Eurovision 2022. Il sindaco di Torino Lo Russo: “Ricadute sul territorio per 100 milioni”

Ricordate lo storico ritornello secondo il quale organizzare l’Eurovision Song Contest fosse un’operazione in perdita? Quest’anno, a poco più di un mese dal via ufficiale, si può auspicare che le cose andranno diversamente in quanto ammonta a 100 milioni di euro la ricaduta economica dell’evento su tutto il territorio secondo le previsioni del sindaco Stefano Lo Russo.

Dalle colonne de La Stampa il primo cittadino di Torino ha fatto il punto della situazione dichiarando come a fronte dei 10 milioni investiti dal Comune (sponsor inclusi mentre l’intero ESC 2022 tra contributi governativi e dell’EBU verrà a costare tra i 20 e i 25 milioni di euro) il ritorno economico possa risultare ben 10 volte superiore.

Eurovision 2022 Torino

D’altronde l’Eurovision Song Contest 2022 porterà gli occhi di tutta Europa su Torino e sull’Italia, basti pensare al numero di spettatori che seguono in diretta televisiva l’evento. Lo scorso anno per l’edizione di Rotterdam furono 190 milioni, per la cronaca.

Eurovision e ritorno economico: storia di un successo

Vale la pena ricordare l’impatto economico, in positivo, dell’Eurovision sull’economia ospitante del paese che ospita l’evento. Escludendo le ultime due edizioni di Rotterdam e Tel Aviv, la prima condizionata dalla pandemia mentre la seconda dall’incertezza geopolitica, negli ultimi anni il ritorno economico è sempre stato di rilievo.

A Lisbona, nel 2018, a fronte di 23 milioni di euro investiti ne rientrarono 30 con un incremento delle presenze negli hotel (rispetto all’anno prima) del 37%. Percentuale simile anche a Kiev nel 2017 con un +30% (dato riferito ai locali di ristorazione).

Numeri da capogiro invece per le edizioni svedesi del 2013 (Malmö) e 2016 (Stoccolma): nel primo caso a fronte di 15 milioni di euro spesi il ricavo complessivo fu di 43 milioni  – con una ricaduta pubblicitaria pari a 132 milioni – mentre nel secondo con un investimento di 13 milioni (10,8 messi dal Comune) se ne generarono 34,7 complessivi.

A Torino procede l’allestimento del palco

Le dichiarazioni del sindaco Lo Russo arrivano in occasione della sua visita al cantiere del Pala Olimpico dove sta prendendo forma il palco del prossimo Eurovision, ideato da Francesca Montinaro.

Sempre a La Stampa il primo cittadino ha aggiunto:

Vorrei che i torinesi vedessero nell’Eurovision anche il simbolo di una concreta rinascita, un messaggio di speranza e pace in un momento tanto cupo proprio per l’Europa.

Con lui in visita al Pala Olimpico c’era anche Claudio Fasulo, direttore di Rai 1 e produttore esecutivo dell’evento, che definisce lo spettacolo in costruzione il Circo Barnum (la cui storia ha ispirato il film “The Greatest Showman” n.d.a.) della musica” e “la nostra Disneyland” per quanto mastodontico e meraviglioso sia il lavoro dietro allo show, che Fasulo, per sua ammissione, sta scoprendo passo passo girando per la location con una bici elettrica.

Infatti i lavori non procedono spediti soltanto all’interno del Pala Olimpico ma anche in Piazza d’Armi e Parco Cavalieri di Vittorio Veneto dove sono in allestimento le due “bubble” per delegazioni e giornalisti. La prima di colore lavanda – si dice scelto per scaramanzia – e la seconda arancione ed entrambe collegate al palazzetto tramite due ponti sospesi.

Tra 3 settimane invece, il 24 di aprile, avrà inizio la costruzione dell’Eurovillage al Parco del Valentino dove potranno avere accesso, per seguire gli eventi collaterali all’Eurovision, 17 mila persone contro le 7 mila che ogni sera riempiranno il Pala Olimpico per i jury show e le dirette televisive.

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