Eurovision 2023: venerdì le prime discussioni. E anche i Paesi Bassi si offrono per ospitare

Kalush Orchestra PalaOlimpico Eurovision
Credits: EBU / Sarah Louise Bennett

Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi, Mykola Chernotytski, presidente del Board di Suspilne, l’emittente statale ucraina, ha parlato dei dettagli relativi all’organizzazione dell’Eurovision 2023.

Tra le dichiarazioni, ce n’è una che setta un giorno di inizio per le negoziazioni relative all’ospitare l’edizione che succederà a quella di Torino: venerdì.

Così Chernotytski, che ha parlato a Leopoli:

Stiamo facendo del nostro meglio, e spero che lo Stato ci supporterà nel mantenere qui l’Eurovision. Spero che si terrà in un’Ucraina in tempo di pace. Ad ogni modo, dico di nuovo che la sicurezza è un fattore importante, e la decisione finale sarà presa insieme all’EBU. Saranno negoziazioni difficili, ne ho la certezza. Mi preme però ricordare che anche nel 2017, quando il concorso si tenne a Kyiv, ci fu una discussione piuttosto grossa.

Per esempio, l’Ucraina allora impegnò la garanzia finanziaria di 15 milioni di euro. Se qualcosa dovesse andare storto d’improvviso, un altro Paese ospiterebbe la competizione con quei fondi. Per questo è tutto molto più complicato di una semplice speranza. Sono convinto che faremo del nostro meglio perché l’Eurovision si tenga in Ucraina.

Nel frattempo un’altra coppia di emittenti offre il proprio aiuto: si tratta delle due olandesi NOS/AVROTROS, che insieme alla NPO hanno già ospitato un anno fa l’Eurovision che fu poi vinto dai Måneskin.

RTL Boulevard riporta le dichiarazioni di Marnix Kaart, che quest’anno ha diretto la performance di S10 a Torino:

Sarebbe un bel gesto. Non sarebbero solo i Paesi Bassi, ma penso che tutta l’Europa dovrebbe lavorare insieme per ospitare. Ciascuno dovrebbe inoltre condividere con gli altri lo sforzo finanziario. Poi penso sia una possibilità.

Ad ogni modo, sia AVROTROS che NPO mordono il freno, ribadendo che è troppo presto ancora. Un portavoce della NPO ha dichiarato:

Ora consideriamo per prima cosa la bella e simbolica vittoria dell’Ucraina. Se l’EBU dovesse chiedere alla NPO di prendere in mano nuovamente l’organizzazione dell’Eurovision Song Contest, ci penseremo insieme a tutte le parti coinvolte.

Aggiunge l’AVROTROS:

Prima di tutto è all’Ucraina e all’EBU che sta la discussione circa l’organizzazione dell’Eurovision 2023.

I Paesi Bassi sono il sesto Paese ad avere almeno un’entità che vorrebbe in casa il concorso in caso di rinuncia dell’Ucraina, seguendo Spagna, Italia, Svezia, Polonia e Islanda. Non si è ancora espresso il Regno Unito, secondo sabato scorso.


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