Toto Eurovision 2023: dove si terrà il concorso? Ecco le ipotesi attuali

Eurovision 2023, dove

La finale dell’Eurovision Song Contest 2022, tenutasi al Pala Olimpico di Torino, ha consacrato vincitori la Kalush Orchestra, in rappresentanza dell’Ucraina, con il brano “Stefania”, un inno al coraggio e alla forza delle madri, che oggi assume connotazioni ancora più importanti per il triste contesto storico che l’Ucraina sta vivendo.

Proprio a causa del suo status quo, ci si chiede se la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest possa davvero tenersi in Ucraina, che con questa vittoria, acquisisce il diritto di organizzare. Ad oggi, sono molte le ipotesi che sono avanzate e di seguito sono elencate quelle note.

Eurovision 2023 in Ucraina

L’Eurovision Song Contest 2023 potrebbe tenersi in Ucraina, qualora la guerra nel Paese cessasse e la nazione ospitante fosse in grado di organizzare la kermesse musicale nella più totale sicurezza. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelenski, ha espresso il suo desiderio di organizzare l’Eurovision 2023 nella città di Mariupol libera, pacifica e ricostruita.

Tuttavia, ciò vorrebbe dire, nel giro di un anno, risolvere il conflitto che affligge l’Ucraina e che, in tale arco di tempo, la città di Mariupol venga ricostruita anche con una serie di infrastrutture che devono necessariamente possedere i requisiti fondamentali per l’organizzazione dell’Eurovision Song Contest. Il desiderio di Zelensky si scontra, quindi, con una difficile realizzazione per ragioni pratiche e tempistiche.

Sebbene l’Ucraina abbia ospitato l’Eurovision Song Contest nel 2005 e nel 2016 nella capitale Kiev, l’EBU (European Broadcasting Union) potrebbe essere più propensa ad organizzare la manifestazione nelle città più occidentali dell’Ucraina, ritenute più sicure.

Leopoli, la città ucraina al confine con la Polonia, potrebbe essere una scelta, ma le restrizioni dei viaggi e la sicurezza internazionale potrebbero far cadere questa idea. La guerra non risparmia neanche questa città, dove, proprio nella mattinata di ieri, missili russi hanno abbattuto una struttura militare nel distretto di Yavoriv.

Dove ospitare l’Eurovision 2023?

Sono stati già molti i Paesi che si sono offerti di supportare la tv ucraina nell’organizzazione dell’Eurovision Song Contest, anche nel caso in cui la kermesse non possa tenersi in Ucraina.

Fra questi paesi c’è anche l’Italia, fresca dell’organizzazione di Torino. Il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, ha dichiarato che la Rai si metterà a disposizione in caso di una chiamata collettiva per organizzare l’Eurovision 2023 in Ucraina. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha confermato la disponibilità di Torino all’EBU per ospitare il contest, qualora non possa proprio tenersi in Ucraina.

Oltre all’Italia, anche la Spagna, terza classificata quest’anno, si è resa, per ora, disponibile ad ospitare l’Eurovision 2023 o a supportare l’organizzazione in terra ucraina. Come dichiarato da María Eizaguirre, direttore delle comunicazioni di RTVE, aiutare l’Ucraina in tutto ciò di cui ha bisogno rimane l’obiettivo principale.

Regno Unito e Svezia si sono dimostrati già disponibili ad ospitare l’Eurovision 2023. Il Regno Unito, forte del suo secondo posto quest’anno, potrebbe rappresentare un’alternativa qualora l’emittente ucraina Suspilne (UA:PBC) rifiutasse o fosse impossibilitata ad organizzare la manifestazione.

Per la Svezia è arrivata la proposta del sindaco di Stoccolma, Anna König Jerlmyr, che vorrebbe ospitare l’Eurovision 2023 nella capitale svedese poiché è anche città gemellata con Kiev.

Anche la Polonia ha confermato la propria volontà di aiutare l’Ucraina nell’organizzazione dell’Eurovision 2023. Tuttavia, la TVP, la tv pubblica polacca, ha anche dichiarato che, prima di qualsiasi promessa, sarà necessario discutere con il Governo.

È importante comunque sottolineare che il regolamento che l’EBU ha varato per l’Eurovision Song Contest non fa alcun riferimento specifico ai casi di rinuncia ad organizzare la manifestazione da parte del Paese detentore del titolo. Pertanto, la parola finale spetta esclusivamente all’EBU e a Suspilne (UA:PBC), la tv pubblica ucraina.

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Un consorzio fra TV e un posto a scelta per ospitare l’Eurovision 2023

Un’altra possibilità potrebbe anche riguardare un consorzio fra diverse tv, ovvero una collaborazione che garantisca, di comune accordo, la possibilità di organizzare la manifestazione in un luogo a scelta.

In tal senso, una collaborazione fra le Big 5 (Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito), che più sostengono l’Unione Europea di radiodiffusione, potrebbe essere una linea di prima scelta con la Germania che ospiterebbe la manifestazione (si è anche a lungo parlato della Germania come scelta di default per ospitare l’Eurovision Song Contest in caso di vittoria dell’Australia).

Per ora l’EBU si è espressa così:

Ci congratuliamo con l’Ucraina e la Kalush Orchestra per la vittoria e l’ottima prestazione. Ora inizieremo a pianificare per il 2023 con l’emittente vincitrice UA:PBC. Ovviamente, ci sono sfide uniche coinvolte nell’ospitare la competizione del prossimo anno.

Tuttavia, come in qualsiasi altro anno, non vediamo l’ora di discutere tutti i requisiti e le responsabilità coinvolti nell’ospitare la competizione con UA:PBC e con tutte le altre parti interessate per assicurarci di avere l’impostazione più adatta per il 67esimo Eurovision Song Contest.

Sicuramente organizzare l’Eurovision 2023 in Ucraina sarebbe un grandissimo traguardo per l’Ucraina stessa. Alla manifestazione non parteciperebbero la Bielorussia, che deve scontare ancora un anno di espulsione dall’EBU e neppure la Russia (vista la guerra ancora in corso, è difficile immaginare la sua presenza in Ucraina).

Non mancheremo di aggiornarvi sullo sviluppo della vicenda appena ci saranno notizie ufficiali.

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