Eurovision, The Roop per l’Ucraina: “Abbiamo sperimentato l’aggressione russa”

Continuano le iniziative di solidarietà degli artisti eurovisivi a sostegno della popolazione ucraina dopo l’aggressione da parte della Russia. Dopo Ruslana e Vicky Léandros si muovono concretamente anche The Roop, il trio lituano in gara lo scorso anno all’Eurovision con “Discoteque” e designato anche per l’edizione cancellata del 2020 con “On fire”.

In concomitanza con l’uscita del loro nuovo singolo “Love is all we got”, Vaidotas Valiukevičius e la sua truppa annunciano che l’intero ricavato dello streaming del brano sulle piattaforme ufficiali sarà devoluto alle popolazioni ucraine.

Non solo. Il trio ha anche annunciato donazioni finanziarie a supporto della popolazione del vicino Paese e la donazione dell’intero merchandising ancora invenduto, in particolare felpe per bambini ed adulti. Inoltre, forse anche per contrastare la narrazione di propaganda russa, hanno annunciato che forniranno informazioni in tempo reale sul conflitto dai loro canali social.

Anche il video è particolarmente suggestivo perchè, come spiega la band nella descrizione che lo accompagna su YouTube, è stato editato proprio nel momento in cui il conflitto stava arrivando al suo apice. Così il loro abbigliamento monocromatico verde, nel corso del video si trasforma con i colori della bandiera ucraina oppure con la sovrapposizione di scene nelle quali la gente lotta per la libertà

Così la band spiega l’operazione:

Abbiamo girato il video musicale di “Love Is All We Got” alla fine di ottobre 2021. Noi, lituani, abbiamo una memoria collettiva dolorosa e continuava a sussurrare che la tensione e il disturbo nel mondo stavano aumentando.

Ma nemmeno nel peggior incubo avremmo potuto immaginare una guerra che inizia nella sua forma più dura. Durante la modifica del video poi abbiamo aggiunto altre immagini di raduni di persone, supporto e attività di protesta dalla Lituania e da tutto il mondo. È importante che il popolo ucraino veda tutti coloro che vedono, sentono e supportano la loro battaglia.

I fiori che sbocciano simboleggiano la speranza e il desiderio di pace. Dopotutto, i fiori possono sfondare il cemento: una tale superpotenza della vita risiede nello spirito degli ucraini mentre combattono l’invasore. Il colore verde dominante nel video musicale codifica la rinascita, la nascita e spinge anche ad andare avanti e compiere azioni con fermezza.

I ricordi del recente passato

Ma ancora più forte è il messaggio successivo, che rimanda proprio alla storia del Paese, indipendente dal 1990, a prezzo di un duro scontro con il declinante regime sovietico. Come oggi a Kiev anche nel 1991 l’Urss occupò la torre della tv e ci furono scontri e feriti prima che un referendum sancisse definitivamente il distacco da essa nel febbraio 1991, col riconoscimento internazionale nel settembre successivo.

Ma la memoria collettiva dei lituani va anche agli anni precedenti, alla lotta dei partigiani lituani contro Stalin, alla deportazione degli stessi ed alla successiva immigrazione forzata di non lituani in quelle zone con un tentativo di russificazione del Paese. Molte similitudini, insomma, con quello che sta succedendo in Ucraina.

La band lo ricorda:

Guardando indietro alla storia lituana, ricordiamo di aver sperimentato più volte l’aggressione del regime russo. Venivamo occupati, esiliati, uccisi. Ogni famiglia ne ha ricordi viventi. Allora come siamo sopravvissuti? Immaginiamo che sia stato per l’amore.

Per il grande amore per le nostre famiglie, i bambini, le madri, i padri e il nostro Paese. La nostra nazione come nessun’altra comprende e sostiene profondamente l’Ucraina. La guerra di Putin contro l’Ucraina è una guerra contro l’umanità. Ci auguriamo che finisca

Il precedente eurovisivo

Le frasi della band riportano alla memoria un clamoroso precedente, per il quale la Lituania rischiò la squalifica. Si tratta dell’Eurovision Song Contest 2010, ospitato alla Spektrum Arena di Oslo. In quella occasione la tv lituana era rappresentata da un gruppo vocale, gli Inculto, la cui canzone “Eastern European Funk” faceva proprio riferimento nel testo a quegli eventi, nel punto in cui dice:

Abbiamo avuto una vita piuttosto dura/Ma va bene, questo ci piace/ Siamo sopravvissuti ai rossi ed a due guerre mondiali

Il trio rimase in concorso in quanto questo riferimento era inserito in un brano il cui claim erano i pregiudizi verso la popolazione dell’Est – ed in particolare quella lituana – che stava faticosamente cercando la piena integrazione nel contesto occidentale:

Siamo onesti, ma (a tuo dire) non siamo onesti quanto te/No signore, per te non siamo uguali, anche se veniamo entrambi dalla Ue/ ma noi costruiamo le vostre case, e laviamo i vostri piatti, abbiamo le mani morbide e pulite.

La canzone comunque non riuscì poi a superare lo sbarramento delle semifinali.

 

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La dedica ai Go_A e la collaborazione mancata

Infine, la band spiega come questo brano avrebbe dovuto segnare l’inizio di una collaborazione con i Go_A, la band ucraina quinta classificata nella scorsa edizione di Rotterdam con il brano “Shum“, ma a causa della guerra quest’ultima ha dovuto fermare tutti i progetti ed anche temporaneamente l’attività musicale.

The Roop,  che nei giorni scorsi sono stati protagonisti anche  di una serie di iniziative a sostegno della popolazione ucraina,  hanno espresso la solidarietà anche ai componenti del gruppo, costretti in questo momento a restare in patria, situazione emersa chiaramente sabato sera, quando per questo motivo non hanno potuto prendere parte alla finale nazionale islandese come ospiti.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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