Eurovision 2023, la conferenza stampa Rai. Kaze sarà la spokesperson

Conferenza stampa di presentazione Rai Eurovision Song Contest 2023

È andata in scena questa mattina la conferenza stampa di presentazione dell’Eurovision Song Contest 2023 in casa Rai. A presentare l’evento, in una conferenza moderata da Dante Fabiani, sono stati la presidente Marinella Soldi, il direttore prime time Stefano Coletta, la direttrice affari internazionali Simona Martorelli, il vicedirettore Claudio Fasulo, la direttrice di Rai Raidio 2 Paola Marchesini e i conduttori Gabriele Corsi e Mara Maionchi. È intervenuto con un videosaluto anche Marco Mengoni.

Dopo una clip riassuntiva con i partecipanti delle precedenti edizioni ha parlato la presidente Soldi:

Per me Eurovision è una grandissima emozione non solo per quello che rappresenta, united by music è uno slogan importantissimo, ma anche dopo l’edizione straordinaria dell’anno scorso. Una delle cose più belle è ciò che succede dietro le quinte.

Quest’anno sarà a Liverpool, io sarò lì, tocca a loro e sarà uno straordinario successo. La Rai si mette in gioco e devo dire che Eurovision è uno spettacolo, un evento di grandissimo impatto ed è un Sanremo al triplo. Sanremo ed Eurovision sono molto collegati anche perché ci accomunano dei valori come inclusione, diversità e accoglienza che accomunano tanti servizi pubblici.

Queste produzioni così importanti sono anche ad altissimo impatto per la sostenibilità ambientale: penso ci possa essere un percorso per capire come mettere in campo produzioni di eccellenza con un minimo impatto e lo faremo in piccolo a partire da Prix Italia.

Ha dunque preso la parola il direttore Coletta:

Tradizionalmente le semifinali andavano in onda su Rai 4. Chi ha giocato lo spartiacque per il posizionamento differente è stata l’edizione straordinaria dell’anno scorso. Chiaro che l’ospitalità e il made in Italy abbiano portato a quel successo, ma tante persone hanno visto le tre serate e speriamo che possa succedere lo stesso anche quest’anno.

La finale su Rai 1 ha un notevole incremento di pubblico da molti anni ed è innegabile che, non solo perché siamo rappresentati da un artista di Sanremo, abbiamo tanto da imparare dall’Eurovision. Ringrazio Claudio Fasulo che segue l’evento personalmente da molti anni.

Eurovision è la rappresentazione massima della libertà artistica ed espressiva, noi da sempre diamo una lettura dell’intrattenimento che è diversa da quella onesta e lì all’Eurovision c’è quell’intrattenimento che da noi sarebbe visto in chiave moralistica.

All’Italia fa molto bene essere dentro l’Eurovision, è un mondo democratico e culturale che insegna e che poi attraverso testi e lingue diverse indirizza verso un linguaggio diverso. Sono contento che c’è Mara Maionchi, l’abbiamo portata su Rai 2 con “Nudi per la vita” e ora può portare la sua conoscenza. Le semifinali su Rai 2 vanno su un canale per cui avevamo perso le speranze e ora ha un evento con una collocazione congrua che fa da traino verso la finale su Rai 1.

Alla nostra domanda sulla concomitanza tra la seconda semifinale e l’incontro di Europa League, il direttore ha risposto:

Purtroppo avevamo preventivato di avere due incontri di calcio, quando arrivano le variazioni di palinsesto (ed è qui presente il direttore Ciannamea) è difficile tornare indietro a conti fatti. Purtroppo dovremo fare i conti con questa concorrenzialità interna.

È dunque intervenuta la direttrice Martorelli:

La Rai è stata veramente un partner fondamentale dell’EBU nell’organizzazione dell’ESC dell’anno scorso, un anno particolarmente difficile perché abbiamo organizzato tutto in pandemia e quindi abbiamo dovuto mettere tutti in sicurezza.

L’evento storico di febbraio è stata la prima sanzione rivolta alla Russia perché il broadcaster è stato escluso e ha comportato anche delle scelte editoriali che hanno portato ad arricchire il messaggio di solidarietà, pace e inclusione con scelte editoriali memorabili che resteranno nella storia dell’ESC.

L’organizzazione ci ha permesso di essere rispettati di più non solo nell’EBU ma a livello internazionale, abbiamo dimostrato che si può organizzare tutto con le risorse interne senza appaltare ad altri. Siamo di ritorno con Claudio dal summit a Varsavia e il vicedirettore generale dell’EBU ha ringraziato pubblicamente la Rai per l’edizione straordinaria dello scorso anno.

È poi arrivato il turno di Claudio Fasulo:

“Il nostro cammino è cominciato prima del 2016 ma per sintesi prendiamo il 2016 come data fondamentale perché Andrea Fabiano decise di mettere in prima serata su Rai 1 l’Eurovision Song Contest. Il cammino è stato molto divertente, io quando si parla di ESC vedo una luce diversa negli occhi delle persone, è un mondo pieno di sincerità sorrisi, fa proprio piacere parlare dell’Eurovision Song Contest.

