Eurovision 2022. Biglietti omaggio alle istituzioni e bagarinaggio: il punto della situazione

Eurovision 2022 Torino

Con la vendita dei biglietti per l’Eurovision Song Contest 2022 andata esaurita in poche ore fanno scalpore in questi giorni le vicende riguardanti il bagarinaggio e i 1500 tagliandi che il Comune di Torino ha elargito gratuitamente a figure istituzionali locali e non.

Se da un lato si ha a che fare con una dinamica illegale e spregevole, dall’altro vanno osservati con attenzione i numeri e le proporzioni dell’iniziativa del primo cittadino di Torino Stefano Lo Russo. Due articoli dedicati de La Stampa permettono quindi a fare il punto della situazione sulle due questioni.

Bagarinaggio: prezzi alle stelle

I biglietti per i tre show in diretta (10-12-14 maggio ore 21) sono andati polverizzati in meno di due ore ma è evidente, visti gli annunci che stanno comparendo in questi giorni su siti specializzati nella rivendita di tagliandi, che non tutti gli acquirenti volevano partecipare alla festa dell’Eurovision, ma invece speculare sull’evento.

I prezzi sono stati, come da triste tradizione, gonfiati fino a 10 volte il loro valore iniziale. I posti in prima fila per una semifinale o la finalissima sono passati dai 250 € della vendita ufficiale a 2400 € dei rivenditori. Il minimo richiesto è di 1500 € quando il 7 aprile bastavano 80 € su Ticketone per il biglietto più economico per una semifinale.

Stessa sorte per i ticket per le prove generali (Jury e Family show): in questo caso i prezzi dei bagarini oscillano tra 500 e 900 €, ancora una volta con i prezzi originali decuplicati.

In assenza di misure concrete per arginare questo fenomeno illegale, va ricordato come l’unica piattaforma autorizzata per la rivendita dei tagliandi è Fansale.it (un servizio di Ticketone, che si era occupata della vendita ufficiale).

Per sottolineare la differenza tra un servizio autorizzato ed uno fuorilegge, al momento della scrittura di questo articolo erano disponibili due tagliandi per il Family Show della prima semifinale (10 maggio, ore 15) al prezzo di 53,36 € cadauno, in linea con i prezzi fissati il 7 aprile.

Attenzione infine: non esiste soltanto l’opzione Fansale.it in quanto la Rai, per voce del direttore del centro di produzione di Torino Guido Rossi, ha annunciato una seconda tranche di biglietti in vendita a ridosso dell’evento.

Non solo, sono ancora attivi dei concorsi di Sorrisi e Canzoni (fino al 2 maggio), Vodafone (sponsor dell’evento, con l’app MyVodafone) e Philadelphia (fino al 25 aprile) per vincere dei biglietti per le serate al Pala Olimpico.

Biglietti omaggio: questione di proporzioni

Il sold-out dei biglietti in poche ore e il bagarinaggio hanno acceso ancor di più la discussione sui 1500 biglietti che il Comune di Torino ha distribuito tra consiglieri, assessori, presidenti di Circoscrizione, esponenti delle società partecipate e fondazioni e altri ospiti istituzionali invitati dagli assessori (15 a testa).

In tutto, circa 600 biglietti su 1500, “rimarranno a Torino” mentre tra gli altri 900 diversi sono stati distribuiti tra figure istituzionali ed imprenditoriali di tutta Italia: dei biglietti sono stati consegnati anche ai sindaci di Milano, Beppe Sala, e Roma, Roberto Gualtieri, oltre che a diversi dirigenti d’impresa.

La protesta arriva in particolare dagli operatori turistici che lamentano la perdita di potenziali clienti, ben disposti a spendere e a trascorrere una settimana nel capoluogo piemontese per godersi l’Eurovision Song Contest, rimasti a casa, e a mani vuote, a favore dei “soliti noti”.

Tuttavia, contando la possibilità di riempire il Pala Olimpico con 7000 persone per evento, quindi non solo le dirette televisive del 10, 12 e 14 maggio ma anche i Jury (9-11 e 13 maggio, ore 21) e Family Show (10-12 e 14 maggio, ore 15), si arriva ad un totale di 63000 posti disponibili.

Con queste cifre i 1500 posti prenotati dal Comune assumono altre proporzioni: si parla del 2,3% degli ingressi disponibili. Ripartiti per i 9 spettacoli vuol dire 166 posti occupati su 7000, anche se è facilmente intuibile che una buona fetta di questi biglietti omaggio sia stata riservata per gli show in diretta che sono quelli che fanno più gola, anche all’estero.

Il sindaco Lo Russo, dai microfoni di Radio Capital, si è difeso tirando in ballo in primis problemi di tempistiche:

Credo sia normale che un consigliere comunale, che fa parte delle istituzioni, possa assistere. Capisco la polemica, ma c’era anche un problema con le tempistiche, visto che per contratto i nominativi andavano inseriti in fretta nei database.

In secondo luogo il primo cittadino, questa volta dalle pagine de La Stampa, ha rivendicato la sua decisione come un atto che serve per intessere relazioni nel contesto di una vetrina di prestigio per la città:

La Città e la Regione si stanno comportando come sempre capita. Non mi sento in colpa ad aver invitato i sindaci di Milano e Roma e gli amministratori delle grandi imprese. Questi eventi costano tanto e devono essere una vetrina e un luogo di relazioni.

Attenzione ai numeri in quanto il sindaco Lo Russo ha annunciato di aver destinato i tagliandi anche ai volontari (600 persone), il che porterebbe il numero di biglietti elargiti ai membri delle istituzioni a 900 (l’1,4% dei posti totali nei 9 show):

I miei vip sono loro, insieme ai dipendenti comunali che si stanno occupando dei preparativi. Qualsiasi scelta sarebbe stata criticata. Credo però che la nostra sia stata una scelta di equità.
Il Comune dunque non cambierà linea, ma resta da vedere come si muoverà la Regione Piemonte, anch’essa destinataria di un indefinito numero di tagliandi. Il rischio che anche questi vengano ripartiti tra dipendenti ed altre figure istituzionali è tangibile.

2 Responses

  1. Danilo ha detto:

    Se si guarda il mio commento sotto l’articolo del 7 aprile sui biglietti esauriti in pochi minuti, facevo già riferimento a bagarinaggio e amici degli amici. La solita italianità che ci contraddistingue sempre.

  2. Miamtec ha detto:

    Le solite polemiche…offrire un biglietto a tutti i volontari trovo sia una cosa molto bella per ripagarli del lavoro svolto

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