Eurovision 2022: la seconda prova di Achille Lauro (San Marino)

Si è appena conclusa la seconda sessione di prove, composta da tre take, per Achille Lauro, in gara all’Eurovision Song Contest 2022 per San Marino con la sua “Stripper“.

Achille Lauro prove Eurovision

Credits: EBU / Nathan Reinds

Ritorna un piano scenico imponente, a partire dalle due gabbie poste ai lati del palco e dal toro meccanico (che qualcuno aveva “maltrattato” stanotte ed è stato adeguatamente riparato).

La performance di Achille Lauro

Si parte con un’inquadratura fissa su un rosso pieno di mani che graffiano, e questo prosegue fino a quando non arriva la parola “killer”. Poi appare Lauro, accompagnato da un quartetto che comprende anche Boss Doms. In due della sua band sono all’interno delle gabbie. La macchina del fumo fa anch’essa il suo effetto.

Lentamente, ma inesorabilmente, le paillettes se ne vanno mentre si dispiega nella sua completezza il completo da diversamente cowboy dell’artista, cappello in testa e vestito attillato nero addosso. Una caratteristica, questa, tipica della cifra artistica cui ci ha abituato da molti anni.

Sul ledwall posto a terra compaiono varie bocche che seguono l’andamento della canzone, come a pronunciarla. Si capisce che il beagle della canzone, nei fatti, è Boss Doms, che viene “osservato” come tale da Lauro dopo una fase particolarmente ammiccante della performance, al termine della quale iniziano a partire, a tempo con la musica, fiotti di fuoco che riscalderanno adeguatamente il Pala Olimpico di Torino.

Appena prima del bridge strumentale, il portacolori di San Marino sale sul toro meccanico, che dunque ricompare alla fine della performance. Ma non solo: è un toro rotante, che dev’essere domato. E Lauro è il domatore in mezzo al fuoco che ritorna e infuoca tutto e tutti (soprattutto nel terzo take, in cui non viene risparmiato assolutamente niente: le fiammate partono anche dalla chitarra).

Le prospettive in tema Eurovision

Ci sono state alcune imperfezioni, ma le prove servono appunto a risolverle e queste sono state quasi tutte, appunto, risolte. Nelle tre occasioni, proprio prima di salire sul toro meccanico, anzi mentre lo fa, Lauro ferma la propria voce in momenti diversi, lasciando i cori a completare il “vado fuori di me” in forma varia.

Altra notazione tecnica particolare: l’impianto di luci utilizzato è all’interno di una parte dell’illuminazione che si può “portare giù” dal soffitto. Achille Lauro non è l’unico a utilizzare questa possibilità, che si ritrova anche nella performance di Michael Ben David (Israele).

Ad ogni modo, è un Achille Lauro che non lascia indifferenti. Potrebbe essere realmente tra i momenti topici della seconda semifinale: nessuno avrebbe niente in contrario circa una sua qualificazione alla finale del 14 maggio. Per farcela, però, non potrà contare sui voti dell’Italia, poiché il nostro Paese vota nell’altra serata, quella di martedì (al sabato, naturalmente, votano tutti, finalisti e non finalisti).

La prima prova di Achille Lauro


Photo Credits: EBU / Nathan Reinds


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