Eurovision 2022: i Kalush Orchestra (Ucraina) gareggeranno con la live-on-tape salvo fine della guerra entro maggio

Kalush Orchestra

I Kalush Orchestra, rappresentanti designati dell’Ucraina al prossimo Eurovision 2022, gareggeranno con la registrazione live-on-tape a meno che la guerra termini entro maggio, in quel caso potranno recarsi a Torino ed esibirsi sul palco del Pala Olimpico per la prima semifinale del 10 maggio.

Questa è la notizia che emerge dalle dichiarazioni della band, riportate da Adnkronos:

Nonostante la battaglia, i Kalush Orchestra registreranno la propria performance in un luogo sicuro e la invierà agli organizzatori del contest. In caso di vittoria dell’Ucraina sugli occupanti entro maggio, si esibirà dal vivo in Italia.

Che i Kalush Orchestra sarebbero stati in gara, nonostante l’invasione russa che continua a straziare l’Ucraina, era stato confermato dalla capodelegazione italiana Simona Martorelli durante il meeting del Reference Group di ieri.

La nostra capodelegazione si era anche detta ammirata per come la delegazione ucraina, nonostante le circostanze, stia rispettando tutte le scadenze imposte dal protocollo.

I Kalush Orchestra coinvolti nella guerra in Ucraina

Il sogno dell’Eurovision Song Contest, rafforzato dal primo posto nelle previsioni dei bookmakers (davanti all’Italia), al momento rimane un desiderio lontano per i membri della band. Il cantante Oleh Psiuk contattato dall’agenzia di stampa Reuters ha dichiarato:

Non posso godermela [il primo posto nelle previsioni n.d.r.] mentre sono preoccupato per i miei cari. La guerra mi ha separato dalla mia ragazza.

È a 300km da me e non possiamo incontrarci perché è troppo pericoloso. Lei è in un bunker mentre io sono qui e le sirene dei raid aerei sono costantemente in funzione.

Psiuk, che si trova nell’ovest del paese, sta dirigendo un gruppo di volontari – una ventina di persone – che si occupano di distribuire medicinali alla popolazione e aiutano coloro che cercano di fuggire dall’Ucraina.

Malgrado le bombe, i membri della band stanno provando individualmente e sperano di riuscire quanto prima a ritrovarsi a Leopoli per suonare insieme e, con tutta probabilità, girare in loco la registrazione live-on-tape da inviare agli organizzatori dell’Eurovision 2022.

Il fatto di andare o meno a Torino in questo momento è un dettaglio secondario per Oleh Psiuk, l’importante è partecipare alla competizione:

Non importa in quale circostanza andremo all’Eurovision, cercherò di essere utile per l’Ucraina. Anche se la guerra sarà finita nel prossimo futuro, non sarà comunque facile perché avremo bisogno di molto tempo per ricostruire. Il paese è in rovina.

La loro canzone, “Stefania”, chiamata a rappresentare l’Ucraina all’Eurovision 2022 dopo il ritiro della vincitrice del Vidbir – Alina Pash – è diventata un inno di resistenza in patria e la partecipazione in gara può essere, per il leader del gruppo, un’occasione per far prendere consapevolezza all’Europa:

Pensi che non accadrà al tuo Paese ma non hai garanzie di questo. Anche noi abbiamo pensato che non sarebbe successo a noi. Ecco perché dobbiamo fermarli il prima possibile. Vogliamo che la pace arrivi finalmente in Ucraina.

Non rimane dunque la speranza di vedere sul palco del Pala Olimpico i Kalush Orchestra, perché ciò significherebbe qualcosa che va oltre il valore della gara ovvero la fine della guerra in Ucraina.

6 Responses

  1. Terry ha detto:

    E se dovesse vincere l’Ucraina, cosa non difficilissima, anche per mandare un segnale di solidarietà della community dell’Esc contro la guerra ed in favore del paese aggredito, come e dove verrebbe organizzato l’esc il prossimo anno?

    • Staff ha detto:

      Ciao Terry, sono domande un pochino precoci… potrebbero vincere l’Eurovision come no, così come potrebbero decidere di non organizzarlo oppure trovare un compromesso con l’EBU e magari organizzarlo in collaborazione con qualche altro broadcaster di un altro paese. Aspettiamo il 14 maggio per capire cosa succede e poi si potranno fare tutte le considerazioni del caso ;)

  2. Elena Marchiori ha detto:

    Ci sono notizie sui Go_A, in gara l’anno scorso? Stanno bene?

    • Staff ha detto:

      Per il momento sembrerebbe di sì, stiamo comunque monitorando la situazione in Ucraina anche su questo fronte, ci sono diversi artisti ex Eurovision che stanno dando il loro contributo, in un modo o in un altro.

  3. Andrea ha detto:

    Off-topic, ma invece la storia degli ingressi alla sala stampa ridotti per i fansite? Ho visto che alcuni siti di settore ne stanno lamentando su Twitter

    • Staff ha detto:

      Non è questa la sede per discuterne (essendo appunto off topic), al massimo nel nostro Gruppo Facebook
      Detto questo, siamo ancora sotto effetto Covid, con un Press Center ridotto a poche centinaia di persone in cui devono stare tutti i giornalisti italiani (la richiesta è altissima, come immaginabile), quelli internazionali e chi collabora con i siti web della “Community” legata ad Eurovision. L’EBU ha quindi dovuto ridurre i Pass “ONSITE” che sono stati dati seguendo una logica molto semplice: più lettori hai, più possibilità hai di avere uno o più pass.

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