichiarando di essere disposti – questo Finlandia ed Estonia – ad ritirarsi loro qualora tale misura non fosse stata adottata.

L’esclusione della Russia dall’Eurovision Song Contest è arrivata il 25 febbraio, a cui è seguito l’abbandono delle emittenti radio e tv russe dall’EBU, ratificato il 1 marzo.


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