Eurovision 2022: la prima prova di Mahmood (senza Blanco) per l’Italia

Report live da Torino • Il momento, almeno al 50%, è arrivato. Mahmood è salito sul palco del Pala Olimpico di Torino per la prima prova che lo porterà verso l’Eurovision Song Contest 2022, in rappresentanza dell’Italia con “Brividi“.

Mahmood Prove Eurovision

Credits: EBU / Andres Putting

Con lui, a causa dell’impegno concertistico a Firenze, non c’è Blanco, che rivedremo nella seconda prova, ma uno stand-in che ne fa le funzioni.

L’esibizione di Mahmood e del non-Blanco

La prima notizia per gli affezionati della performance al Festival di Sanremo è che il pianoforte, quello che all’Ariston era suonato da Michelangelo e che aveva un ruolo importante, c’è. Mahmood si presenta con degli occhiali da sole a tratti di bianco (gli stessi del concerto di ieri sera a Madrid) e con un cappotto nero in pelle.

Le luci fanno di tutto per illuminare i protagonisti in qualsiasi maniera possibile. La voce di Mahmood viene descritta da eurovision.tv “senza sforzo così come lo era nel 2019″. E viene definito anche come un momento, appunto, da brividi il cambiamento di ritmo della canzone, così come tutto il discorso legato alle armonizzazioni.

Come performance, è definita di quel tipo di cui il Paese organizzatore non può che andare orgoglioso. Niente fuoco, ma del resto in una canzone del genere il fuoco stona. C’è però parecchia atmosfera data dalla macchina del fumo.

Gli appuntamenti

Più tardi Mahmood sarà protagonista del primo meet&greet della stagione eurovisiva italiana, dove si confronterà con la stampa accreditata tramite web.

Tra due giorni, invece, dalle 10:30 alle 10:50 ci sarà la seconda prova. E, poiché si sa da marzo che l’Italia salirà sul palco del Pala Olimpico per nona in finale, non ci sarà il classico rituale dell’estrazione della metà di esibizione nella serata del 14 maggio.

Italia-Eurovision: di prime prove e di vestiti di scena

Una nota sull’outfit odierno di Mahmood: potrebbe non essere quello definitivo; del resto, è capitato spesso di vedere i nostri artisti non indossare i vestiti definitivi nella prima prova. Lo stesso milanese, nel 2019, quando si esibì in “Soldi“, cambiò i propri abiti.

Un esempio più recente è quello dei Måneskin, che all’Ahoy Arena di Rotterdam provarono per la prima volta in un set di vestiti di scena diverso, nero, rispetto al rosso scuro che abbiamo poi apprezzato in ogni altra occasione e nella notte del 22 maggio che ha fatto sì che ci si trovasse in Piemonte.


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