Eurovision 2023, intervista con Teya & Salena: “Cantiamo le difficoltà dei giovani musicisti”

Il nostro giro di interviste con i protagonisti dell’Eurovision Song Contest 2023 prosegue con Teya & Salena, le due giovanissime cantautrici che rappresentano l’Austria con il brano “Who the hell is Edgar?”, che sta riscuotendo un ottimo successo in rete.

Ascolteremo questa canzone per tredicesima nella seconda semifinale di Giovedì 11 Marzo 2023 alle ore 21 (su Rai 2, commento di Gabriele Corsi e Mara Maionchi), quando l’Italia avrà diritto di voto.

La vostra canzone critica il mercato musicale. Come mai questa scelta? Quanto è difficile per un giovane artista vivere facendo solo musica?

Non è difficile… è praticamente impossibile. Puoi vivere scrivendo canzoni soltanto se riesci a sfornare hit internazionali, ma  arrivarci è una strada lunga e difficile. La nostra canzone incarna le nostre esperienze personali come cantautrici e artiste donne. Al momento in cui abbiamo scritto la canzone, eravamo davvero frustrate dal sistema e lo abbiamo semplicemente espresso a parole.

L’ultima volta che una canzone che criticava il mercato musicale è apparsa all’Eurovision è stata nel 1977..era la voce austriaca “Boom Boom Boomerang” di Schmetterlinge…Conoscevate questa canzone?

Non la conoscevamo prima di scrivere “Who The Hell Is Edgar?”, ma abbiamo guardato la performance quando i fan ci hanno detto che questa non è la prima volta che l’Austria ha criticato l’industria musicale all’Eurovision e la adoriamo! È triste che nulla sia cambiato, dopo tanti anni però…

Avete partecipato a un songrwiting camp. Cosa vi portate dietro da quell’esperienza e com’è stato collaborare con gli artisti eurovisivi, in particolare Dominika degli We are Domi e Albert Cerny?

Adoriamo i songwriting camp dell’Eurovision. Incontrare così tanti grandi artisti che hanno la nostra stessa visione è stato fantastico. Adoriamo Domi e amiamo anche Elsie Bay, che ha avuto grandi conversazioni con noi sull’argomento della nostra canzone.

La vostra canzone sta avendo un’ottima risposta da parte dei fan dell’Eurovision e una conseguente posizione elevata secondo i bookmaker. Vi mette più pressione o vi dà energia?

Siamo incredibilmente grate per questo, ma non sentiamo la pressione perché cercheremo di fare del nostro meglio in ogni caso.

Nella canzone c’è un verso in italiano: “Oh mio padre”. Come è nata questa idea?

Volevamo un’atmosfera da coro di chiesa e “oh mio padre” era l’unica frase che sapevamo fosse corretta.

Qual è la tua vostra entry preferita di quest’anno?

Ci sono così tante belle canzoni quest’anno. Quest’anno è molto forte in generale. È difficile scegliere, ma probabilmente sceglieremmo “Cha cha cha”  di Käärijä, “Tattoo” di Loreen e “Queen of kings di Alessandra Mele.

Qual è la tua entry austriaca dell’ Eurovision austriaca preferita e qual è la Eurovision preferita in assoluto

Per quanto concerne l’Austria sicuramente “Rise like a phoenix” di Conchita Wurst, che è stato per noi un momento incredibile nella storia dell’Eurovision. A livello assoluto “Molitva” di Marija Serifovic: quello è quello è stato il momento per entrambe  in cui abbiamo deciso di voler andare all’Eurovision.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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