Ringrazio Flavio Insinna e Federico Russo che hanno iniziato con noi questo percorso per generalizzare un evento che era non identificato.

Abbiamo Gabriele da tre anni e diciamo benvenuta Mara, l’ho inseguita personalmente per questa finalità e sono molto fiero di questa coppia perché la ritengo la coppia eterogenea che serve per l’Eurovision Song Contest: abbiamo un secchione divertente come Gabriele e un numero 10 come Mara Maionchi che con l’estro e la competenza porterà molto bene.

Giustamente BBC che produce gli show ha dato grande risalto alle presenze artistiche ucraine: a parte Sam Ryder che si esibirà in finale, ci sono molte presenze artistiche ucraine che meritano l’attenzione che dobbiamo dedicare a questa follia che ancora devasta le nostre giornate. La ciliegina sulla torta, come si è saputo, è Mahmood.

La BBC ha organizzato un numero particolarmente articolato con 6 partecipanti tra cui Duncan Laurence che vinse a Tel Aviv e anche Mahmood, con brani dei Beatles. Credo che Mahmood sarà chiamato a interpretare Imagine.

Ad annunciare i voti per l’Italia abbiamo una spokesperson speciale che si chiama Kaze: ha partecipato due anni a Sanremo Giovani non arrivando in finale, lei è la centralinista di “Call my agent Italia”. Quest’anno poi abbiamo la migliore giuria che abbiamo organizzato questi anni.

Oltre alle prime serate noi realizziamo con il nostro gruppo di autori e produttori due anteprime dalle 20:15 alle 20:30 su Rai 2 prima del TG2 e poi dalle 20:35 fino all’inizio della serata su Rai 1 con i nostri conduttori, il portabandiera, ovviamente a Liverpool andremo nei luoghi dei Beatles.

Kaze sarà la spokeperson italiana

Kaze sarà la spokesperson italiana

Rispondendo alla domanda di un collega, Claudio Fasulo ha aggiunto:

Mi è dispiaciuto leggere quelle dichiarazioni di Blanco, perché ci siamo trovati a dover compenetrare e tenere conto delle esigenze di tutti. Il lavoro fatto è stato buono, arrivare sesti su 26 finalisti non è affatto male e poi non è la solita solfa per buttarla in caciara ma partecipare all’Eurovision è un’esperienza fortissima che ti arricchisce.

Il riferimento è ovviamente alle parole che il trapper bresciano ha pronunciato recentemente, attaccando l’organizzazione italiana ed internazionale. Il vicedirettore ha dunque dato qualche dettaglio sulla scelta del tanto discusso sole dell’anno scorso:

Sulla scenografia abbiamo aperto una tavola rotonda, un brief, poi abbiamo ricevuto in base all’istruttoria dei progetti anonimi per non ricondurli allo scenografo e avere massima trasparenza, limpidità e sincerità artistica”

Ha preso quindi la parola Mara Maionchi:

Dopo questa presentazione sono terrorizzata. Spero di essere educata, di comportarmi bene, vi prometto che farò di tutto. Un’esperienza così grande non l’avevo mai fatta, non me l’aspettavo, spero di essere brava e giusta, di dare i giudizi giusti a queste grandi canzoni che ci saranno in gara. Alla fine io sono sempre io, speriamo che vada tutto bene.

Ha continuato Gabriele Corsi, chiamato veterano da Fasulo:

“Veterano mi fa paura perché i veterani fanno una brutta fine. Grazie agli autori ma non seguiremo mai un copione, è un’esperienza bellissima, difficile da spiegare.

Quando Claudio mi chiamò la prima volta mi disse “sei seduto?”, poi voglio raccontarvi un dietro le quinte: dopo la vittoria dei Maneskin il primo a chiamarmi è stato Fiorello, perché dopo essere rimasto in mutande per la scommessa che feci è incredibile che io sia ancora qui.

L’Eurovision è una festa di musica nata dall’intuizione di Sergio Pugliese, ex presidente Rai. Il problema è che a Liverpool spenderemo di tutto, quindi bloccateci le carte di credito.

Speriamo di divertirvi, di accompagnarvi in questo spettacolo in cui vedremo di tutto, da gente che cavalca un missile come dottor stranamore a pezzi etnici, oltre a molti giovani che potranno tornare come al parco Valentino. Ringrazio anche Mario Acampa e Laura Carusino che mi hanno sostituito l’anno scorso. Il mantra di quest’anno sarà “Let it be”, quando vinsero i Maneskin a mezzanotte e 20 squillò il telefono a Claudio ed era già l’EBU.

Non resta dunque che attendere, ormai è tutto pronto. Domenica si alzerà il sipario con il Turquoise Carpet, poi sarà già tempo della gara.


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