Eurovision, i Little Big cantano contro la guerra e lasciano la Russia

Nel 2020  i Little Big erano una delle entries più attese e probabilmente, senza la cancellazione dell’evento per Covid-19, la loro “Uno” avrebbe lottato per il podio dell’Eurovision 2020.

Nonostante l’assenza dell’evento, la loro canzone è stata comunque fra le più suonate ed apprezzate e il gruppo vocale russo è diventato popolare in tutta Europa, anche grazie alla surreale cover in chiave gabber di “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri,  realizzata per il programma satirico “Ciao 2020” condotto da Ivan “Giovanni Urganti” Urgant,  già presentatore dell’Eurovision 2009 a Mosca.

Ora Little Big tornano e confermano la loro opposizione alla guerra mossa da Putin con l’invasione dell’Ucraina.

Lo fanno a modo loro, con una canzone che denuncia tutto quello che sta succedendo, dal titolo “Generation cancellation”.

Già nel testo è chiaro dove voglia andare a parare:

Non ho più voce, non ho più voce, muori o vattene. La mia generazione, generazione cancellazione (…) Santa merda

Nel video poi vengono mostrate scene che descrivono bene quello che accade: soldati in divisa, distruzione, un politico dal naso lungo che arringa la folla, un bambino al quale vengono inculcate delle idee attraverso un casco, un altro che riceve un panino con dentro un missile, un anchor man seduto sulla tazza del gabinetto che conduce il tg “fake news”, le cui notizie arrivano alla testa degli spettatori a loro volta seduti sulla tazza e collegati con un tubo sopra le loro teste, persone con le bocche cucite e molto altro.

Il video è accompagnato da un messaggio del leader della band Ilya Prusikin nel quale annuncia che hanno lasciato la Russia:

Adoriamo il nostro Paese, ma siamo totalmente in disaccordo con la guerra in Ucraina, inoltre crediamo che qualsiasi guerra sia inaccettabile.

Condanniamo le azioni del governo russo e siamo così disgustati dalla macchina di propaganda militare russa che abbiamo deciso di abbandonare tutto e lasciare il Paese

I Little Big erano stati fra i primi a condannare la guerra, sin dai primi giorni del conflitto, così come del resto Ivan Urgant, che per questo motivo aveva visto immediatamente sospeso il suo programma di successo ed ha dovuto rifugiarsi in Israele.

Secondo quanto riferisce la testata indipendente Meduza, la band si troverebbe in questo momento a Los Angeles.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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