Eurovision 2023, intervista ai Voyager: “Siamo l’uno la forza dell’altro”

Voyager Eurovision 2023 Australia

Continua il giro di interviste di Eurofestival News ai protagonisti dell’Eurovision 2023 (qui l’archivio completo anno per anno), oggi è la volta dell’Australia che schiera per la prima volta nella sua breve storia eurovisiva una band che da vent’anni macina i palchi rock di tutto il mondo, ovvero i Voyager.

In occasione di quest’intervista abbiamo scambiato due chiacchiere con il batterista Ash Doodkorte e la chitarrista Simone Dow in merito all’esperienza eurovisiva che tra meno di un mese prenderà vita nel Regno Unito.

Quanto ha plasmato la vostra identità musicale essere nati nella terra dei leggendari AC/DC?

Ash: L’Australia ha una tradizione di heavy metal gigantesca, da band storiche come The Easybeats e gli AC/DC fino ai Polaris e Twelve Foot Ninja degli ultimi anni. Sappiamo come fare heavy metal e soprattutto come farlo bene ed essere in qualche modo isolati dal resto del mondo ci ha permesso anche di plasmare la nostra musica ed aggiungervi un tocco tutto “australiano”. Non c’è sonorità o genere che non possa essere influenzata da un tocco estetico di heavy metal!

Simone: Io non sono nata in Australia (è nata a Falkirk, in Scozia ndr), ma mi ci sono trasferita nel 1991, in ogni caso le opportunità che la vita mi ha parato davanti hanno senza nessun dubbio plasmato il mio percorso musicale. Il rock ed il metal sono due scenari fenomenali e in particolar modo Perth è un crocevia niente male per questi generi. Mi sento estremamente fortunata di essermi formata nella scena metal locale con così tante persone talentuose.

Negli anni avete tentato più volte di rappresentare l’Australia all’Eurovision sin dal 2015. L’anno scorso siete arrivati per secondi perdendo di pochissimo contro Sheldon Riley, pensavate che Australia Decides potesse essere la vostra ultima occasione?

Ash: Non pensavamo che Eurovision – Australia Decides sarebbe stato davvero l’ultimo biglietto fortunato per l’Eurovision, anche se eravamo tutto sommato contenti del risultato. Ci siamo divertiti un sacco nella finale nazionale e vincere il televoto è stato pazzesco, ci ho messo un po’ per riprendermi! Di certo non avevamo timori, ci siamo divertiti e abbiamo continuato a fare ciò per cui siamo più bravi, suonare!

Simone: Eravamo emozionati senza dubbio di aver vinto il televoto ed esserci piazzati secondi ad Eurovision – Australia Decides e partecipare ci ha fatto vivere un’esperienza meravigliosa. Non c’è stata paura, perché come si può non essere entusiasti di questo risultato?!

Quali sono i momenti in cui sentite il bisogno di dire a voi stessi “Promise me it’s gonna be alright”?

Ash: Ogni giorno! Questa vita è una continua corsa sulle giostre, ogni giorno porta una nuova sfida con cui confrontarti e che va affrontata. Ma siamo cinque migliori amici che insieme fanno musica grandiosa. A qualunque costo, cercheremo di fare in modo che tutto vada per il meglio perché siamo l’uno la forza dell’altro. (sorride)

Simone: Quest’anno è sicuramente un mantra per noi cinque con tutto ciò che concerne la nostra folle partecipazione a questo pazzo evento! Mi sento grata di avere accanto i miei migliori amici in questo viaggio che è la vita!

La vittoria dei Maneskin all’Eurovision 2021 vi ha incentivato ancora di più a voler rappresentare l’Australia all’Eurovision?

Ash: Come molti australiani, seguiamo anche noi il contest da vent’anni e ciò che ci ha affascinato maggiormente della vittoria dei Maneskin (e prima ancora dei Lordi) è che c’è ancora posto e voglia di un sano rock in un concorso internazionale, oltre al pop. A volte vuoi soltanto fare headbanging e scatenarti mentre una chitarra ed un basso stridono sul palco (sorridono).

Simone: Certo è che la loro vittoria ci ha confermato in pieno che il rock ed il metal sono generi musicali che hanno una loro raison d’être all’Eurovision Song Contest.

Ci sono artisti o band con cui vi piacerebbe duettare? Anche tra gli artisti che partecipano all’Eurovision 2023.

Ash: Sono un grandissimo fan dei Gunship e immagino una collaborazione pazzesca tra loro e i Voyager, cioè noi! Quest’anno mi piacciono un po’ tutti quanti, se qualcuno volesse un batterista per fare un po’ di casino sul palco possono senza dubbio contare su di me! Una cassa dritta con Luke Black (rappresentante della Serbia) su “Samo mi se spava” sarebbe fantastica.

Simone: Non saprei da dove partire! Sono una grande fan dei Muse, quindi collaborare con loro sarebbe un sogno. Tra i partecipanti di quest’anno c’è Käärijä ma anche Luke Black con cui mischiare le sonorità metal con il dark electro/industrial. Le mie preferite però restano Teya e Salena, la loro canzone è un vero tormentone e sarebbe bello pensare a qualcosa di stravagante con tratti più pesanti.

Cosa direste oggi ai Voyager di “Element V”?

Ash: Salve, posso suonare la batteria nella vostra band per tutti gli anni che verranno?

Simone: Non vedo l’ora di diventare la vostra chitarrista tra un paio d’anni

(Ad onor del vero, dei membri originari dei Voyager è rimasto solo il vocalist, Daniel Estrin).

Chiuderete la seconda semifinale infuocando tutto quanto, quali sono i vostri piani per Liverpool?

Abbiamo pensato in grande e qualcosa di speciale. Aspettatevi tutta l’energia e la grinta di una performance dei Voyager, vogliamo portarvi tutto quello che ci rappresenta alla massima potenza. Ci risentiamo l’11 maggio!

Avete un messaggio per noi italiani?

Grazie mille del vostro supporto!

Per l’intervista, i Voyager hanno deciso di lasciare un videomessaggio per tutti i lettori di Eurofestival News, con un simpatico saluto nella nostra lingua.

I Voyager all’Eurovision 2023

All’Eurovision 2023 l’Australia è ritornata a selezionare internamente il proprio rappresentante a distanza di cinque anni dall’ultima volta. La scelta è ricaduta sui Voyager e sul brano “Promise”, e si esibiranno nella seconda semifinale dove l’Italia non potrà votare.

Lo scorso anno l’Australia è ritornata in finale grazie a Sheldon Riley ed il brano “Not the same”, piazzatosi poi quindicesimo con 125 punti, di cui solo 2 provenienti dal televoto dell’Azerbaigian.


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